Eurovision, che smacco per la Raggi e per Roma, la città dei vincitori Maneskin. Così è sfumata la candidatura.

"Inadeguata" il marchio senza appello per la capitale fatta fuori dalla cinquina delle candidate a ospitare l'Eurovision Meglio di Roma pure Rimini e Pesaro

Che schiaffo. A prenderlo è senza dubbio la sindaca Virginia Raggi, nel pieno della campagna elettorale, ma a pagarne le conseguenze è la città di Roma e l’Italia intera, decisamente umiliate dalla sonora bocciatura della capitale come candidata ad ospitare l’Eurovision Song Contest 2022 il prossimo maggio. Meglio di Roma, hanno fatto Torino, Bologna, Milano. E perfino Pesaro e Rimini che sono entrate nella cinquina delle finaliste e che concorreranno fino all’ultimo per ospitare uno dei più importanti eventi musicali del mondo, con un’immensa audience televisiva e una eco social globale. La decisione definitiva verrà presa a fine mese.

Ma intanto per Roma lo smacco è palese e brucia parecchio visto che i vincitori in carica, i romani Maneskin, ricevuti in pompa magna dalla sindaca in Campidoglio qualche settimana fa, avrebbero meritato di esibirsi in casa loro, prima di passare il testimone ai prossimi trionfatori. E invece niente da fare. Roma è stata bocciata dalla Rai e dall’Ebu (Unione europea di radiodiffusione) perché sprovvista di strutture adeguate a ospitare l’evento. Insomma, una bocciatura senza appello per una capitale europea tenuta lontana dai grandi eventi dall’attuale amministrazione capitolina che, ad esempio, ha preferito dire no alle Olimpiadi per evitare che si potessero verificare episodi di corruzione.

I motivi della bocciatura

La Raggi ha preferito non commentare finora, lasciando che a parlare fosse l'assessora allo Sport, Turismo e Grandi eventi di Roma, Veronica Tasciotti che su Facebook ha scritto: "Abbiamo lavorato giorno e notte per ospitare a Roma l'Eurovision Song Contest, tanto che il progetto presentato per candidare la Capitale ha riscosso il plauso della Rai e dell'Ebu, l'Unione europea di radiodiffusione che supervisiona l'organizzazione del festival. L'unica struttura cittadina rispondente a tutti i criteri tecnici era la Fiera di Roma, la cui altezza del soffitto - per qualche metro, purtroppo - non era conforme allo standard richiesto".

Insomma, una questione di pochi metri che però riaccende il problema di una città sprovvista di infrastrutture adeguate. Problema che non si è ancora voluto affrontare e che resta sul tavolo dei tanti problemi che dovrà affrntare il nuovo sindaco, dopo le elzioni del 3 e 4 ottobre prossimo.