Ermal Meta: "Quando mi dicono stai zitto e pensa a cantare". E asfalta con classe Willie Peyote

"È vero, ci sono due Ermal, quello più romantico e quello sanguigno e passionale che sui social non riesce proprio a trattenersi": videointervista a ruota al grande cantautore

“Il tuo viaggio io, la mia stazione tu / E scoprire che volersi bene/ È più difficile che amarsi un po' di più / È la mia mano che stringi, niente paura / E se non riesco ad alzarti starò con te per terra”. Sono alcuni versi dell’ultima canzone di Ermal Meta, “Un milione di cose da dirti”. Canzone che, come molte volte nel caso del cantautore, sarebbe più opportuno definire poesia. Pochi sono gli autori che parlando dell’amore raggiungono la profondità di questo artista italo albanese che due anni fa ha trionfato a Sanremo in coppia con Fabrizio Moro con la bellissima “Non mi avete fatto niente” e che anche quest’anno ha sfiorato la vittoria ed è stato battuto al fotofinish solo dal televoto. Lui, lontano anni luce dalla competitività fine a se stessa, anziché restarci male ha incoraggiato i giovani Maneskin a farsi valere all’Eurovision Song Contest. E in questa videointervista esclusiva che ha concesso a Tiscali ha accettato di raccontare un po’ di sé e della sua anima. A partire dai due Ermal, quello più “spirituale” o comunque “sognatore” e quello più passionale e sanguigno capace di micidiali botta e risposta sui social e di prese di posizione dirette e, perché no, “divisive”: "sai quando ti dicono "tu, stai zitto e pensa a cantare? Ecco io invece penso a parlare. E non mi faccio intimidire".

E a questo proposito è proprio di qualche giorno fa la polemica che lo ha visto opposto a Willie Peyote. Il vincitore del premio della Critica infatti lo ha attaccato a freddo e lo ha accusato di essere un "ruffiano" visto che aveva scelto di interpretare "Caruso" di Lucio Dalla proprio nel giorno del compleanno del cantautore bolognese. La risposta non si è fatta attendere e, incorporando il video con le accuse, Ermal lo ha asfaltato con grande classe: "Caro Willie Peyote, voglio farti un dispetto e dirti quello che penso. Penso che tu sia bravo. Ieri eravamo a due metri di distanza nei camerini e se mi avessi detto di persona queste parole, saresti stato il coraggioso che appari sul palco. Buona fortuna e buona musica".

Qui li racconta entrambi, così come svela che lui, autore di ballad romantiche dal sound essenziale, capaci di far sognare milioni di fan in realtà “scrivo d’amore perché non ci ho ancora capito niente. Di sicuro ho imparato che l’amore va maneggiato con cura. E che, proprio come scrivo nella canzone che ho portato a Sanremo, a volte è più difficile amarsi che volersi bene. A me è successo, anche perché l’amore a volte si accompagna a una sorta di odio”.

Venerdì 12 marzo esce il suo nuovo album di inediti “Tribù urbana”, che arriva a tre anni di distanza dall’ultimo disco in studio, “Non Abbiamo Armi. Undici 11 brani in cui Ermal dà voce ai sentimenti ma anche a storie di vita, spesso toccanti, come nel caso de “Gli invisibili”: “Una canzone che ho scritto dopo aver conosciuto un senzatetto che mia ha raccontato la sua storia”. Questa la tracklist di “Tribù Urbana”: “Uno”, “Stelle cadenti”, “Un milione di cose da dirti”, “Il destino universale”, “Nina e Sara”, “No Satisfaction”, “Non bastano le mani”, “Un altro sole”, “Gli invisibili”, “Vita da fenomeni”, “Un po’ di pace”.