Emma Marrone e Rita Pavone nella bufera: in Italia puoi parlare di tutto ma non di politica

Emma Marrone e Rita Pavone nella bufera: in Italia puoi parlare di tutto ma non di politica
Da sinistra Rita Pavone (73 anni) e Emma Marrone (34).

Agli artisti viene perdonato tutto tranne lo schierarsi, soprattutto di questi tempi, in cui il dibattito politico è esacerbato nei toni e amplificato dai social. E in effetti dopo le dichiarazioni di Claudio Baglioni sui migranti che per settimane hanno riempito di polemiche le pagine dei giornali e il web, il saggio Luca Zingaretti alla presentazione dei due nuovi film del commissario Montalbano in cui erano previste scene sui migranti si è ben guardato da fornire un suo commento personale, “anche perché voi dopo ci fate il titolo”.

Claudio Baglioni lo scorso 9 gennaio nel corso della conferenza stampa del Festival di Sanremo ha detto la sua sui migranti rispondendo a una domanda.

Ma c’è anche chi quasi simultaneamente ha deciso di schierarsi e in queste ore ne sta pagando le inevitabili conseguenze. A farlo, da parti opposte, sono la “grillina” Rita Pavone e l’anti-salviniana, almeno per ciò che riguarda i migranti, Emma Marrone.

La cantante di “Viva la pappa col pomodoro” ha fatto un tweet in difesa della piattaforma Rousseau dei 5Stelle e del criticatissimo voto sul caso Diciotti che ha risparmiato Matteo Salvini dal processo: "Si fanno le pulci su un voto popolare limitato, ma non si sono mai fatte su chi invece ha governato senza che l'avesse MAI votato nessuno". Sulla Pavone si è immediatamente abbattuta una pioggia di critiche non tanto per le sue simpatie pentastellate quanto per l’impreciso "mai votato da nessuno": sono in tanti, infatti, a far notare all'artista che a dare l'incarico di governo al presidente del Consiglio non è l'elettore, ma il presidente della Repubblica. Come Costituzione comanda.

Rita Pavone è sposata con Teddy Reno e vive in Svizzera.

Ecco, quindi, arrivare polemiche e insulti: "studia", "bestia", "ignorante", "di educazione civica ne sa quanto il mio gatto",  alcuni fra i commenti più quotati. "Per fare la statista bisognerebbe averne la caratura", scrivono, intimando quindi alla cantante di tornare ad occuparsi "della pappa col pomodoro" mentre "paga le tasse in Svizzera ma commenta l'Italia".

Agguerrita, Rita Pavone ha ribattuto, attaccando il "non eletto" Monti, "questi governi tecnici hanno 'tecnicamente' devastato il popolo italiano. Ma contenti voi...", e tessendo l'elogio del premier Conte (chissà, quando e da chi sarebbe stato “eletto”, ndr). Inoltre si è difesa dalle accuse di commentare la politica italiana comodamente dalla Svizzera, dicendo: "Se hai anche passaporto italiano e paghi parte delle tue tasse in Italia, anche sì. Studi prima di parlare. I ragli non salgono in cielo". Finito? Macché. C’è passata pure la Costituzione. A chi le chiedeva di leggere la Carta, la risposta è una domanda: "L'originale o quella 'trattata' negli ultimi decenni"?.

Di segno opposto ma altrettanto virulente le polemiche che hanno coinvolto Emma Marrone. La cantante salentina, in concerto a Eboli, in campagna, ha spiazzato tutti gridando dal palco: "Aprite i porti" e ribaltando lo slogan dell’inquilino del Viminale “chiudiamo i porti”. Il pubblico ha applaudito, ma quando lei, ha pubblicato le foto del concerto sulla pagina Facebook, tra cuoricini e dichiarazioni d'amore, sono partiti gli attacchi e gli insulti come "Apri la porta di casa tua" e "Stai zitta". Il fatto è successo tre giorni fa ma da allora qualsiasi post di Emma Marrone è preso d’assalto dai favorevoli e contrari. E purtroppo sono in tanti a ritenere che un’artista non possa esprimere un parere personale. Per loro dovrebbe soltanto essere una specie di jukebox che sputa canzoni e sorrisi.

Ecco un commento in difesa da chi la accusa di aver fatto comizi: “Forse è lei che non sia capisce il mio discorso e nemmeno quello di Emma. Nessuno, tanto mento Emma, vuole accogliere delinquenti. Ha solo detto UNA FRASE, UNA FRASE, NON UN COMIZIO. È lecito o no esprimere opinioni? Io resto sbalordita del fatto che parlate solo di una frase detta piuttosto che di quanto spettacolo ha fatto per due ore e mezza!”. Insomma ci risiamo. In Italia tutti possono esprimere le proprie opinioni, così come è stabilito dall’articolo 21 della Costituzione. Tranne gli artisti.