De Gregori e il disco a sua insaputa: "Io, tenero narciso"

Video-intervista al Principe dei cantautori: "Camminavo sotto l'Etna, vicino a casa di Lucio Dalla. Mi sono messo a fischiettare "3 marzo 1943". E mi sono detto: "Perché non farla in pompa magna con la band?"

Ci sono appartamenti “a insaputa” davanti al Colosseo e pure polizze vita “a insaputa” che funestano la vita di una città come Roma. Poi per fortuna arrivano anche i dischi “a insaputa” del loro autore e qui la musica cambia perché “Sotto il Vulcano” è un doppio cd live di Francesco De Gregori che meritava di essere pubblicato e che se non fosse stato per il produttore e bassista della sua band Guido Guiglielminetti non si sarebbe mai fatto. Spiega De Gregori: “Il tour di “Amore e Furto” (il disco dedicato da Francesco alle canzoni Bob Dylan) era ormai finito. Un giorno è venuto da me Guido a dirmi che lui e la band a mia insaputa avevano registrato la data di Taormina. Mi ha fatto ascoltare la registrazione. Bella. E allora ho detto: “Si stampi”. Il risultato è “la fotografia mossa”, per dirla con le sue parole, dell’ultimo De Gregori, l’immagine in movimento di un artista che negli anni è cambiato tantissimo e che, oltre ai testi, ha imparato a curare la musica e gli arrangiamenti, raggiungendo un risultato notevole: “C’è del narcisismo a voler mostrare ciò che si è come cantante e suonatore, ma se non fossi un narciso non farei questo lavoro”.

Sempre e per sempre un classico

Sempre e per sempre un classico - Magro, alto, cappello calcato in testa, occhiali da sole anche dentro un ristorante, le scarpe da tennis in tela: sempre e per sempre un classico. Eccolo dunque Francesco De Gregori meravigliosamente ostile a tutto ciò che è attualità. Avvisa i giornalisti: “Non riuscirete a farmi pronunciare il nome di quella gara canora che sta per cominciare in Liguria né il nome di un qualsiasi politico”. Poi alla fine pronuncia quello di Trump, scrivetelo pure che lo chiamo “Trump” con la u. Ma non ho altro da aggiungere”.

Quel giorno sotto il vulcano a fischiettare Lucio Dalla

Anche perché per lui parlano le canzoni di “Sotto il vulcano” (prodotto da F&P Group e Caravan e distribuito da Sony), un mazzo tra le più belle del suo repertorio. Inizia con “Pezzi di vetro” e ti stende, alla fine, con “Buonanotte Fiorellino 12&35” nella versione dylaniana, ormai quasi un rito alla fine dei suoi concerti. E poi c’è l’omaggio all’amico e compagno di tante avventure in musica, Lucio Dalla con una versione commovente di “3 marzo 1943”, singolo del disco già programmatissimo in radio: “La scorsa estate, il 27 agosto, dovevamo suonare nel Teatro Antico di Taormina . Il giorno prima mentre facevo un giro ai piedi dell’Etna dove Lucio aveva una casa, mi sono messo a fischiettare “3 marzo 1943”. E mi sono detto: perché non farla domani sera in pompa magna con il pubblico? Siccome ho una band che suona qualsiasi cosa benissimo e in poco tempo, l’abbiamo fatta. E il pubblico è rimasto molto molto contento. Quando sono partite le prime note, ho sentito proprio quel sospiro di quando ti arriva qualcosa che non ti aspetti ma che desideravi moltissimo”.

"Io, un tenero sentimentale narciso" - Nella video-intervista concessa a Tiscali.it c’è anche una descrizione del De Gregori made in 2017. Il principe dei cantautori usa per sé queste tre parole: “Tenero, sentimentale e tollerante”. Incredibile ma vero.