David Byrne, il volto dipinto di nero e le scuse per essere stato razzista

il leader dei Talking Heads è stato accusato di razzismo, in particolare di 'Blackface' per uno sketch del 1984 giudicato razzista

David Byrne, il volto dipinto di nero e le scuse per essere stato razzista
TiscaliNews

David Byrne, il leader dei "Talking Heads" si è scusato per uno sketch del 1984 giudicato razzista, in cui lo stesso Byrne impersonificava alcuni uomini di colore, dipingendosi la faccia di nero. È successo su Twitter.

"Nel video promozionale nel 1984 per il film concerto dei Talking Heads Stop Making Sense' vesto i panni di vari personaggi che mi intervistano, e alcuni dei essi sono di colore. Mi riguardo mentre interpreto quei personaggi, tra cui alcuni con il volto nero e marrone, e capisco che quel video è frutto di un errore di valutazione e di una grave mancanza di comprensione". 

L'artista è stato accusato di razzismo, in particolare di 'Blackface'. Si tratta di uno stile di makeup che consiste nel truccarsi il volto e la pelle per assumere le sembianze di una persona di colore. Le maggiori critiche sono arrivate dagli esponenti del 'Black Lives Matter', movimento attivista internazionale impegnato nella lotta contro il razzismo e cresciuto in particolare dopo la morte di George Floyd, uomo afroamericano ucciso da un agente di polizia.