Da rapper mascherato a calciatore. Junior Cally: "Che ansia mia mamma come tifosa"

Antonio Signore, questo il vero nome del rapper al centro delle polemiche prima del Festival, ha esordito con la maglia del Fiumicino 1926. E si è sfogato: "Quanti pregiudizi su di me"

TiscaliNews

Dal palco del Festival di Sanremo al campo di calcio della sua città dove ha debuttato all''85° minuto davanti a una grande folla. Junior Cally, l'ex rapper mascherato al centro delle polemiche prima del Festival per il testo di una sua canzone considerata sessista e violenta, ha esordito in campionato con il Fiumicino 1926 e contro il Tolfa. In tutto 9-10 minuti in campo, compreso il recupero, davanti a tribune piene, circa 4-500 gli spettatori, tanti genitori con bambini e ragazzi, per incitare, con cori ripetuti, la formazione di casa ed il rapper che al termine dell'incontro ha ricevuto l'affetto di molte persone e richieste di selfie, soprattutto dai giovanissimi. 

L'esordio è stato anche occasione di uno sfogo da parte di Antonio Signore, questo il vero nome di Junior Cally per ciò che è accaduto. "Non mi è piaciuto ricevere critiche e commenti da alcuni, quella piccola parte, del mio paese ma oggi, al campo, si è visto che il paese è dalla mia parte, mi conosce. Sono stato sempre contro ogni tipo di violenza. Questo è stato un modo per rispondere a quelle poche persone che mi hanno etichettato per ciò che non sono assolutamente".

In particolare, Junior Cally ha ribadito che una parte dei ricavati della partita sarà destinata a un'associazione contro la violenza sulle donne.  Per la cronaca l'incontro terminato 0-0 si è disputato all'interno del Girone A di Promozione laziale.

Appena tornato dal Festival di Sanremo, Junior Cally ha chiesto un incontro al Presidente del clubper poter essere tesserato, richiamare pubblico, dando un aiuto alla squadra in corsa per la promozione. Si è subito messo a disposizione dell'allenatore dei rossoblù, Luigi Di Ruocco. E ha spiegato: "Ai ragazzi dico sempre  di non farsi abbattere dal pregiudizio e di usare il pregiudizio come arma a loro favore. Spesso e volentieri chi critica il tuo sogno è perchè non riesce a crearsene uno proprio. Tutto è possibile: se tu vuoi una cosa, esci e te la vai a prendere. Esempio oggi: non era per me scontato giocare anche solo dieci minuti, perchè faccio il cantante. Mi sono dovuto allenare per due settimane, con la febbre a 39. Qualunque cosa vuoi fare, devi tenere duro, impegnarti per farcela e i risultati arriveranno".

La dichiarazione d'amore per la mamma

"Mamma sugli spalti, tra il pubblico? Si c'era. Per me la famiglia significa tutto. Lei, mio padre, mio fratello sono le persone più importanti che ho. Mamma, quando gioco a calcio, mi ha sempre seguito. Sono stato felice che oggi non abbia urlato, di solito da bambino mi metteva un pò in ansia. Oggi faceva  il tifo per tutta la squadra, è stato bello. Lei ascolta rap, si è immersa in questo mondo da subito, da quando ero piccolo, e per assurdo ascolta più altri rappers che me".

E il calcio? "Avevo meno ansia rispetto a Sanremo: certo, non sono certo allenato come i miei compagni di squadra, parecchi dei quali già conoscevo e che mi hanno accolto benissimo; è bello tornare a giocare con un gruppo così, che mi stima, prima di tutto, al di fuori del campo. Quando potrò farò parte della squadra; devo dare priorità alla musica. Il risultato oggi poteva essere migliore. Il mio obiettivo era portare pubblico e sostenere la squadra della mia città".