Claudio Baglioni: "Stasera esaudisco un sogno. Caracalla? A volte le popstar non rispettano la sacralità di questi luoghi"

Un'immagine delle prove del concerto di Caracalla (Foto Roberto Panucci)
Un'immagine delle prove del concerto di Caracalla (Foto Roberto Panucci)

“Da 33 anni desideravo cantare a Caracalla. A Roma la città in cui vivo e in cui sono nato, mi sono praticamente esibito ovunque: dalla piazza di Centocelle dove ho esordito nel concorso per “Voci Nuove” a piazza San Pietro quando ho decretato il passaggio di secolo. Negli auditorium, negli stadi, al Teatro dell’Opera, su un tram e perfino sopra un camion che andava nelle periferie. Negli ospedali e nelle carceri. Ho cantato ovunque. E finalmente oggi anche alle Terme di Caracalla, un posto magico che va rispettato”. Claudio Baglioni è concentrato ed emozionato: davanti a lui i dodici concerti di “Dodici Note – Tutti su!”, dodici straordinari eventi con i quali si apre la stagione estiva del Teatro dell’Opera. Numeri imponenti per uno spettacolo unico: 123 persone sul palco tra musicisti, coristi, performer classici e moderni. Perfino una contorsionista. Il tutto sotto la direzione artistica di Giuliano Peparini e con il coro Giuseppe Verdi e l’Orchestra Italiana del Cinema. Uno show a 360 gradi che mette insieme musica, teatro,  danza, luci ed effetti scenici per raccontare un viaggio esistenziale e artistico che non ha eguali: “Metteremo insieme panna, prosciutto e funghi”, scherza lui anche per sciogliere la tensione prima di cominciare questo tour de force che lo vedrà in scena dal 3 al 19 giugno.

La scaletta del concerto del 3 giugno

Nella scaletta “monstre” di 30 brani c’è il meglio del suo repertorio, con i classici più amati ma anche i brani più recenti. Oltre tre ore e un quarto di musica e qualche “chicca” capace di emozionarlo. Reduce dalla serie di concerti per piano e voce “Dodici Note – Solo” confessa: “Il momento più emozionante è quando canto “Ninna nanna della Guerra”, una canzone che avevo inserito nell’album “E tu” musicando una poesia del poeta romano Trilussa sulla Prima Guerra Mondiale. Un brano che oggi suona tristemente attuale. Non credo che parlerò di guerra sul palco; penso che le parole che riescono a raccontare i grandi fatti e i grandi guasti del mondo siano quelle più semplici . Molte volte la canzone quando si avvicina a queste tematiche tende a diventare sloganistica, con claim che assomigliano a frasi fatte, a volte pure strafatte, perdendo così di vivacità e sostanza". E aggiunge: "Trilussa racconta una guerra attraverso una ninna nanna, attraverso un canto di conforto e di protezione verso un bambino, eppure dicendo cose fortissime, come i potenti che si riuniscono per fare discorsi di pace al popolo coglione che è carne da macello. Oltre a questo non c'è altro da dire, diventerebbe retorico e spegnerebbe la potenza di certe cose. Un testo scritto poco più di 100 anni fa è ancora di un'attualità quasi feroce".

Come sempre Claudio Baglioni non ha paura di prendere posizione e così a Tiscali.it che gli chiede quale sia il sapore particolare di suonare alle Terme di Caracalla confessa: “La percezione del luogo fa l’intrattenimento. È estremamente importante cercare un’intonazione giusta che rispetti il luogo in cui si esibisce. A volte alcune popstar e rockstar hanno la pretesa di suonare nello stesso modo in qualsiasi luogo ma questo ha creato fatti stridenti e conflittuali. Tante volte i posti sono stati violati in nome di personalità da prima attrice. Io credo invece che ci si debba mettere il vestito giusto per ogni differente cerimonia alla quale si partecipa. Questo è uno spettacolo rigoroso. Un concerto in fin dei conti altro non è che una comitiva che si raduna, un’assemblea fatta in nome dell’emozione, della bellezza e dell’armonia”.

Un'immagine del concerto di Caracalla (Foto Roberto Panucci)