Carmen Consoli: "Ecco perché continuo a non dire chi è il padre di mio figlio"

Dove era scomparsa? Non temeva di distruggere la sua carriera, nell'assenza? Riecco la cantantessa, album e tour. Pronta a chiarire certi dettagli privati

Carmen Consoli: 'Ecco perché continuo a non dire chi è il padre di mio figlio'
di Cristiano Sanna

Cinque anni sono tanti. Artisticamente parlando, tantissimi e rischiosi. In quel frattempo una carriera può distruggersi e sparire per sempre. Tanto ci ha messo Carmen Consoli a ritrovare il suo pubblico con l'album L'abitudine di tornare e il tour in corso. In cinque anni muore un padre, quello di Carmen, e ne arriva un altro, quello di Carlo Giuseppe, primo figlio della cantantessa. "La mia è una famiglia a tre" aveva dichiarato lei non molto tempo dopo la nascita, "comprende mia madre, mio figlio e me". E vai con il gossip, quello che insegue da anni la Consoli: è lesbica, no, è bisex, ha ricorso al "padre in affitto" o alla fecondazione assistita. In questa intervista chiarisce il punto una volta per tutte. Ma si parla anche di musica, di note al femminile e del suo fortunatissimo giro di concerti negli Stati Uniti.

Carmen, L'abitudine di tornare riporta al suono elettrico "catanese" della band di Mediamente Isterica. Una scelta precisa oppure in sala le cose sono andate spontaneamente in quella direzione?
"E' andata proprio così, ci siamo ritrovati a suonare, scrivere, confrontare idee, arrangiare i brani assieme ed è tornato fuori prepotentemente quel suono".

Non temeva che la lunga assenza dalle scene potesse compromettere la sua carriera?
"Un po' sì, anzi cominciavo a farmi quella idea ed ero pronta a ricostruirmi da zero come artista. Nel frattempo sono diventata mamma, ho perso il mio amato papà, ho ridefinito molte cose della mia vita. Ma la musica resta al centro di tutto. Così, rieccomi qui".

I testi del nuovo album sono scritti ancora una volta in un italiano lussureggiante, alla Gesualdo Bufalino. Testi impegnativi, a rischio di stancare l'ascoltatore. Non la preoccupa l'eccesso di letterarietà?
"No, è il mio modo di scrivere. Che è poi il mio modo di leggere, così come mi è stato insegnato in famiglia. L'italiano ha un suono unico, elegante, disteso, si presta a rendere vivi dettagli che rendono un testo di canzone più interessante. Perché rinunciarci, dunque?".

La Consoli ce l'ha con gli uomini e non fa che scrivere testi lamentosi contro di loro. Conferma?
"No (ride, ndr). Niente affatto. Certo ci sono canzoni in cui l'insofferenza contro un certo tipo di distrazioni e soprusi maschili è evidente, ma la stessa insofferenza riguarda spesso anche i personaggi femminili delle mie canzoni. La donna di L'abitudine di cambiare, ma anche la Matilde pazza che odia i gatti o la donna che si lascia manipolare in Geisha sono complici della loro condizione, e non faccio sconti nemmeno a loro".

Il suo tour in America ha ricevuto grandi lodi. Eppure è andata dagli americani a cantare in italiano e addirittura in siciliano, recuperando i versi di Rosa Balistreri ed Emma Dante. Meglio fare gli italiani che gli americani, con gli americani?
"Nettamente meglio. Qui da noi ci ostiniamo a provare a cantare in inglese per colpire il pubblico all'estero. Ma in realtà loro amano la nostra specificità, le radici. Più sei locale, più hai fascino globale. I mandolini e le percussioni a cornice siciliane attirano molto di più di una Carmen Consoli che canta in inglese, anzi, nello slang americano. Ce le hanno già quelle cose, mica andiamo a fargliele scoprire noi".

Fra i testi del nuovo disco ce n'è anche uno sulle sensazioni di essere madre. Perché non ha mai voluto rivelare l'identità del padre di suo figlio? Così non si alimentano le voci più varie e fastidiose sul suo conto?
"Non ho rivelato chi è il padre di mio figlio semplicemente perché lui preferisce così, non posso decidere solo io. E c'è di mezzo un bambino, ancora molto lontano dai diciotto anni. Allora potrò svelare, col permesso suo e del papà, dettagli che restano riservati. Se dovessi parlare solo di me non avrei problemi a farlo, ma qui c'entrano altre due persone carissime, che rispetto".