Bowie cremato in segreto. Il regista con cui lavorò: "La sua è una morte assistita"

Parla Ivo Van Hove: "Ha lottato come un leone, poi ha messo in scena la sua scomparsa". Patrimonio da 230 milioni per gli eredi. Mistero sui sei infarti

Bowie cremato in segreto. Il regista con cui lavorò: 'La sua è una morte assistita'
di Cristiano Sanna

Cremazione in gran segreto. Niente funerali, dunque. Così pare dopo che il britannico Mirror ha pubblicato la notizia dell'estremo saluto a David Bowie, che sarebbe avvenuto in forma riservata. Una fonte vicina alla famiglia dell'artista scomparso a 69 anni, lo scorso 10 gennaio, ha detto: "Non è necessaria una commemorazione o una cerimonia per ricordare David - ha detto la fonte - c'è la sua musica invece. Avrebbe voluto scomparire senza nessun clamore, nessun grande spettacolo, nessuna fanfara. Era nel suo stile". Bowie sarebbe stato cremato a New York, dove viveva da anni, i resti poi consegnati ai familiari.

Una morte assistita - Questa versione, segreta e riservata, del "non funerale" dell'artista, trapelava già dalle dichiarazioni dell'olandese Ivo Van Hove, regista del musical Lazarus, in scena da dicembre nella Grande Mela e costruito come seguito del film L'uomo che cadde sulla terra, di cui David Bowie fu protagonista. Messa in scena che conta sulle musiche del Duca Bianco. Lazarus  è anche il titolo dell'ultimo videoclip girato dall'artista, in cui bendato e sofferente sembra mettere in scena la sua morte imminente. Secondo Van Hove, quella di Bowie sarebbe stata una morte "assistita". In che senso? Secondo il regista: "Non posso dirlo con certezza, ma ci sono parecchie coincidenze. È come se David avesse voluto mettere in scena la sua morte, in modo molto intenso e emotivamente forte. Penso che lui sapesse bene che la fine stava arrivando e ne ha fatto un “art work”: il musical, il video di Lazarus, il compleanno e l’uscita dell’album Blackstar tre giorni prima dell’addio".

Il mistero sei sei infarti - Se è ormai chiaro che sia stato un tumore al fegato a uccidere Bowie ("ha lottato come un leone anche sul letto di morte" ha detto ancora Van Hove. Quando abbiamo finito il lavoro assieme è collassato. E' stato allora che ho capito che non lo avrei più rivisto") resta il mistero sui sei infarti che avrebbero colpito negli ultimi anni il cantante. La notizia, per ora non verificata, viene da Wendy Leigh, sua biografa ufficiale, fonte non da poco.

L'ultimo concerto - Se a questo punto i fan di sperano di poter assistere a un grandioso funerale pubblico, l'evento perfetto per celebrarlo in maniera spettacolare è il grande concerto in programma il 31 marzo alla Carnegie Hall (con sul palco, già confermati: Paul McCartney, The Roots, Mick Jagger, Elton John e Cindy Lauper) per il quale i biglietti vanno velocemente verso il tutto esaurito.

Un impero economico - Per alcune fonti l'ammontare del patrimonio di David Bowie sarebbe stimato in 188 milioni di dollari, per altri in 230 milioni. Destinati, è presumibile, alla seconda moglie, la ex top model di origini somale Iman, al figlio Zowie Bowie alias Duncan Jones, 44, regista, avuto dalla prima moglie Marie Angela Barnett, e alla figlia di 15 anni, Alexandria Zahra Jones, nata dal secondo matrimonio. Ancora non si conoscono i dettagli delle sue ultime volontà. In 35 anni di carriera, l'artista britannico ha venduto 140 milioni di dischi, partecipato a 27 film, prodotti altrettanti album e 120 singoli. Tra i gioielli di proprietà di Bowie, la villa di Mustique, ai Caraibi, realizzata in una serie di ambienti in stile scandinavo e indonesiano, progettati ciascuno per trasportare la famiglia dell'artista e i visitatori in una serie di realtà parallele, all'insegna dell'immaginazione esotica e mistica. Il luogo in cui il cantante si rilassava "così tanto da non riuscire più a lavorare".

Blackstar vola - L'improvvisa notizia della morte di David Bowie ha avuto l'effetto di far impennare le vendite del suo album-testamento Blackstar. Già lodato dalla critica, ha scavalcato Adele nel primato su iTunes e incrementato gli streaming su Spotify del 2822 per cento.