Bellocchio sconvolge tutti e "vendica" Aldo Moro: la serie tv che cambia la Storia

Ecco Cossiga, Andreotti e Zaccagnini davanti a Moro risparmiato miracolosamente dalle Br. Le parole pesanti come macigni contro la Dc. In anteprima mondiale il maestro presenta alcune clip di "Esterno Notte", "la mia prima e forse ultima serie tv"

Che la strage di via Fani e la morte di Aldo Moro siano un nodo cruciale, un prima e un dopo nella storia contemporanea dell’Italia non c’è dubbio. E, nel caso ce ne fosse, ci pensa Marco Bellocchio a togliercelo del tutto sconvolgendo ciò che è successo, invertendo i fatti e vendicando il punto di non ritorno in cui tanti di noi si sono imbattuti in questi oltre 40 anni, sognando un altro epilogo rispetto a quello shock ben memorizzato dentro ognuno di noi in quel corpo ripiegato su se stesso nel cofano di una macchina. E così ecco “Esterno Notte”, la serie tv sul rapimento del presidente della Democrazia Cristiana, di cui Bellocchio mostra in anteprima mondiale all’incontro ravvicinato alla Festa del Cinema di Roma tre clip, brevi ma sufficienti a sconvolgere tutti perché il regista piacentino a 82 anni e dopo quel capolavoro che è “Buongiorno Notte”, si toglie il gusto di far vivere Moro. Proprio così. Il rapimento non finisce con l’esecuzione dello statista da parte delle Br, ma con la sua liberazione.

Che cosa sarebbe successo se le Br avessero liberato Moro?

Un fatto non c’è dubbio che avrebbe creato non pochi problemi in seno al suo partito, alfiere della linea della fermezza contro le suppliche dello statista prigioniero, dei suoi familiari e di pochi altri politici. E infatti ecco Andreotti, Cossiga e Zaccagnini, terrei e rigidi come non mai, incedere nella corsia di un ospedale e parlottare tra di loro in gran segreto. Al di là della porta c’è Aldo Moro interpretato da un Fabrizio Gifuni in stato di grazia perché non solo somiglia nelle movenze e nell’aspetto allo statista assassinato, ma anche nell’inclinazione della voce. I tre dirigenti della Dc decidono di entrare non prima che Andreotti abbia sentenziato che è “Meglio non dire nulla a Sua Santità”. Sdraiato sul letto ecco Aldo Moro: barba sfatta, aria sofferente, flebo al braccio, ma vivo e vegeto. E soprattutto deciso a chiudere definitivamente con chi in quei giorni di prigionia gli aveva voltato le spalle: "Ringrazio gli uomini delle Br per l’umanità che hanno dimostrato liberandomi. Provo incompatibilità con il partito, rinuncio a tutte le cariche e soprattutto mi dimetto dalla Dc". Parole pesanti come pietre che non c’è dubbio faranno molto discutere quando la serie tv, prodotta da Raifiction in collaborazione con Lorenzo Mieli per The Apartment, società del gruppo Fremantle, con Simone Gattoni per Kavac Film in coproduzione con Arte France, andrà in onda.

E Toni Servillo interpreta Paolo VI: il colloquio sul ruolo del Pci 

 Tra le altre scene mostrate in anteprima c’è anche un incontro proprio tra Paolo VI (interpretato da Toni Servillo) e Aldo Moro su un argomento che sottende forse la tragedia del politico democristiano. Moro cerca di convincere il Papa dell'opportunità di avere l'appoggio del Partito comunista per formare il nuovo Governo. Alle pacate rimostranze del Pontefice, lo statista replica spiegando che non si tratta di un'alleanza con il PCI, ma solo di un appoggio esterno, ma il Papa non sembra sia molto convinto. Infine anche una scena di scontri datata il 12 marzo del 1978, quattro giorni prima del rapimento di Moro, in cui un gruppo di sinistra si scontra con la polizia a Piazza del Gesù, allora sede della Dc, mentre Moro assiste pensieroso alla scena.  "È la mia prima volta in una serie tv e dico, forse con una battuta tenebrosa, che avendo una certa età forse è la prima e l'ultima volta", ha sottolineato con ironia Bellocchio prima di mostrare le sequenze e promettendo ai produttori di non fare ulteriori spoiler.

L'attesa per "Esterno Notte" ora è ancora più alta

"L'idea mi è venuta in occasione del 40/ o anniversario della morte di Moro, quando ho visto una sua foto in doppiopetto al mare sulla spiaggia di Torvaianica, con la figlia invece in costume. Nel mio film “Buongiorno Notte” la prospettiva era tutta dall'interno della prigione, questa volta invece racconto i personaggi che stavano fuori da quella stessa prigione". Quanto alla visione di Moro libero, "non è la prima volta che succede”, precisa il regista. “L'ho già fatto passeggiare proprio in Buongiorno Notte, in una brevissima sequenza, quando i panni di Moro li vestiva Roberto Herlitzka". L’attesa a questo punto è altissima.