Dallo scontro con Pippo Baudo al flop all'Eurofestival con Alice: la vita di Battiato raccontata dagli amici

Due concerti dedicati all’artista scomparso sono stati l’occasione per una serie di aneddoti sulla sua vita. Quando Little Tony gli disse: "Non si capisce niente"

Franco Battiato (Ansa)
Franco Battiato (Ansa)
di Massimiliano Lussana

Due concerti indimenticabili in sole quattro sere in un fazzoletto di nove chilometri e ottocento metri: uno sul lungomare Bettolo di Recco, nell’ambito della stagione estiva voluta dal sindaco Carlo Gandolfo; l’altro ai Parchi di Nervi, nell’ultimo atto del Nervi Music Ballet Festival, che è il festival voluto dal Teatro dell’Opera, il Carlo Felice, dal suo sovrintendente Claudio Orazi, dal direttore del festival Rino Surace, delle assessore Barbara Grosso, che di questo festival è la mamma, e Ilaria Cavo, che è la sorella, in un trionfo di generi diversi: dai concerti di musica sinfonica al melologo, dalla musica leggera ai balletti, dalle sfilate di artisti al teatro canzone di Mario Incudine con “I mille del Ponte” di cui ho avuto la fortuna e l’onore di scrivere i testi.

L’adattamento gentile de “La voce del padrone”

Un unico comune denominatore e insieme minimo comune multiplo fra le due serate: a Recco, il ricordo di Franco Battiato attraverso il concerto di Fabio Cinti e il suo “adattamento gentile” de “La voce del padrone” quarant’anni dopo insieme ad Angelo Privitera che per tutti questi anni è stato uno dei più stretti collaboratori di Battiato e a uno straordinario quartetto d’archi al femminile; a Nervi, Alice che canta Battiato, le canzoni cantate insieme, quelle scritte da lui per lei e quelle di Franco reinterpretate, con il tocco del piano di Carlo Guaitoli che risuona nota per nota grazie alla splendida acustica dei Parchi.

La grazia di Alice

Ne escono due serate magiche, commoventi. Con Privitera visibilmente emozionato di fronte ai ricordi della sua vita con Franco, e Alice che ha una forma fisica, vocale, emozionale, veramente straordinaria e il tutto esaurito dei Parchi di Nervi le riserva in continuazione standing ovation, con il massimo dell’emozione che si raggiunge quando tutto il pubblico si alza in piedi per omaggiare Battiato e le stelle che brillano sopra Nervi commuovono da tanto sono belle.

Amici, non collaboratori di Battiato

Angelo e Alice non sono stati, non sono collaboratori di Battiato, erano e sono suoi amici, parti della sua vita, complici. E quindi il viaggio fra le canzoni è qualcosa di intenso, di commovente, di splendido e definitivo.

E, proprio perché si tratta di due concerti – di due tour – assolutamente “veri” e pieni di emozioni, le scalette ve le mischio, ve le manteco, ve le innesto una sull’altra, anche perché la maggior parte dei brani si sentono su entrambi i palchi, complementari ed emozionanti. E così, una dopo l’altra, una sera per l’altra, scorrono magiche: “Il re del mondo”, “La stagione dell’amore”, “L’animale”, “Summer on the solitary beach”, “El sentimento nuevo”, “Gli uccelli”, “Segnali di vita”, “Centro di gravità permanente”, “Cuccurucucù”, “Bandiera bianca”, “I treni di Tozeur”, “L’ombra della luce”, “Oceano di silenzio”, “Prospettiva Nevski”, “Lontananza d’azzurro”, “Povera patria”, “Un’altra vita”, “E ti vengo a cercare”, “La cura”, “Shock in my town”, “L’era del cinghiale bianco”, “Voglio vederti danzare”, “Ode all’inviolato”, “Il vento caldo dell’estate”, “Messaggio”, “Chanson egocentrique” e ovviamente “Per Elisa” con cui Alice vinse Sanremo con il testo di Battiato.

Brandelli della sua vita

Ma, oltre allo splendore immortale delle canzoni di Franco e del suo pensiero assoluto e dolcissimo, quasi una carezza di musica per tutti coloro che sentono, i due concerti di Nervi e Recco sono stati anche l’occasione di raccontare brandelli di vita, con Alice che ricorda di come Battiato si fermasse sempre per ore a salutare il pubblico al termine dei concerti, generoso di una generosità totale, e che un giorno la fece uscire per il bis de “L’animale”: “Con un unico particolare, non l’avevamo mai provata insieme e io l’avevo sentita solo cantata da lui”.

La testimonianza di Vincenzo Mollica

Oppure, le testimonianze raccolte da Privitera sul palco a Recco: in platea c’è don Guidalberto Bormolini, che è un mistico toscano, mistico fin dalla lunga barba bianca, che ricorda di come i padri della Chiesa “andavano alla ricerca dell’infinito proprio come Franco” e c’è una testimonianza video di Vincenzo Mollica che ricorda il suo concerto davanti al Papa Wojtyla e la forza definitiva e devastante della frase di “E ti vengo a cercare”: “Cercare l'Uno al di sopra del Bene e del Male/Essere un'immagine divina/Di questa realtà”.

Alice e Battiato all’Eurofestival

Ma anche storie esilaranti, come quella sull’Eurofestival, dove Alice e Battiato portarono “I treni di Tozeur” e andarono quasi per farsi una vacanza. Sul palco parte la registrazione di un audio di Franco che racconta di come i discografici fossero convinti di fare il pieno di voti con Francia, Spagna e Germania dove i due vendevano moltissimo. E invece da lì arrivarono tanti due, il punteggio peggiore. Invece, il riscatto arrivò da Paesi sconosciuti: “Norvegia, Islanda, Danimarca, Groenlandia (e qui scatta l’ironia di Battiato) dove nessuno ci aveva mai sentito, che ci diedero raffiche di dodici punti, il massimo, ci permisero di terminare terzi o quarti”.

L’intervista pessima con Pippo Baudo

O, ancora il discografico della Emi che racconta l’intervista pessima con Pippo Baudo a “Domenica in”, dove i due siciliani si presero pesantemente – e vederla in rete è esilarante, con il gioco fra Battiato e Baudo a chi riusciva ad essere più sgradevole nei confronti dell’altro – ma che fu il trampolino di lancio per “La voce del padrone”. Dopo quella domenica pomeriggio il disco volò a cinquantamila copie e poi a centomila e infine superò il milione di copie, record storico della musica italiana.
Battiato iniziò a pensare all’importanza di quel pomeriggio sgradevole quando, uscendo dagli studi Rai di viale Mazzini, andò a mangiare con il suo staff proprio lì vicino, a Prati, alla Fiorentina, dove a un tavolo vicino c’era Francesco De Gregori che si entusiasmò: “L’apparizione di oggi è stata straordinaria, Franco”. “A me non pare proprio. Ma sei sicuro?”. “Non ho mai visto un’ospitata più bella”.

Le osservazioni spontanee di Little Tony

O, ancora, Privitera racconta di quando Little Tony era in concerto a Milo, il piccolo paese alle pendici dell’Etna dove Battiato viveva ed espresse il desiderio di incontrare “il Maestro”. Battiato, come sempre curiosissimo di contaminazioni, diversità, conoscenze, come al solito disse di sì con assoluta curiosità: “Ma certo, vieni pure”. Il punto è che Little Tony gli disse “A Battià, tu hai successo, ma ‘ste canzoni so’ troppo difficili, nun se capiscono”. Battiato, sempre più divertito, si entusiasmò di fronte alla critica di Little Tony che gli sponsorizzò “I Robot, un gruppo che ho fondato con Rosanna Fratello e Bobby Solo. Ro come Rosanna, Bo come Bobby e T come Tony, i Robot, questo è il futuro della musica”.

Ecco, Franco era così. E i concerti di Fabio Cinti, Angelo Privitera e il quartetto d’archi sul lungomare di Recco e di Alice e Carlo Guaitoli al Nervi Music Ballet Festival sono stati un dono.
Un essere speciale.