[L'intervista] Alessandro Casillo, dalla vittoria a Sanremo al lavoro di idraulico: "A 22 anni ho il piano B"

"Lavoro con il sorriso perché fare l'idraulico mi piace. E ho la soddisfazione di essere autonomo a livello economico", racconta Alessandro casillo. "Ma alla musica non rinuncio"

Alessandro Casillo
Alessandro Casillo (22 anni).

L’appuntamento per l’intervista è durante la pausa pranzo. Già, perché il resto della giornata, Alessandro Casillo lo passa a lavoro in un’azienda termoidraulica. Per la musica, la sua grande passione, quella che lo ha portato fin da ragazzino a emergere in tv a “Io Canto” e addirittura a vincere a Sanremo Giovani nel 2012 con "È vero (che ci sei)", gli restano la sera e la notte. Ora, dopo quattro anni di silenzio musicale ma di grande impegno nel costruirsi un’alternativa esistenziale, è tornato con un nuovo singolo che fin dal titolo racconta la sua voglia di esserci: “Ancora qui”.

Ti piace il lavoro in un’azienda termoidraulica?
“Sì, molto, anche perché è vario. Un giorno magari mi occupo di installare dei condizionatori, un altro di un rubinetto che perde e un altro ancora di fare un impianto di carico-scarico in un condominio. Lavoro con il sorriso sulle labbra perché fare l’idraulico mi piace. Per me è il famoso “piano B”.

Alessandro come mai hai fatto questa scelta?
“Ho avuto successo fin da giovanissimo. E l’ho vissuto con molta tranquillità perché ho sempre tenuto presente che tutto sarebbe potuto finire in un attimo. Il mondo della musica è bellissimo ma molto particolare: in tanti continuano a emergere da youtube e dai social. A illudersi ci vuole un attimo. Così in questi anni ho pensato a costruirmi un’alternativa e prima di tutto mi sono diplomato in termoidraulica”.

Alessandro Casillo e la cover di "Ancora qui".

E poi?
“Poi ho cercato di rendermi indipendente a livello economico e mi sono cercato un lavoro. Sono impegnato dalla mattina presto al pomeriggio tardi ma mi va bene così perché non voglio essere mantenuto dai miei genitori”.

Sei in perfetta controtendenza nazionale. In genere i ragazzi non riescono a imboccare la strada dell’indipendenza dalla famiglia prima dei 30 anni o giù di lì.
“Devo dire che in questo mi hanno spronato anche i miei genitori. Il che non vuol dire che io abbia rinunciato alla musica. Ma che se con la musica mi va male, almeno un mestiere ce l’ho”.

Parliamo di “Ancora qui”. C’è una frase nel testo che mi ha colpito. È quando dici: “Ora so scegliere bene le distanze da tenere, con un braccio in più del necessario”. Hai imparato a non fidarti troppo delle persone che incontri?
“Quando ho vissuto il momento perfetto, quando ho vinto il Festival di Sanremo, avevo solo 16 anni. Ora che ne ho 22 tante cose sono cambiate. Negli anni mi sono reso conto di chi voleva stare al mio fianco soltanto perché andavo in televisione o di alcune ragazze che sono scomparse quando ho smesso di andarci. A volte me ne sono accorto immediatamente, altre volte a posteriori. Comunque ho imparato a non dare troppa confidenza. E nel frattempo ho fatto anche un po’ di pulizia. Oggi vicino a me c’è la mia famiglia e gli amici veri, quelli di sempre, con i quali sono cresciuto”.

Come mai ci hai messo quattro anni a tornare alla musica?
“È stata una pausa salutare . Sarei anche potuto uscire molto prima. Ma ho preferito aspettare perché le cose vanno fatte bene, con pazienza e con passione”.

E cosa hai imparato nel frattempo?
“A non mollare mai. Nessuno ti regala niente. Se vuoi una cosa, se la vuoi davvero, devi andare a prendertela. Bisogna alzarsi presto la mattina, farsi il mazzo e guadagnarsela”.

Riproverai con Sanremo?
“Di sicuro. In questi anni ho scritto molti brani. Spero di riuscire a produrmi un disco”.