Achille Lauro senza pace: il presunto plagio, l'ecstasy e la rissa con "Striscia", la denuncia. Ecco la verità

Uno dei nuovi riti snremesi è quello di gridare al plagio: quest'anno tocca all'autore di "Rolls Royce", un pezzo finito nella bufera per molti motivi

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Agli infiniti riti sanremesi, fatti di polemiche continue su qualsiasi cosa, di bagni di folla di star vere e presunte e di una incredibile frenesia “accaventiquattro” per questo grande carrozzone, da qualche anno si è aggiunta una nuova abitudine. Quella di gridare al plagio. L’anno scorso è toccato alla canzone vincitrice, quella di Ermal Meta e Fabrizio Moro “Non mi avete fatto niente”, accompagnata nel corso di tutta la settimana sanremese da sospetti e rischi eliminazione.

Quest’anno tocca al rapper romano Achille Lauro (pseudonimo di Lauro de Marinis) che con la sua “Rolls Royce” è finito sulla graticola per ben tre volte. Prima il sospetto plagio ventilato da alcuni quotidiani per delle somiglianze con un brano degli Smashing Pumpinks. Poi i sospetti branditi da “Striscia” con la consueta delicatezza di essere un brano che inneggia all’uso delle droghe e in particolare dell’ecstasy, con tanto di tapiro alla direttrice di Rai1 e al cantante. Ora addirittura la denuncia sempre per sospetto plagio ma questa volta adombrata da una band di Latina, gli Enter.

Secondo i membri di questo gruppo di Sabaudia la sottotraccia musicale realizzata con la chitarra sarebbe la stessa di quella composta da loro qualche anno fa. Così è partita una denuncia depositata presso il tribunale di Impera per tutelare i loro presunti diritti. La canzone che sarebbe stata plagiata si chiama “Dolcemente”, ed è di qualche anno fa. Immediatamente hanno contattato l’avvocato Biagio Narciso, dello studio legale Riccio&Narciso di Caserta, per tutelare i loro presunti diritti.

La diffida per violazione del diritto d’autore è stata inviata al cantante, a Claudio Baglioni in qualità di direttore artistico, a Davide Petrella coautore del testo, alla casa discografica Sony e per conoscenza alla Rai. Ma la Sony ha immediatamente fatto effettuare una perizia tecnica dalla quale si evince che la canzone “Rolls Royce” non ha plagiato quella della band latina. Insomma, nessuna sospensione: Achille Lauro canterà regolarmente all’Ariston.

In quanto alle accuse di inneggiare all’uso degli stupefacenti e di usare il nome "Rolls Royce" nel significato di pasticca di ecstasy,  Achille Lauro ha negato e si è difeso così: "Ogni giorno esce una cosa nuova, prima il plagio che non è un plagio. Ora questo. Ma io non ne ho mai sentito parlare. Per me Rolls Royce è la macchina, è lo status. Il pezzo è una fotografia di tutte le icone mondiali dagli anni Cinquanta a oggi: dal mondo di Hollywood alla musica, allo stile". Chiaro?

Per molti sì ma non per “Striscia” che ha continuato ad accanirsi contro l’artista. Così la consegna del tapiro da parte di Staffelli si è trasformata in una vera e propria lite. Achille Lauro non ha fatto buon viso a cattivo gioco come tante vittime di Ricci. Ma ha ribattuto a tono entrando nel merito della questione : dando all'inviato dell'ignorante e aggiungendo che sarebbe lui a meritarsi il Tapiro. "Io credo che invece di inventarti scemenze per avere pubblicità, dovresti pensare a cosa c’è dietro la musica. Ti meriti il Tapiro per essere il tonno più grande d'Italia". E giusto per citare una frase cara al buon Staffelli attapirato, da Sanremo è tutto.