Wuhan nei diari di Fang Fang

Wuhan nei diari di Fang Fang
di Ansa

(di Mauretta Capuano) (ANSA) - ROMA, 31 MAG - FANG FANG, WUHAN. DIARI DA UNA CITTÀ CHIUSA (RIZZOLI, PP 448, EURO 15,90). I ritmi della vita quotidiana saltati all'improvviso, la paura che sale, i giorni del grande panico e terrore, gli umori che cambiano di ora in ora, lo sconforto, le strade deserte, il vuoto, la resistenza e nonostante tutto l'ottimismo. Sfidando la censura, la scrittrice e poetessa cinese Fang Fang, pseudonimo di Wang Fang, ha raccontato la prima quarantena mondiale in un diario intimo ed epico da Wuhan. Sessanta giorni, dal 25 gennaio al 26 marzo 2020, in 60 capitoli pubblicati online che sono diventati un libro, 'Wuhan. Diari da una città chiusa' che esce in anteprima mondiale il 3 giugno per Rizzoli, nella traduzione di Caterina Chiappa, con la postfazione di Michael Berry, traduttore americano. Ed è proprio grazie al lavoro forsennato di Berry che ha messo al sicuro quelle annotazioni traducendole di pari passo alla scrittura di Fang Fang, mentre il governo cinese ne cancellava ogni traccia dal web, che possiamo leggere questo straordinario resoconto in tempo reale di quei due mesi di vita senza prospettive certe. Fino al giorno della riapertura di una città di 9 milioni di abitanti costretti al lockdown. Dedicato alla popolazione di Wuhan e alle persone "che sono venute a darci una mano nell'ora più buia", tutti i proventi della vendita del libro, preceduto a maggio dall'uscita in ebook in America e in traduzione in 25 lingue, per volontà della scrittrice, saranno donati "per aiutare chi ha messo a rischio la propria vita per questa città". Di Fang Fang, 65 anni, autrice pluripremiata di numerosi libri in cui ha raccontato la società più disagiata di Wuhan, vincitrice tra l'altro del premio Lu Xun Literary Prize nel 2010, in Italia finora è stato pubblicato solo il romanzo 'Il Sole del Crepuscolo', da Garzanti nel 2001. Rizzoli si avvia a pubblicare molta parte della sua produzione partendo da questo diario che è nato da un post sull'account Weibo della scrittrice, originaria di Nanchino. Le piccole azioni quotidiane, le giornate di sole e di pioggia, si alternano a profonde riflessioni, con un linguaggio semplice, diretto, che ci fa entrare in tempo reale in una dimensione sconosciuta in cui trovano voce i primi momenti di incertezza, i giorni più difficili, quando l'Occidente guardava ancora a Wuhan come a un caso eccezionale e lontano. La scrittrice documenta l'inizio della crisi sanitaria e con stupore scopriamo che anche in Cina sono mancate le mascherine e i prezzi per acquistarle venivano aumentati. Nei post si parla con dolore della morte del dottor Li Wenliang, uno dei medici che avevano indicato la presenza di un nuovo virus all'inizio dell'epidemia venendo puniti, poi risultato positivo. Fang Fang riesce anche a restituire, come in una fotografia, l'esplosione dei contagi durante il Capodanno, l'emergenza e gli ospedali allo stremo con l'intero sistema sull'orlo del collasso. E il bisogno di umanità e comprensione che è mancato alle persone in quei giorni di resistenza. Come in un film si rivivono le diverse fasi di confronto con il nemico invisibile. Le stesse che poi abbiamo vissuto noi italiani, primi in Europa, e poi a catena gli altri, a poche settimane di distanza, ma fino all'ultimo tutti increduli che potesse accadere anche a noi quello che era capitato ad altri, finchè il mondo si è fermato e il Covid-19 ci ha mostrato la nostra superficialità e arroganza nel sentirci invincibili. Il diario si conclude il giorno in cui sembra spuntare in lontananza la libertà e Fang Fang cita san Paolo, "Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede". (ANSA).