The Deuce, la via del porno. Una serie assolutamente consigliata

The Deuce, la via del porno. Una serie assolutamente consigliata

The Deuce – La via del porno è una serie americana creata da David Simon e George Pelecanos per HBO. Ambientata a New York tra gli anni ’70 e gli anni ’80, la serie racconta della legalizzazione dell’industria pornografica e della sua espansione negli anni della diffusione del virus HIV e della malavita legata al traffico di cocaina.

Nel 2017, quando la serie è stata lanciata, rappresentava la novità più intrigate dell’anno. Per la tematica scottante, certo, ma anche perché David Simon è uno degli showrunner più influenti della televisione, le aspettative erano molto alte. E’ stata annunciata con tanto clamore, che in molti hanno temuto facesse la fine di Vynil: un inizio col botto che poi non avrebbe avuto seguito. Invece The Deuce è piaciuto moltissimo ed ha chiuso il suo ciclo con l’ultima stagione, la terza, andata in onda proprio quest’anno.

Il titolo della serie è dovuto all’ambientazione della storia. The Deuce è il quartiere newyorkese culla della droga e della prostituzione, in cui negli anni Settanta comincia a costituirsi l’industria pornografica. Dopo la Danimarca, primo Paese al mondo a legalizzare la produzione cinematografica hard nel 1969, anche l’America comincia presto ad attrezzarsi e lo fa nei suoi ambienti più torbidi. Certo, oggi non si direbbe, visto che la 42esima strada che in quegli anni era appunto considerata ‘la via del porno’, ora è una delle strade più famose di Manhattan.

Nel Deuce vivono i gemelli Vincent e Frank Martino (entrambi interpretati da James Franco) ed Eileen “Candy” Merrell (Maggie Gyllenhaal). Vincent e Frank lavorano in un bar per conto della mafia italo-americana mentre Candy è una prostituta senza protezione, che vede nella nascente industria del porno una possibilità per sbarcare il lunario.

I fratelli Martino entrambi interpretati da James Franco

Tutta la serie si costruisce attorno alle storie dei protagonisti, che cambiano moltissimo nell’arco delle tre stagioni; il risultato è un’opera corale in cui non solo loro, ma tutti i personaggi che interagiscono con loro subiscono una crescita ed un’evoluzione avvincente. Tanto che ci fanno appassionare tutti al porno: dai papponi Larry e Rodney (Gbenga Akinnagbe e il rapper Method Man) a Bobby (Chris Bauer), passando per la studentessa Abby (Margarita Levieva), il poliziotto Chris (Lawrence Gilliard Jr.) e il mafioso Rudy (Michael Rispoli). Per non parlare di tutti i ruoli femminili della seconda stagione. Al termine della terza stazione possiamo dire che tutti i personaggi che popolano questo microcosmo degradato sono fondamentali per la trama. Ci attirano, ci tengono incollati allo schermo e alla fine trovano la loro dimensione. Tutti.

LE DONNE DELLA SERIE

Nel gennaio del 2018, dopo la messa in onda della prima stagione, James Franco – produttore esecutivo della serie – viene travolto dall’orda del #metoo e accusato di molestie sessuali da alcune attrici. I personaggi da lui interpretati dalla seconda stagione in poi, indubbiamente ne sono influenzati, al punto che, nonostante rimanga uno dei protagonisti assoluti della scena, i riflettori sono puntati soprattutto sulle donne e il loro percorso di emancipazione. In particolare, non possiamo non evidenziare l’evoluzione e la magistrale interpretazione di Maggie Gyllenhaal nell’arco delle tre stagioni.

Maggie Gyllenhaal è Eileen “Candy” Merrell

Maggie Gyllenhaal veste i panni di una prostituta – madre di un ragazzo che lascia allevare ai genitori – che decide di rinunciare ad un protettore per “battere” la strada. Affronta i clienti da sola e ne subisce i traumi e le violenze. Nella prima stagione, il suo ruolo è molto forte e l’attrice fa una scelta decisamente coraggiosa, esponendosi a scene di nudo che puntano spesso ad umiliare il corpo, per mostrare il lato peggiore della prostituzione. Eppure la sua interpretazione è impeccabile. Incarna il dramma della strada in un modo che non lascia indifferenti ed è a tratti commovente.

L’evoluzione di Candy

Gli anni in cui Candy, il personaggio interpretato da Maggie Gyllenhaal, frequenta The Duce, sono gli anni che vedono la nascita dell’industria cinematografica del porno. Candy ci vede subito un’opportunità: può ottenere dei soldi vendendo le proprie prestazione,  ma senza rischiare la vita. Così diventa un’attrice porno, ma è sagace e ha molte idee che derivano dalla sua conoscenza della strada. Così, prova a passare dall’altra parte della macchina da presa. Il percorso che la donna attraversa per trasformarsi da attrice a regista di video hard occupa tutta la seconda e terza stagione.

L’evoluzione di Candy, da attrice porno a regista di video hard

La crescita del suo personaggio si inserisce accanto a molte altre trasformazioni. Come quella di Ashley, interpretata da Jamie Neumann, ex prostituta che diviene un’attivista, e di tante che non ce la fanno. Prostitute che muoiono nell’indifferenza, o che provano ad emanciparsi studiando, ma che non verranno mai accettate dal sistema. E ancora ci sono uomini e donne sterminati dall’AIDS in un mondo promiscuo e impreparato.

The Deuce fotografa una parte dell’America degli anni ’70 e ’80 in modo crudo, ma talmente ben strutturato da non lasciare posto al giudizio. Guardando la serie, infatti, non si può fare a meno di provare empatia per tutti i personaggi, cosa che ci fa osservare il porno con occhi nuovi. E ci fa pensare a quegli anni come una inevitabile anticamera del mondo contemporaneo.

Vincent e Frank Martino incarnano proprio questa idea. Lo stesso attore interpreta contemporaneamente due gemelli completamente diversi. Vincent è un ragazzo che cerca di adattarsi al sistema rimanendo fedele alle proprie prese di posizione, Franck invece il sistema cerca di fregarlo in tutti i modi. Subendone poi inevitabilmente le conseguenze. Ogni personaggio, proprio come sembra dimostrare lo sdoppiamento di James Franco, è guidato solo dai propri interessi e si barcamena nel mondo come può.

Non c’è spazio per fare la morale a nessuno. Prostitute e protettori, poliziotti e giornalisti, baristi e sbandati, tutti sono pervasi dallo stesso senso di umanità che emerge dai bellissimi dialoghi e monologhi e dalle convincenti interpretazioni dell’intero cast. E seppure parlare di porno in tv adesso va di moda, ci sembra che The Deuce abbia avuto sin dalla prima stagione l’approccio giusto. Un approccio che dota la serie della stessa autorevolezza del cinema autoriale e che merita davvero di essere guardata con gusto.

Consigliatissima.

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