"Giorni da prof": storie di scuola, raccontate da una docente coraggiosa che stimola a riflessioni profonde

Un libro bello, che tocca il cuore senza mai essere patetico, firmato da Silvia Rossetti

'Giorni da prof': storie di scuola, raccontate da una docente coraggiosa che stimola a riflessioni profonde

Giorni da prof: storie di scuola, raccontate da una prof coraggiosa.

Giorni da prof è il libro di una donna di scuola.

Un libro bello, che tocca il cuore senza mai essere patetico; un libro importante, che stimola a riflessioni profonde, su temi che in una società civile sempre più incivile (mi si passi il bisticcio semantico) diventano fondamentali, e non solo da parte della scuola, per arginare la deriva violenta che il linguaggio e i pensieri stanno progressivamente prendendo.

Ma andiamo con ordine, forse sottraendo e negando, che è come un aggiungere e affermare, come dire, per contrasto.

La donna di scuola non è tanto la prof del titolo, ma l’autrice, Silvia Rossetti, nascosta (neanche troppo) dietro a un io narrante che la rappresenta, sì, in un quotidiano di normalità scolastica – che è come dire di trincea-, ma che sussume, anche, una pluralità di voci. Di scuola, appunto. Altri insegnanti, altri maestri, altri studenti, altri racconti. Altre vite. Con il denominatore comune di quell’organismo incantato e delicato che la scuola, pervicacemente, ancora continua ad essere, oggi, in Italia, vorrei dire nonostante tutto.

Non è un romanzo, Giorni da prof. Ma al romanzo ruba alcuni passaggi narrativi, talvolta di una asciuttezza lirica che ti fa cercare con la mano, senza staccare gli occhi dalla pagina, una matita, per sottolineare.

Non è un saggio, anche se nelle Riflessioni della sera che chiudono ogni capitolo è raccolto tanto lèggere e tanto altro scrivere sulla scuola, sull’adolescenza, su quell’equilibrio (parola magica, per Rossetti) di relazioni su cui si deve fondare il percorso di apprendimento e insegnamento che tanto di reciproco ha da insegnare a tutti.

Non è, infine, né un diario, di cui però racchiude in qualche modo la funzione salvifica della scrittura, né un insieme di racconti, pur nella struttura di testi che conservano autonomia, uno dall’altro, ma percorsi da un filo rosso…

Un libro ibrido, ben scritto, che scavalca generi e schemi, forte del fatto che, come chi insegna ben sa, la lezione la puoi anche preparare al minuto, ma la realtà ti lascia sempre spiazzato, a scuola. E che se vuoi provare a farlo bene, questo mestiere, per prima cosa devi aprire le orecchie.

Grazie Silvia Rossetti, per aver raccontato la scuola. Non solo quella degli aneddoti, ma soprattutto quella delle vite vere che vi si incrociano, a volte per sempre.

 Silvia Rossetti, Giorni da profEdizioni L’Occhio di Horus APS, pp. 195, €13,00

 

di Barbara Quagliarini (docente e collaboratrice del blog Giudittalegge)