Rachel Cusk, raccontare tra oralità e minimalismo social. Un modello narrativo inatteso

Federica Pergola ci spiega perché i due romanzi dell'autrice inglese hanno sorpreso critici e lettori. Accostata a T. Bernhard e J. Coetzee, il suo stile ricorda una conversazione tra amici o un post sui social

Copertina dell'edizione inglese e italiana del romanzo Resoconto di Rachel Cusk
Copertina dell'edizione inglese Faber&Faber e italiana del romanzo Resoconto di Rachel Cusk
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"Scrivere, quando è fatto come si deve, è solo un modo diverso di conversare" diceva Laurence Sterne nel Tristram Shandy.

E davvero Sterne mi è venuto in mente, leggendo questa narratrice singolare, la cui voce è entrata nel panorama letterario contemporaneo seminando sorpresa e raccogliendo unanimi consensi.

Come un’idea rivoluzionaria, disordinata e tempestosa, Rachel Cusk sta portando scompiglio nella forma del romanzo, dando vita ad opere che somigliano - stranamente - più a delle narrazioni orali.

Prima del volo ero invitata a pranzo in un club londinese da un miliardario di idee progressiste, o così mi avevano assicurato. Con la camicia aperta sul collo, mi ha parlato del nuovo software che stava sviluppando, in grado di aiutare le aziende a individuare i dipendenti più propensi a derubarle e tradirle in futuro. Avremmo dovuto discutere di una rivista letteraria che aveva intenzione di fondare: purtroppo me ne sono dovuta andare prima che si arrivasse a toccare l’argomento… Il miliardario si era preso la briga di farmi un resoconto della sua vita, che iniziava in sordina e finiva- ovviamente- con l’uomo disinvolto e pieno di soldi seduto a tavola di fronte a me

Comincia così Resoconto, dove, in un’estate torrida, una scrittrice inglese si reca ad Atene per tenere un corso di scrittura creativa.

Ma - ed è questa la cifra stilistica dell’intero romanzo- e del successivo Transiti (entrambi pubblicati da Einaudi e tradotti da Anna Nadotti) – la storia è continuamente interrotta da digressioni, incontri, brevi apparizioni di personaggi che sarebbe più giusto chiamare persone.

Quelle che, quotidianamente, in modo del tutto naturale e casuale, ci capita di incrociare in aereo, o sui luoghi di lavoro, o dal parrucchiere.

In un ininterrotto passaggio di consegne, si snoda quindi una staffetta del narrare che ci ricorda come ogni vita sia ricca e piena di cose, sentimenti, avvenimenti, affetti, nostalgie e rimpianti.

Vecchi amici, ex fidanzati, agenti immobiliari, muratori albanesi (o polacchi) che ancora non padroneggiano la lingua e sono quindi costretti a vivere in silenzio o in uno stato di disequilibrio:

Gli era difficile parlare con chiunque, visto che il suo livello linguistico era quello che era : erano settimane che non parlava così a lungo. Purtroppo i suoi pensieri sorpassavano di gran lunga le sue capacità verbali

Tutti hanno qualcosa da raccontare a chi vuole ascoltare.

Copertina dell'edizione italiana e inglese del romanzo Transiti di Rachel Cusk

Transiti. L'incantesimo delle storie di ognuno di noi

In Transiti tutti attraversano un periodo di cambiamenti. Dei passaggi. Da una casa ad un’altra. Da una vita in coppia ad una vita da single. Da una nazione (una lingua/un mondo) ad un’altra/ad un altro, perché è necessario guadagnare un po’ di soldi da mandare alle persone lasciate ad aspettare.

Pavel dice sempre che torna a casa. Ma io non glielo permetto. Chiudo i suoi attrezzi da me. Certe volte viene e batte alla porta nel cuore della notte. Non lo faccio entrare. Lui resta là, grida e mi supplica per i suoi attrezzi. Io metto la testa fuori dalla finestra e dico, piantala di urlare, svegli mia figlia, lei sogna in inglese. Ha riso forte. Gli ho chiesto perché Pavel vuole tornare a casa. -Lui ha malattia di casa – ha detto. Nostalgia di casa, ho detto io.

E forse per questo suo tono pacato e discorsivo, raccontandoci tutto e niente, cose che sappiamo da una vita facendocele apparire sorprendenti, la Cusk sembra riuscire in un incantamento, dove lo straniamento dovuto a questo particolare modo di narrare si unisce alla naturalezza con cui penetra la parte più intima e segreta delle persone che tratteggia.

Era bene, in un certo senso, sentirsi rammentare il fondamentale anonimato del lavoro di scrittura, il fatto che ogni lettore si avvicina al tuo libro come un estraneo che devi convincere a restare

E, sì, è facile restare; è bello trattenersi sulle pagine di Rachel Cusk.

Chi è Rachel Cusk 

Nata in Canada nel 1967, vive e lavora nel Regno Unito. Ha pubblicato vari libri di narrativa e saggistica. Nel 2015 ha iniziato una trilogia che l’ha confermata come una delle voci più innovative e importanti del panorama letterario internazionale. Resoconto, primo romanzo del ciclo pubblicato da Einaudi nel 2018, è stato inserito da La Lettura tra i migliori 10 libri dell’anno.Transiti, libro dell’anno per The Guardian, The New Statesman, The Observer e The Spectator, è stato pubblicato sempre da Einaudi nel 2019.