Libri, "Nato per non correre" del giornalista Salvo Anzaldi

di AskaNews

Sta diventando un piccolo caso editoriale il romanzo del giornalista torinese Salvo Anzaldi dal titolo Nato per non correre, edito da Casa Sirio.

A metà tra memoir e romanzo di formazione il libro di Anzaldi racconta la sua storia. Emofilico e con una protesi in titanio al ginocchio, Salvo decide nel 2015 di correre la Maratona di New York e la porta a termine in 6 ore. Una sfida realizzata, in collaborazione con Telethon, insieme ad altri 4 emofilici, la cui storia è raccontata nel corto Traguardi di Mauro Mancini.

"Nessun emofilico prima di allora aveva mia realizzato una impresa di questo tipo - dice Anzaldi. - Io l'ho fatta assieme ad altre 4 persone e crediamo che questa esperienza possa essere di conforto a tutta la comunità emofilia mondiale".

Un racconto capace di dare speranza e un po' di positività . "L'idea di scrivere un libro mi è venuta nel momento stesso in cui ho deciso di fare la maratona. Quando nel novembre 2014, la mia fisioterapista, la dottoressa Eleonora Forneris, che mi ha accompagnato nell'allenamento e poi nella maratona, mi ha chiesto: "te la senti di farlo?" E io ho accettato, proprio in quel momento lì, ho deciso. Sapevo che questa storia l'avrei raccontata".

Nessuno a cominciare dalla sua famiglia credeva che potesse imbarcarsi in un'impresa di questo tipo. "Ho rinunciato a tante delle cose che in genere fanno le persone della mia età. Fin da bambino e poi da adolescente mi era toccato rinunciare a tante cose. Io non avevo mai corso, lo jogging era per me nulla più che un termine del vocabolario. Comunicare a loro: sapete che c é? Io vado a New York a correre la maratona è stato sorprendente".

Nessuna sfida è troppo grande per essere affrontata e raccontata con una punta di ironia, se si ha voglia di prendersi la rivincita sul proprio destino.