'Il Teatro dei sogni' di Andrea De Carlo

'Il Teatro dei sogni' di Andrea De Carlo
di Ansa

(di Mauretta Capuano) (ANSA) - ROMA, 26 SET - ANDREA DE CARLO, IL TEATRO DEI SOGNI (LA NAVE DI TESEO, PP 426, EURO 20). Un teatro ellenico, simbolo di una grazia e bellezza perdute, attorno al quale si disputa una battaglia ridicola, paradossale, brutale, fatta di incompetenza, improvvisazione e confusione, per accaparrarselo. Un teatro ritrovato che nella storia rappresenta anche i nostri sogni perduti e quelli che non si riescono più ad avere. "E i vostri? Che sogni avete? Da dove vengono? Dalle pubblicità? Da internet? Cosa è successo ai sogni, dove sono andati?". Fa immaginare di essere partito da qui Andrea De Carlo per raccontarci il teatrino in cui viviamo nel suo nuovo romanzo 'Il Teatro dei sogni' pubblicato dalla Nave di Teseo. Un romanzo riuscito, di oltre 400 pagine, in cui è stato capace di dar voce con ironia e la giusta leggerezza e profondità al mondo in cui viviamo. Una realtà in cui la velocità dell'informazione e una certa classe politica , tra fake news e impreparazione, appare ridicola. E dove le donne sono ancora discriminate nella loro carriera, frustrate, bloccate dal potere di gruppo maschile e senza la tutela di qualcuno rischiano di essere "solo un elemento decorativo". Non a caso sono quattro i protagonisti del romanzo, due uomini e due donne, molto diversi fra loro. La giornalista d'assalto Veronica Del Muciaro, che lavora per una trasmissione trash della tv 'Tutto qui!'; l'eccentrico marchese Guiscardo Guidarini, archeologo anticonformista e sognatore; l'assessora alla cultura, Annalisa Sarmani, vicesindaco con deleghe alla Cultura e al Turismo della città di Suverso, del partito sovranista Unione Nazionale, e il sindaco di Cosmarate di Sopra e di Sotto, Massimo Bozzolato, del movimento Rivolgimento. Ambientato in un luogo inventato del Nord Italia tutto villette, il romanzo si apre con Veronica che, in un caffè storico di una cittadina, sta per morie soffocata da un pezzo di brioche bloccato in gola e il Guidarini che la soccorre tra i clienti immobili e i baristi esitanti. Quando l'archeologo le racconta di aver riportato alla luce un importante sito dove sorge il "teatro italico" come viene chiamato, l'inviata non perde tempo e rende pubblica la scoperta in diretta televisiva. Così il Guidarini suo malgrado si trova ad essere "un eroe della Rete". Da qui parte una furiosa competizione tra comuni, partiti rivali, giornalisti, autorità scientifiche e si scatena anche l'interesse di acquirenti cinesi. E' chiara l'insofferenza e la distanza di De Carlo da questo scenario, ma anche la sua curiosità di cercare le ragioni dei quattro protagonisti, di far emergere le loro paure e verità. Di non dimenticare il lato umano per comprendere certe dinamiche. Ed è evidente l'allusione a due tra i principali soggetti politici del Paese per quanto riguarda l'Unione Nazionale e il Movimento Rivolgimento. Al suo ventunesimo romanzo l'autore di 'Treno di panna' - con cui si impose all'attenzione nel 1981 e da cui è stato tratto il film omonimo - tradotto in ventisei paesi, che con i suoi libri ha venduto milioni di copie, ci fa divertire e riflettere e ci regala anche una bella copertina che riproduce il quadro 'Low Flying Duck nr. 5', di cui è autore. De Carlo ha sperimentato infatti con tutte le arti, si è dedicato alla musica e alla fotografia, si è occupato di cinema, come assistente alla regia di Federico Fellini e Michelangelo Antonioni, e come regista del cortometraggio Le facce di Fellini e del film Treno di panna. E ha scritto con Ludovico Einaudi i balletti Time Out e Salgari. (ANSA).