I migliori libri spirituali del 2019

I migliori libri spirituali del 2019

Siete contrari alla religione da che Marx l’ha bollata come l’oppio dei popoli? Va bene, ma senza nulla togliere alla leggerezza dell’estate, lasciate un po’ di spazio anche per la spiritualità, o se non altro per la riflessione. Ci accompagna in questa disamina dei migliori libri da leggere sull’argomento, Sergio Valzania, profondo conoscitore del genere.

 

Rosino Gibellini, Meditazione sulle realtà ultime Queriniana

Testo bellissimo, che dimostra una rara capacità di sintesi insieme a una lucidità estrema. La questione della vita dopo la morte è affrontata in modo impeccabile e rasserenante, accettando il mistero con il sostegno della fede. Un libro di teologia breve ed essenziale, dal rigore esemplare. In riferimento a una celebre frase pronunciata in punto di morte da Santa Teresa di Lisieux leggiamo che “L’espressione ‘Entro nella vita’ è un discorso cristiano breve sulle realtà ultime”. Altrettanto densa è la chiusa del volume, con la citazione della risposta data da Moltmann a Bloch, che gli chiedeva con insistenza cosa ci attende dopo la morte. All’amico, che “voleva una risposta non evasiva” Moltmann dice: “Noi siamo attesi”.

Nelle pagine centrali il testo affronta in particolare i due argomenti più controversi riferiti alle realtà ultime. Il primo concerne la conciliazione della fede nella immortalità dell’anima con quella nella morte e risurrezione, di Cristo e di tutti noi. Se non c’è vera e totale morte non c’è risurrezione, ma cambio d’abito. Il secondo concerne l’esistenza dell’inferno, della punizione eterna. La contrapposizione tra infernalisti e sostenitori dell’apocastasi, la salvezza generale, è antica. Se sant’Agostino è tra i primi, i secondi annoverano Origene tra gli antichi e von Balthasar tra i moderni.

Rowan Williams Essere discepoli oggi.  Vademecum della vita cristiana Claudiana

Sir Thomas More

Di grande interesse per l’approccio alle questioni scientifiche, con la semplice osservazione della loro palese insufficienza nel sostegno degli uomini e delle donne di fronte ai grandi problemi dell’esistenza. Rowan Williams è stato per dieci anni arcivescovo di Canterbury, la massima carica della chiesa anglicana, dopo la regina che ne è il capo. Lo stile anglosassone, pragmatico e immediato, di questo autore lo rende capace di una grande prossimità rispetto ai lettori. Essere discepoli oggi raccoglie in un’ottantina di pagine i testi di tre discorsi pronunciati da Williams tra il 2007 e il 2012, tutti incentrati su quella che si è soliti definire sequela di Gesù, che l’autore problematizza in riferimento all’epoca nella quale stiamo vivendo.

Notevole attenzione viene data nel volume alla crisi del razionalismo e dello scientismo, che non si è risolta in una ripresa del sentimento religioso. Secondo Rowan la sfiducia rivolta a quelle che il positivismo aveva proposto come le basi della conoscenza, e che non si sono dimostrate all’altezza del compito loro assegnato, tende a coinvolgere l’atteggiamento complessivo verso la realtà e la società politica nella quale viviamo.

Ernesto Balducci Verso una nuova immagine della Chiesa Conversazioni sulla Chiesa locale San Paolo

Libro di un grande testimone di una stagione di estrema vitalità della Chiesa. Commovente la sua capacità di presentare tempi di profondo rinnovamento e di assoluta fiducia nel prossimo avvento di una realtà nuova e diversa, fondata sull’eucaristia e non sulla gerarchia. Ernesto Balducci è stato uno dei protagonisti degli anni del Concilio Vaticano II e di quelli immediatamente successivi. Le Edizioni San Paolo stanno riproponendo i suoi scritti, editi e inediti, in collaborazione con la Fondazione Balducci. Essi risultano estremamente interessanti, sia per il contenuto che per la capacità di testimoniare della temperie e dell’intensità della riflessione spirituale di quella stagione della vita della Chiesa.

Verso una nuova immagine della Chiesa raccoglie i testi di alcune conferenze pronunciate da Balducci nell’estate del 1969. Il tema centrale di queste riflessioni è legato al un passo della Lumen gentium, la Costituzione sulla liturgia, considerata passaggio fondamentale nello sforzo di rinnovamento della Chiesa promosso dal Concilio. In essa si legge che “La principale manifestazione della Chiesa si ha nella partecipazione piena e attiva di tutto il popolo di Dio alle medesime celebrazioni liturgiche.”

Da questo discende, secondo Balducci, che la Chiesa si sta trasformando, e in buona parte si è già trasformata, da Chiesa gerarchica a Chiesa eucaristica, nella quale l’esperienza sacramentale prevale in maniera assoluta su qualunque altra manifestazione o realtà organizzativa.

Luigino Bruni Dialoghi della notte e dell’aurora Una rilettura di Isaia EDB

Testo profetico per quanto è possibile scriverne oggi, in senso pieno. Scava nella natura umana e nel rapporto tra l’uomo e Dio a una profondità che è raro incontrare. Da alcuni anni Luigino Bruni percorre un itinerario di rilettura biblica sulla pagine di Avvenire. I suoi articoli, riorganizzati con cura, vanno a formare volumi densi e insieme molto leggibili. La sua ultima produzione si riferisce a uno dei testi più conosciuti, letti e citati dell’Antico Testamento: Isaia. Esso conta numerose citazioni nei Vangeli ed è stato interpretato dalla tradizione cristiana come un trasparente annuncio della venuta di Gesù Cristo sulla terra e della sua passione per la salvezza dell’umanità.

Benedetto XVI in dialogo con il rabbino Arie Folger Ebrei e Cristiani San Paolo

Il rabbino capo Arie Folger (terzo a destra) e una piccola delegazione a Roma per l’incontro con Benedetto XVI

Il volume riunisce testi e documenti del fecondo rapporto tra il pontefice emerito Benedetto XVI e il rabbino capo di Vienna, Arie Folger. Lo scritto di Benedetto XVI “Grazia e chiamata senza pentimento”, che costituisce la parte centrale di Ebrei e Cristiani, fa il punto sui risultati raggiunti dalla riflessione cattolica nei confronti dell’ebraismo. Quello che si dicono di importante i due capi religiosi è che i cattolici hanno abbandonato la teoria della sostituzione, per la quale dopo l’avvento di Cristo il vecchio patto di Dio con gli ebrei sarebbe decaduto a favore di un nuovo patto con l’intera umanità. L’idea è che i patti di Dio non si cancellano, perciò in maniera misteriosa sono validi tutti e due e gli ebrei sono ancora il popolo eletto.

James Martin Gesù Un pellegrinaggio – dalla Galilea a Gerusalemme San Paolo

Si tratta della continuazione del fortunato Gesù, un pellegrinaggio da Nazaret alla Galilea, uno dei testi più accessibili e nello stesso tempo profondi e ben documentati relativi ai luoghi della Terra Santa nei quali si svolsero i fatti narrati dai vangeli. L’autore è un gesuita americano e dimostra una profonda conoscenza delle scritture, accompagnata da un notevole distacco dall’esperienza spirituale del vecchio continente. James Martin vive in una società nella quale i cattolici rappresentano una minoranza, perciò temi come la transustanziazione o la stessa resurrezione vengono affrontati in maniera piana e chiara, senza dare niente per scontato. L’autore ci riesce in maniera esemplare, utilizzando spesso una tecnica propria della tradizione gesuitica, consistente nel calarsi in ogni occasione nel vissuto dei luoghi e degli accadimenti che in essi si svolsero. Esemplare la riflessione relativa alla resurrezione. “Qualcosa di incontrovertibile, di strabiliante, di innegabile, di visibile, di tangibile: questo era necessario per trasformare gli apostoli e i discepoli da pavidi in impavidi”.

Gianfranco Ravasi Le sette parole di Gesù in croce Queriniana

Gianfranco Ravasi affronta in questo libro un tema caro alla teologia cristiana, le ultime sette parole, sette frasi, pronunciate da Gesù sulla croce. I vangeli narrano ciascuno la passione di Cristo con qualche variante, con aggiunte o lacune. Le sette parole sono una ricostruzione che attinge da tutte e quattro le fonti per offrire al credente uno strumento di riflessione ricco e articolato.

Come sua abitudine, la scrittura di Ravasi attinge a una tavolozza di riferimenti molto vasta, che travalica i limiti della teologia e anche quelli della letteratura, che pure sono toccati con maestria, tanto che troviamo Borges, Rilke e Unamuno citati a fianco di Bianchi, Calvino e Radcliffe, mentre nella pur stringata bibliografia trova posto il quartetto di Haydn intitolato appunto Le sette ultime parole di Cristo in croce. Quindi musica, ma anche poesia e pittura sono proposte dall’autore per accompagnare il lettore lungo un itinerario di grande arricchimento, spirituale e culturale.

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