I vincitori de "Il Cantiere delle Storie" raccontano com'è stato scrivere insieme a Federico Moccia

Un’iniziativa originale e stimolante per cui mettersi alla prova: gli otto vincitori risulteranno coautori del nuovo romanzo “La Ragazza di Roma Nord”

I vincitori de 'Il Cantiere delle Storie' raccontano com'è stato scrivere insieme a Federico Moccia
I vincitori di “Il cantiere delle storie” insieme a Federico Moccia in uno scatto di ©Alessandro Zambon con loro la giornalista e scrittrice Annarita Briganti e uno degli editori, Riccardo Cavallero.
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Il Cantiere delle Storie è un progetto della casa editrice SEM, di cui vi ho già parlato QUI insieme a Teresa Martini, una delle anime più esuberanti della casa editrice.

Il 16 novembre sono stati annunciati gli otto vincitori, i cui inserti narrativi entreranno a far parte del nuovo romanzo di Federico Moccia, “La Ragazza di Roma Nord”, che sarà appunto pubblicato a breve dalla casa editrice milanese.

Grazie alla disponibilità di Giulia Taddeo, addetto dell’ufficio stampa, ho raccolto la testimonianza degli otto vincitori, per sondare le loro sensazioni e impressioni su questa iniziativa.

Molti partecipanti sono stati attratti dal nome di Federico Moccia e allettati dalla possibilità di lavorare con lui.

MICHELA ZANARELLA, infatti, sottolinea che la sua partecipazione è stata sollecitata proprio dalla gioia di prendere parte a un romanzo di Moccia: ho scelto di partecipare al progetto “Il Cantiere delle Storie”, perché mi ha incuriosito molto il fatto di poter prendere parte al nuovo romanzo di Federico Moccia. Diventare coautore, essere parte attiva della storia. Un’iniziativa sicuramente originale e stimolante per cui mettersi alla prova. Scrivo prevalentemente in versi, così ho pensato di portare la mia voce  all’interno di questa sperimentazione editoriale. La poesia è un quotidiano rifiorire, un costante arricchimento dell’anima e questa volta mi ha fatto un dono incredibile. 

Moccia è considerato autore simbolo di un’intera generazione come testimonia FEDERICA COSTABILEFederico Moccia è stato uno degli scrittori simbolo per la generazione a cui appartengo. Un traghettatore di anime adolescenti che si affacciavano alla vita adulta insieme alle sue pagine. Io ero una di quelle anime. Apparire con un mio piccolo scritto nel suo prossimo romanzo è per me il simbolo che qualcosa di quel tempo pieno di insicurezze e paure non è andato sprecato. 

Dunque “Il cantiere delle storie” è un’occasione che non poteva essere persa come ci racconta NOEMI SCAGLIARINII libri di Federico Moccia hanno accompagnato la mia adolescenza, tanto da invogliare me e una mia amica, durante le scuole superiori, a tentare di scrivere un romanzo per ragazzi che poi è stato addirittura pubblicato. Quando ho letto di questo concorso mi è parso un sogno poter tentare di collaborare con lui e, nonostante io sia un medico e per lavoro mi occupi di tutt’altro, durante la pausa di un turno in ospedale, ho realizzato il racconto che incredibilmente è stato scelto. Una grande soddisfazione.

Da LOREDANA COSTANTINI l’iniziativa “Il cantiere delle storie” è considerata non solo una straordinaria occasione, ma soprattutto unica, perché teme che nessun altro scrittore sarà pronto o ne vorrà affrontare una simile:

Il celebre scrittore Federico Moccia ha sorpreso tutti con una iniziativa che probabilmente nessun altro ripeterà: il Cantiere delle Storie. È stato coinvolgente e stuzzicante scrivere qualcosa con lui. Lo scrittore ha dato un po’ di sé a tutti, ed io mi sono sentita parte di qualcosa. Non ho mai rischiato di perdere la testa per sogni che nell’intimo sapevo essere irrealizzabili. E non lo farò nemmeno ora, ma quando dalla redazione SEM mi è stato comunicato che il mio racconto era tra i primi otto scelti per la pubblicazione dell’ultimo libro di Federico Moccia, be’, mi sono commossa.

Non si poteva, dunque, che correre impazienti a partecipare come ha fatto ANTONIETTA CANTIELLOHo sentito casualmente la pubblicità dell’iniziativa di Federico Moccia, sono corsa sul sito per avere più informazioni. L’idea mi ha conquistata subito e nella mia testa ho iniziato il mio viaggio.

Cosa raccontare ad un ragazzo che cerca di ritrovare la magia di un incontro?

Che tutto nella vita è questione di attimi, di quelli che si riescono a cogliere e di quelli che lasciamo scivolare via e non è detto che ciò sia un male. Anche dalle occasioni perse si trae una lezione e spesso si acquisisce  maggiore consapevolezza di sé e di ciò che siamo in grado di provare.

I sentimenti sono il motore della nostra esistenza.

La vita spesso ci riserva delle sorprese gradite quanto inattese a ricompensare il mettersi in gioco e l’averci provato. REBECCA PULITI aveva partecipato senza nessuna speranza, eppure si è ritrovata a vincere: La partecipazione al Cantiere delle Storie  l’ho vissuta molto serenamente: non mi aspettavo di passare la preselezione… tanto meno di vincere.

Ho partecipato soprattutto per uno sfogo personale: non avevo troppe aspettative.

È stata l’email che mi ha rivelato di aver vinto ad aprirmi un mondo. Forse i miei sogni si possono avverare cominciando da qui!

Ma il “Cantiere delle Storie” entra nelle storie di alcuni, come FABIO CASTANOSono convinto che lo scrittore, mentre rovista dentro di sé per creare la sua opera, non sia realmente solo: è con le sue esperienze, con le sue memorie, porta con sé un bagaglio di incontri, ha le tasche piene di dettagli. Gli occhi pieni di tempo.

Così, mentre l’estate scorsa scrivevo ‘Senza trucchi’, un racconto nato da mie passate attività lavorative in un reparto per malati di Alzheimer, leggo con inaspettata sincronicità di questo progetto di SEM.

Un autore affermato e così conosciuto come Moccia che apre il suo nuovo romanzo al caso, o meglio: richiama a sé magneticamente le storie giuste.

Ho pensato: non sono solo, devo provare.

Eccomi qua: fiero di aver tratteggiato come due anime destinate a camminare insieme troveranno codici per comunicare, anche oltre la malattia.

Infine per altri “Il cantiere delle storie” ha il sapore del riscatto. È accaduto a GIAN CARLO LISI, che incontra Moccia non per la prima volta:

Ho conosciuto Federico durante le riprese del suo film “Non c’è campo”. Un giorno, mentre si girava una scena, fu chiamato lo stop ed io, come gli altri della troupe, entrai sul set. Nel silenzio si udì la sua voce che, senza un’apparente ragione, disse “Lisi…se continui così ti farò terminare i giorni nei campi e…lisi”.

Cosa c’entra tutto questo con il concorso? È presto spiegato… Come ogni “colpevole” che si rispetti sono tornato sul luogo del delitto. Partecipando a il “Cantiere delle Storie” intendevo riscattarmi.

Sono lieto che il mio testo sia stato selezionato dalla giuria presieduta da Federico e che esso diventi parte integrante del suo romanzo “La ragazza di Roma Nord”. Finalmente Lisi non fa rima con E…lisi.

A questo punto, non aspetto altro che leggere “La ragazza di Roma Nord” e osservare il risultato finale del convergere in un romanzo di tante storie ed energie diverse e multiformi.

di Giuditta Casale