Le conseguenze di un grande amore e di un orribile crimine: Cunningham stupisce ancora

Un magnifico romanzo di uno dei massimi scrittori irlandesi dove la campagna prende vita in righe bellissime e quelli che erano ragazzi diventano vecchi

Le conseguenze di un grande amore e di un orribile crimine: Cunningham stupisce ancora
Interpretazione fotografica di Federica Pergola del bellissimo romanzo, "Le conseguenze del cuore", di Peter Cunningham, traduzione di Laura Grandi, Sem

A Monument, città irlandese inventata da Cunningham sulla falsariga di Waterford, un uomo anziano tira giù da uno scaffale lungo due metri dei raccoglitori dove ha archiviato tutta la sua esistenza…

Lettere, fogli scritti al computer, articoli di giornale, trascrizioni da un’intervista fiume, inviti a matrimoni, biglietti – quante cose ci sono in una vita?

“Non giudicarmi troppo duramente, amico mio. Tanto tempo fa, prima che tu nascessi, è accaduto qualcosa che ha cambiato le nostre vite per sempre. (…) Quindi questa è la fine di quello che, in realtà, è l’inizio. Guarda, è accaduto sessant’anni fa, e queste carte raccontano la storia di come è successo e quali sono state le conseguenze”.

Le conseguenze di un grande amore - ma anche di un orribile crimine – afferrano le esistenze di Chud, Jack e Rosa nell’arco di quasi sessant’anni.

I due ragazzi si innamorano della stessa ragazza. Anche lei ama entrambi, senza fare alcuna differenza, né vedere, in questo, alcun male. Ma la storia nasconde sorprese: no, non aspettatevi solo le ripercussioni e i contraccolpi di un banale, abbastanza comune triangolo amoroso.

Cunningham- membro dell’Accademia Irlandese delle Lettere; vincitore del Prix de l’Europe; uno dei massimi scrittori irlandesi viventi- è abilissimo a stupirci con continui salti temporali e ad evocare delle scene di guerra che – tempestose e rumorosissime- sembrano cinema.

“Riparato dal bulldozer di Sim, vidi uno di loro cadere per il colpo di un cecchino. Adesso erano tutti inchiodati a terra. Negli intervalli tra i colpi, si sentivano le pallottole rimbalzare sull’elmetto dell’uomo morto che il tiratore si divertiva a prendere di mira. (…)

Ancora oggi ho chiara l’immagine di due uomini che si trovavano cento metri a ovest dalla nostra posizione, inchiodati tra lo stretto sentiero e le dune di sabbia. Si alzarono, e uno fece cenno all’altro. Banchi di fumo di artiglieria stavano accumulandosi dal mare, rendendo difficile la visuale non solo a loro ma anche ai cecchini”.

Nello stesso tempo quanta umanità emerge in questo racconto di strascichi di colpe, di echi ed effetti di un passato che non è morto e non è mai stato superato.

“Ah, Bruno! E’ tutta la vita che di fronte a eventi inarrestabili, ogni volta che raggiungo un punto dove fioriscono forze nuove e libere, penso a te” (…)

“Un’ultima parola, Bruno, prima che le nostre vite proseguano, prima che questo secolo- che sia maledetto – finisca e tutti gli avvenimenti che non potrai mai conoscere vadano dimenticati (…) Io ti ricordo…per un giorno a Mulberry di molti anni fa, quando mi hai mostrato con i numeri aggraziati del tuo glorioso passato come perfino una bicicletta, nelle mani di chi ha talento, può schiudersi come un fiore”

Quale sguardo attento, lucido e compassionevole a un tempo, verso gli uomini -e le donne- e le loro fragilità e piccole miserie

“Il mio ricordo di Hilda è quello di una donna timida che non guardava mai nessuno quando la si incrociava per strada. Aveva scelto di dissipare in un’unica settimana la scorta di colore che ci viene fornita per l’intera vita, e di trascorrere il resto dei suoi giorni in bianco e nero”

“La guerra aveva generato in me un certo atteggiamento, perché se sbarchi all’alba sulla riva di un continente e riesci a conquistarlo, dopo tenderai sempre a dubitare del valore della prudenza”

“E il dolore? Non sapevo cosa fosse. (…) Davanti a uomini che conoscevo e con cui avevo bevuto ed ero corso dietro alle ragazze, davanti a uomini che giacevano a terra ancora caldi, classici cadaveri da campo di battaglia con gli occhi sbarrati, la sola cosa che avevo provato era pura felicità perché non era toccato a me. Ora invece mi auguravo il contrario. E’ questo il dolore.”

“Le vite si determinano in singoli istanti” afferma Chud. E, sì, c’è stato un istante, una domenica mattina di un giugno lontano, che ha cambiato tutto il corso delle cose.

In questo magnifico romanzo dove la campagna vive in righe bellissime…

“Nel cielo pomeridiano il sole splendeva con una promessa inequivocabile, l’erba entro i muri tiepidi crepitava di insetti indaffarati, i frutti facevano capolino fra le piante e i fiori sbocciavano”

“Un grande fiume non è semplicemente un corso d’acqua maestoso fra due grandi rive, è un essere vivente…Ho osservato il mio fiume cambiar in un battere di ciglio, la sua superficie mutare dalla pelle di un serpente alle squame di un salmone”

…quelli che erano ragazzi diventano vecchi

“A volte mi guardo indietro e mi chiedo cos’è stata la mia vita? Non è chiaro. Dov’è stata tracciata la linea? Dov’è che ha avuto fine una persona ed è iniziata l’altra?” (…)

“La vecchiaia è una questione di riduzione: di taglia fisica, di tempo rimanente, del numero di argomenti ai quali ci si può interessare”.

Ed ecco quindi l’oggi – e l’allora – e gli effetti delle nostre scelte.

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Le conseguenze del cuore, di Peter Cunningham, traduzione di Laura Grandi, Sem, pp. 425, €19,00

di Federica Pergola (collaboratrice di Giudittalegge.it)