Una spy story scritta da un italiano? Non esiste! 10 buoni motivi per NON leggere "L'Oro di Baghdad"

Una spy story scritta da un italiano? Non esiste! 10 buoni motivi per NON leggere 'L'Oro di Baghdad'
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Dieci Buoni Motivi di Marco Forneris per NON leggere "L'Oro di Baghdad"

1.Ma è troppo lungo! Da che mondo è mondo, i buoni libri hanno poche pagine, non 400…e poi non mi entra neanche in borsa!

2. Una spy story scritta da un italiano? Non esiste!

3. Non mi interessa sapere com’era la Siria prima della guerra, tanto sarà stata tutta sabbia e quattro beduini!

4. 10 miliardi rubati da Saddam Hussein? Ma dai! Non c’erano tanti soldi in Iraq…

5. Non mi piacciono tutti questi giri! Siria, Iraq, Libano, Israele, Grecia, Svizzera, Inghilterra, Stati Uniti… più che un’indagine, sembra una guida turistica. Ah! Pure l’Italia? Vedi che ho ragione…

6. Preferisco le storie ambientate solo in Italia, magari in un posto vicino a casa mia. Sono più comprensibili…

7. Boh, non credo a queste panzane! Come fa l’autore a sapere quei particolari sulla CIA e il Mossad?  E la cena nel Palazzo di Assad, il tempio a Palmira, la nave affondata a Capo Tenaro?  A questo punto mi rileggo le Mille e una Notte!

8. Faure, il protagonista, non è credibile. Un uomo di cinquant’anni non può fare l’Indiana Jones “de noantri”, ci vuole gente più giovane…come dite? Quanti anni aveva Harrison Ford? Però!

9. Jacqueline, una strafiga libanese (!) di mezz’età (!!) che fa la spia, insegna ad Harvard e parla l’aramaico! Ma chi volete prendere in giro?  E poi, cosa sarebbe l’aramaico?

10. Tutti questi nomi arabi, difficili da ricordare. Pure alle spade hanno dato un nome…ah, ce l’aveva già? E da 1300 anni?  Ma mi faccia il piacere…