Tutti i titoli che dovreste conoscere su Virginia Woolf

Per raccontare tante voci femminili della nuova letteratura contemporanea non si può che partire dalla voce più importante

Tutti i titoli che dovreste conoscere su Virginia Woolf

“Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine.”

La scorsa settimana siamo partiti da «Diario di una scrittrice» di Virginia Woolf, pubblicato da Minimum fax in una nuova veste grafica, per raccontare tante voci femminili nella nuova letteratura contemporanea. Ma abbiamo scoperto che l’attaccamento a Virginia Woolf da parte dei nostri lettori era fortissimo e così siamo andati alla ricerca nel nostro catalogo di titoli che potessero offrire spunti di lettura suggestivi di questa scrittrice-simbolo. Una libreria di progetto e proposta, del resto, non si adagia nel suo percorso solo su nuove uscite ma fa della buona divulgazione a 360 gradi il suo cavallo di battaglia. Questo capovolgimento totale nel mondo dell’editoria non ci troverà impreparati e continueremo a fare una buona divulgazione, come abbiamo sempre fatto, col vantaggio che abbiamo sempre usato la Rete al meglio da tempo immemore. In queste giornate che ci avvicinano alla riapertura, ad esempio, abbiamo voluto raccontare Virginia Woolf e quei libri nelle cui pagine risuona la sua voce potente, ferma, abbagliante.

Scrittrice, saggista e attivista britannica, Virginia Woolf (1882-1941) è considerata come una delle principali figure della letteratura del XX secolo, attivamente impegnata nella lotta per la parità di diritti tra i due sessi, fu membro del Bloomsbury Group e figura di rilievo nell’ambiente letterario londinese.

Ai Diari tra i tanti libri insoliti di Virginia Woolf è possibile trovare anche il suo primo romanzo “La Crociera”. Il 9 marzo 1913 Virginia Woolf consegna il manoscritto de “La crociera” al suo editore. Un libro ancora in stile tradizionale prima che il suo sperimentalismo venga applicato ai romanzi successivi. Il marito della Woolf, Leonard (si erano sposati un anno prima) decise di rinviare la pubblicazione perché pensava che questo sarebbe stato critico per sua moglie. A seguito dello stress dovuto al completamento dell’opera, in aprile Virginia ebbe una nuova ricaduta, ben più grave di quella del 1910: dal 25 luglio all’11 agosto viene ricoverata in una clinica psichiatrica. L’8 settembre tenterà nuovamente il suicidio, con un’altissima dose di Veronal. Leonard però si prenderà affettuosamente cura di lei. Il romanzo uscirà un anno dopo nel 1915, ma per la scrittrice si renderà necessario un altro ricovero. Per distrarla dal suo lavoro, Leonard propone di vivere fuori città (si trasferiranno a Richmond) e creare una piccola casa editrice, la Hogart Press in cui il lavoro manuale avrebbe potuto giovare alla salute di Virginia. Nel 1981, Louise DeSalvo pubblicò una versione alternativa de “La Crociera”, con il suo titolo originale, “Melymbrosia”. La Melymbrosia della DeSalvo tenta di riproporre il testo del romanzo come lo aveva originariamente ideato Virginia Woolf, testo che conteneva più chiari commenti politici su questioni come l’omosessualità, il suffragio femminile e il colonialismo. Secondo DeSalvo, la Woolf era stata “avvertita dai colleghi che la pubblicazione di un’accusa così pronunciata nei confronti della Gran Bretagna avrebbe potuto rivelarsi disastrosa per la sua carriera”. Il lavoro fu così fortemente modificato da diventare il romanzo ora conosciuto come La Crociera, che trascura gran parte del candore politico dell’originale.

Il romanzo è incentrato sull’esperienza di una donna di 24 anni di nome Rachel mentre viaggia da Londra al Sud America su una nave. La storia inizia a Londra mentre il padre di Rachel, un suo amico, la zia Helen e lo zio Ridley di Rachel si preparano per il loro viaggio. Rachel Vinrace si imbarca per il Sud America sulla nave di suo padre e dà il via ad un percorso di scoperta di sé in una sorta di viaggio mitico moderno.
Il numero e la varietà dei personaggi, che hanno stile di vita e modi di pensare contrastanti, forniscono alla Woolf l’opportunità per fare una satira della vita in epoca edoardiana. Una volta a bordo, Rachel e la sua famiglia incontrano altri passeggeri e ne conseguono una serie di conversazioni che rivelano la complessità delle relazioni umane. Un altro passeggero di nome Richard Dalloway, marito di Clarissa Dalloway. Il romanzo introduce Clarissa Dalloway, il personaggio centrale del romanzo, La signora Dalloway. Più avanti Rachel incontra Terence e iniziano una relazione stretta. Il gruppo fa quindi un viaggio su un fiume locale visitando un villaggio, il che simbolicamente consente a Woolf di esplorare ulteriormente i modi in cui le persone incontrano il mondo che li circonda. Rachel e Terence iniziano presto a parlare di amore e matrimonio.Il viaggio di Rachel da una vita da reclusa in un sobborgo di Londra alla scoperta della libertà molto probabilmente riflette il viaggio della Woolf da una famiglia repressiva agli stimoli intellettuali del Bloomsbury Group.

Virginia Woolf, a differenza di altri maestri del romanzo sperimentale, ha saputo, nei decenni, mantenere un contatto vitale con il lettore, e lo dimostrano le molte riedizioni e ristampe dei suoi scritti: non solo i suoi romanzi più famosi (come La signora DallowayGita al faro e Orlando), ma anche i racconti e i testi critici. Nuova Editrice Berti ha pubblicato in questi anni dei veri e propri piccoli gioiellini di Virginia Woolf come “Anon” e “Lunedì o martedì” e “Granito e Arcobaleno” e “Leggere a caso”.

Tutti condividevano l’emozione del canto di Anon, e contribuivano alla sua storia. Anon cantava perché era giunta la primavera; o perché l’inverno era finito; perché era innamorato; perché era affamato, o lascivo; o felice; o perché adorava qualche Dio. Anon a volte era un uomo; a volte una donna. È la voce comune che canta all’aria aperta; non ha una casa. È il vagabondo che cammina fra i campi, sale sulle colline, ascolta l’usignolo disteso all’ombra del biancospino.Fra le opere di Virginia Woolf, Anon rimane la più misteriosa. L’ultima, mai finita, quella che resta incompleta sulla sua scrivania quando la scrittrice si uccide, nel 1941. Vi si racconta la storia millenaria di un solo, unico protagonista: Anon, o “Anonymous”, il cantore senza nome della prima poesia inglese, che parlava a un pubblico antico, ugualmente anonimo. Con una scrittura favolistica e intensamente visiva, Virginia Woolf coglie emozioni e inquietudini a lei contemporanee: la paura della guerra, la bellezza di un passato che rischia di essere cancellato e la civiltà che si rivela, ancora una volta, mortale.

Dopo “Anon”, “Leggere a caso” è tutto ciò che rimane di un’opera perduta. Comprende l’inizio di un nuovo capitolo dedicato alla cura del lettore, e una serie di appunti per la prosecuzione dell’ultimo libro mai concluso: un testo particolare quanto prezioso, che ci permette di spiare l’opera nel suo farsi, tra intuizioni, potenzialità ed esitazioni che scompariranno al momento della stampa. Virginia Woolf compie qui un estremo sforzo creativo e intellettuale, cercando di tracciare le connessioni della cultura testuale e di gettare una sonda nelle acque opache in cui echeggiano voci senza corpo e senza nome, inseguendo i mille usi che le parole percorrono, custodite in quei battelli fatati che sono i libri.
Nel 1921 Virginia Woolf seleziona personalmente otto suoi racconti e li fa uscire con il titolo “Lunedì o martedì”, provocando il disappunto del marito Leonard, che lo definisce uno dei peggiori libri mai pubblicati perché infarcito di errori tipografici (poi fortunatamente corretti nelle successive edizioni). Si legge, tra le pagine di questi scampoli di prosa, il progressivo distacco della scrittrice dal romanzo tradizionale, in un rischioso quanto affascinante equilibrio tra intensità d’immagini e sperimentazione linguistica.
Granito e Arcobaleno è una raccolta postuma di scritti sull’arte del romanzo e della biografia. Riflessioni acute, mai banali, magnificamente scritte. Qui una selezione di sei saggi.

L’Orma ha pubblicato “Tutto ciò che vi devo. Lettere alle amiche” di Virginia Woolf a cura di Eusebio Trabucchi in quella collana che sono “I pacchetti”, pacchetto-cartolina curiosi, da affrancare e da spedire come normale corrispondenza.Una delle più grandi e innovatrici scrittrici del Novecento, icona di libertà e di autonomia, si apre in queste lettere alle amiche di una vita, le persone che più di tutte hanno penetrato il suo universo segreto di affetti e di pensiero. Eccentriche e anticonformiste, leali e affascinanti, Virginia ama spassionatamente le sue destinatarie e a loro rivela tutti i colori della sua unica personalità.

Nelle lettere di questa raccolta Woolf ci appare in una veste diversa, sicuramente più intima e autentica, ma col suo stile inconfondibile e sempre guizzante, anche tra le pagine della corrispondenza privata. Virginia scrive alle sue amiche come recita il sottotitolo – Vita Sackville-West, Ethel Smyth, la sorella Vanessa, Katherine Arnold-Forster, Violet Dickinson, Madge Vaughan che ispirerà Sally in Mrs Dalloway, Nelly Cecil. In questo snello libretto sono presenti stralci di un ricco epistolario datato 1903-1941, un arco temporale piuttosto ampio. In questo clima nascerà uno dei più fertili circoli intellettuali, il Bloomsbury Group.

Di Virginia Woolf, Minimum fax ha pubblicato “Spegnere le luci e guardare il mondo di tanto in tanto. Riflessioni sulla scrittura”. Le difficoltà e le gioie del suo processo creativo; le tecniche narrative; i consigli ad amici scrittori; i giudizi sull’opera di colleghi illustri. “Spegnere le luci e guardare il mondo di tanto in tanto” ci conduce per mano nel laboratorio di Virginia Woolf. Il curatore ha estratto dal suo epistolario una serie di citazioni e di brevi passi, tutti dominati dalla volontà di distaccarsi dal proprio mestiere per rimetterlo in prospettiva, e riprendere la scrittura con rinnovata consapevolezza.

Dopo Carver, Cechov, Fitzgerald, Joyce, la collana Filigrana si arricchisce di un nuovo volume in cui vengono raccolte, in forma agile e accessibile, le riflessioni di un maestro della letteratura del Novecento sulla scrittura, propria e altrui. In questo caso si tratta di Virginia Woolf, l’autrice di “La signora Dalloway” e “Gita al faro” di cui Minimum fax ha già pubblicato con successo il “Diario di una scrittrice”. Il curatore ha estratto dall’epistolario della Woolf una serie di citazioni: brevi passi in cui la scrittrice racconta le difficoltà e le gioie del suo processo creativo, affronta questioni di tecnica, dà consigli ad amici scrittori impegnati nella stesura dei loro libri, esprime giudizi sull’opera di colleghi illustri (da Proust a Joyce, da Jane Austen a Dostoevskij), e riflette anche sull’importanza, per ogni artista, di distaccarsi dal proprio mestiere per rimetterlo in prospettiva (a questo allude il titolo scelto per il libro). Un compendio prezioso e illuminante non solo per gli appassionati e gli studiosi della Woolf, ma anche per gli aspiranti scrittori e gli amanti della grande letteratura.

La casa editrice emiliana Mattioli 1885 ha pubblicato con grande cura molti dei Diari della scrittrice inglese.
Nella traduzione di Francesca Cosi e Alessandra Repossi è uscito “Diari di viaggio in Italia e in Europa” una vera perla per gli appassionati di Virginia Woolf. Un diario di viaggio originale e particolarissimo in cui più che raccontare i fatti avvenuti e i luoghi visitati Virginia ci trasmette le sue personali emozioni e stati d’animo. Dal 10 agosto al 5 ottobre 1905 Virginia Woolf trascorse le vacanze estive con la sorella Vanessa e i fratelli Adrian e Thoby a Trevose View, presso Carbis Bay (Cornovaglia).
I ricordi d’infanzia di Virginia, nata nel gennaio del 1882, sono molto legati a questa località, come si legge nelle pagine del diario che scrisse; anni dopo, nel 1927, la scrittrice pubblicherà “Gita al faro” o “Al faro”, ispirandosi a St Ives per numerose descrizioni di luoghi e paesaggi (la casa, la discesa al mare, il faro).

I diari presentati in questo volume sono relativi in parte agli anni giovanili che precedono l’esordio di romanziera di Woolf, in parte all’ultima fase della sua vita e della sua produzione letteraria, e come tali rispecchiano le diverse vicissitudini artistiche e personali. Ciò che conta per Virginia Woolf non è tanto descrivere il monumento imperdibile segnalato dalla Baedeker, sebbene la scrittrice si soffermi sulla cattedrale di Chartres e altri siti turistici importanti e visiti assiduamente le case e le tombe dei grandi scrittori del passato. Il suo obiettivo è piuttosto trasferire intatte sulla pagina l’atmosfera dei luoghi e le sensazioni ricavate durante gli incontri con gli abitanti del posto e gli altri viaggiatori. Ciò che emerge è dunque il racconto di un luogo, sì, ma rarefatto, sintetizzato, distillato dalla spiccata sensibilità della scrittrice e restituito a noi lettori come una perla rara.

Della scrittrice Virginia Woolf la casa editrice Mattioli 1885 aveva pubblicato “Diari di Viaggio. Italia, Grecia e Turchia” nella traduzione di Francesca Cosi e Alessandra Repossi.

Scritti durante il grand tour che Virginia Woolf, già celebre critica letteraria, compì poco prima di pubblicare il primo romanzo, i diari di viaggio raccolti in questo volume ci permettono di esplorare il lato più intimo e privato di una delle massime autrici del Novecento. Inediti in Italia, i diari ci guidano attraverso l’Italia, la Grecia e la Turchia di inizio Novecento, viste con lo sguardo curioso e critico di Virginia, accompagnata in questi viaggi dai fratelli Thoby (che morirà di tifo al ritorno dalla Grecia), Adrian e Vanessa, e dal marito di lei, Clive Bell.

Sempre di Virginia Woolf e per Mattioli 1885 era stato pubblicato “Qui è rimasto qualcosa di noi. Diari di viaggio in Gran Bretagna” a cura sempre di Francesca Cosi e Alessandra Repossi e una postfazione di Francesca Frigerio.

Relativi al periodo 1905-1909, lo stesso trattato nei Diari di viaggio in Italia, Grecia e Turchia, questi testi sono tratti da A Passionate Apprentice, a cura di Mitchell A. Leaska. Si tratta dei diari raccolti in due taccuini, uno relativo alla Cornovaglia, luogo di grande rilevanza per Virginia Woolf: la scrittrice trascorreva infatti qui le vacanze con la famiglia e vent’anni dopo qui ambienterà Al faro. Il secondo taccuino raccoglie viaggi dallo Yorkshire al Galles, dal Sussex allo Hampshire, alternati a passeggiate e gite in bicicletta in mezzo alla natura e incontri con amici e vicini. Inediti in Italia, questi diari non mancano di sorprendere il lettore.

“Ultimi viaggi in Europa” di Virgina Woolf nella traduzione di Francesca Cosi e Alessandra Repossi copre gli ultimi anni di vita dei Diari della scrittrice Virginia Woolf.

I diari qui raccolti coprono gli ultimi dieci anni di vita della scrittrice e descrivono i viaggi intrapresi con il marito in Europa e, in un’occasione, anche con Roger Fry e sua sorella. Nel 1931 partì per la Francia, mentre nel 1932 fu la volta del ritorno in Grecia (interessante il confronto con il precedente viaggio). Nel 1933 visitò l’Italia (Rapallo, Pisa, Siena, Piacenza), poi nel 1934 l’Irlanda, nel 1935 l’Olanda, la Germania nazista (in compagnia del marito ebreo), l’Italia nuovamente e la Francia. Nel 1937 ancora la Francia e infine, nel 1938, la Scozia.Allo scoppio della seconda guerra mondiale, le spedizioni all’estero che Virginia Woolf faceva quasi ogni anno si interruppero bruscamente.

L’unico consiglio che una persona può dare a un’altra sulla lettura è di non accettare consigli, di seguire il proprio istinto, di usare la propria testa, di arrivare alle proprie conclusioni. Così era solita affermare la grande scrittrice inglese Virginia Woolf, e forti del suo insegnamento, da questo bellissimo blog, ci permettiamo, con molta umiltà, di dare sempre piccoli segnali, tracce, suggerimenti anarchici, da prendere con grande libertà. In attesa di ricevere le novità di maggio, ad esempio, oggi segnaliamo l’ultimo titolo in ordine di tempo pubblicato dalla casa editrice Arkadia e che si potrà trovare alla riapertura della libreria : “Domani è un altro giorno” di Giampaolo Cassitta.
La storia di una madre che non ricorda più i rumori della vita. Una storia di amore vero, puro, consolante e antico.

Un affiorare di ricordi che rimandano a un padre morto troppo giovane, la cui scomparsa rende una famiglia orfana e silenziosa. I “superstiti” trascorrono le giornate in una quotidianità liquida, fatta di piccoli e grandi momenti vissuti con sobrietà, a volte con distacco, in una visione onirica dell’esistenza che fluisce lentamente. E, con l’infittirsi delle memorie, ecco emergere una madre che, seppur ferita dalla perdita dell’uomo amato, sa di dover combattere per poter assicurare ai propri figli un’esistenza degna di questo nome.Una donna coraggiosa, amante della musica e degli spettacoli televisivi, risoluta a coronare il sogno di acquistare, nell’anno in cui l’uomo sbarca sulla Luna, la sua Fiat 500.In queste pagine, dense di emozioni, il lettore ripercorre, attraverso le reminiscenze di un figlio e i silenzi di una madre, che poi scoprirà di essere affetta dal morbo di Alzheimer, un’autentica storia di amore famigliare.
Domani è un altro giorno è come un dolce canto, solitario, in cui ognuno di noi può ritrovarsi. Un romanzo che parla di sentimenti veri, puri, consolanti, antichi. Un lungo abbraccio tra genitori e figli che si snoda tra parole, musiche, film, avvenimenti e praterie di solitudini.

Tra i titoli di questa vivace e intraprendere casa editrice sarda che dal 2009 ci propone libri di grande qualità, e con cui da tre anni collaboriamo per Il Festival Internazionale della letteratura di viaggio, vogliamo segnalare quelli della nuova Collana SideKar curata dalle sorelle Mariela Peritore Fabbri e Ivana Peritore. Creata circa un annetto fa, dopo tre raccolte di racconti (“Stato di Famiglia” di Alessandro Zannoni, “Inciampi” di Gian Marco Griffi e “A pelle scoperta” di Francesca Piovesan) il primo romanzo della Collana SideKar dal titolo suggestivo è stato “Come una barca sul cemento” di Roberto Saporito a cui è seguito “La vita schifa” di Rosario Palazzolo. Roberto Saporito, ci racconta la storia di un professore universitario decisamente cinico e ambiguo, cacciato dal suo ruolo di insegnante per motivi che scoprirete leggendo e quasi costretto ad accettare un lavoro come guardiano notturno in una rimessa. Tutto lo smarrimento della nostra epoca in un romanzo che tratteggia le debolezze della natura umana con sguardo critico e puntuale.

Ha cinquant’anni e improvvisamente dopo la misteriosa perdita del suo precedente incarico da professore universitario, si trova a lavorare come guardiano notturno, evento che lo costringe a rielaborare completamente la sua esistenza. Un po’ per passare il tempo, un po’ perché è un’esigenza che preme, decide di cercare quelle donne che hanno costellato il suo passato: quelle con cui avrebbe potuto avere una storia, anche solo fugace. Inizia così un inseguimento vero e proprio, a caccia delle “vecchie fiamme”, scoprendo quali siano state le scelte – imposte o meno – di ognuna di loro. Diventano in questo modo l’epicentro di un corollario di sofferenze, di episodi, di destini che si incrociano e sbattono l’uno sull’altro, in un vortice che l’uomo tenta di ammaestrare con ben pochi risultati. Mille domande, sensi di colpa, se e ma a profusione, niente di certo. In queste pagine così dense, Saporito riesce a raccontare lo smarrimento della nostra epoca, tratteggiando le debolezze della natura umana con sguardo critico e puntuale.

di Antonello Saiz (libraio e collaboratore del blog Giudittalegge)