Da "figura femminile rivoluzionaria" agli insulti con stilettata finale: Selvaggia contro Wanda

Perché il gossip sulla storia fra Icardi e China Suarez, compresa la trans Guendalina mette le due amiche l'una contro l'altra. E sa di rissa da bar

Da sinistra: Icardi, Nara, Lucarelli, le 'amanti' China Suarez e Guendalina
Da sinistra: Icardi, Nara, Lucarelli, le "amanti" China Suarez e Guendalina

Strana cosa la realtà. Complessa, spiazzante e piuttosto riottosa ad essere ridotta a formulette bianco-o-nero buone per opinionisti social e tv che poi strabordano sulla carta stampata e la stampa digitale. Oibò, ci tocca leggere la persona che si era spinta a definire Wanda Nara come "una delle figure più rivoluzionarie nel mondo femminile dell'ultimo secolo". Una che "si prende tutto, non rinunciando a nulla. Non sparisce dalle cronache e dal gossip, non si nasconde, non obbedisce alle regole scolpite sul pallone secondo le quali la donna del calciatore deve fare un passo indietro e andare a fare la spesa con la borsa Chanel o prendersi pure uno schiaffo". La stessa persona che ora vibra stilettate contro la moglie-tradita-ritrovata-procuratrice-di-Icardi. Selvaggia Lucarelli si ritrova di fronte alla realtà che, al di là degli slogan, vede una donna ferita perdere l'autocontrollo e andare fuori misura negli insulti sessisti contro la rivale, salvo poi riprendersi il marito fedifrago.

Wanda la rivoluzionaria: immagini

Da "rivoluzionaria" a "diseducativa" il passo è brevissimo

Qualche mese dopo, le due donne solidali fra loro e pronte a sostenersi in nome di un nuovo rivoluzionario femminismo anti Wag e anti calcio fallocratico, sono due incrociatori con la prua l'uno verso l'altro. In particolare è Selvaggia la censora a non perdonare le cadute di stile di colei che aveva elevato a icona di una nuova coscienza femminile. Scrive la giornalista e opinionista: "Mi interessa abbastanza poco capire la dinamica che ha scatenato la crisi tra Wanda Nara e Mauro Icardi, se lui abbia tradito o ci fossero solo scambi di messaggi con la modella argentina China Suarez. Però una cosa la voglio dire: questo continuo dare della p....a alla presunta amante del marito su un account da 9 milioni di follower (anche oggi), con alternanza di foto di figli piccoli e famigliola da favola, è uno dei gesti più diseducativi che una donna con quel seguito possa fare". C'è di peggio, aver accettato poi di riprendersi Maurito con tanto di resa melodrammatica che neanche ai tempi di Charlotte Bronte: "Non ho niente se non sono con lui". Quindi addio guerriera, fiera, sexy, polemica, affarista, e avanti quello che semplicemente è la Nara negli ultimi giorni: una donna ferita e sconvolta nei sentimenti più profondi.

Ma il dolore non giustifica il sessismo

Di questi tempi di nuova santa inquisizione affidata a giudici da talent e coloriti opinionisti che alzano volumi vocali e ampliano quelli delle proprie sparate moraliste su tutto e tutti, quanto è lecito arretrare di fronte alle urla scomposte di un animale (nel senso di essere animato, non di bestia) ferito nei sentimenti? La vulgata del momento direbbe un no secco. Come perdonare frasi della Nara tipo queste, rivolte alla trans Guendalina Rodriguez, arrivata a parlare di una relazione clandestina fra lei e Icardi mentre era ancora freschissima la botta del tradimento (seppure solo via chat, protesta lui) con la sensuale e giovane Eugenia China Suarez? Questo il tenore delle argomentazioni della "figura femminile tra le più rivoluzionarie dell'ultimo secolo". Dixit: "Put...del ca... che vuoi essere donna ma non lo sarai mai, se vuoi ti insegno io a truccare meglio una foto str....Mauro non sa nemmeno della tua esistenza vai a lavare la tua  f.... se ce l'hai e poi prova a rovinare una famiglia di putt... a buon mercato proprio come te e China Suarez, forse siete sorelle, mmm, mi resta il disgustoso dubbio! La p...na di tua madre". Che eleganza, che stile, che rovesciamento femminile dell'orrido mondo macho con la qua aggressività. Il tutto fa tanto rissa nei peggiori bar di Caracas, come da immaginario trucido pubblicitario, e senza nemmeno quel rum meraviglioso nel bicchiere. Il tutto fa realtà, con la differenza fra la facciata e la sostanza, e fra l'impossibilità di trattenere il dolore o di trattarlo con eleganza, in barba agli slogan e alle definizioni affrettate. Fino alla prossima rissa. Chissà a chi toccherà.