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Rosalinda Celentano: "Mio padre è il quarto figlio di mia madre. Io scappata da casa a 18 anni"

Una confessione sugli anni infernali, la fuga all'improvviso, l'autolesionismo e poi una riconciliazione ancora in corso

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Rosalinda Celentano. A destra i genitori, Adriano Celentano e Claudia Mori
Rosalinda Celentano. A destra i genitori, Adriano Celentano e Claudia Mori

"Come ero da bambina? Solare, semplice ma anche molto malinconica". Poi le cose sono andate peggio per Rosalinda Celentano, con fughe da casa, cadute nelle dipendenze, nella depressione, nell'incomprensione da parte della famiglia. "Sei tu che scegli se cedere o volare" ha detto ospite del programma Rai Oggi è un altro giorno. Dove la più problematica dei figli di Adriano Celentano, maltrattata per le sue tendenze lesbiche, è tornata a parlare dei suoi genitori eccellenti: "Mia madre era troppo piccola perchè a 22 anni aveva quattro figli perchè io considero mio padre il quarto figlio e quindi penso che certe cose si dicano pur non pensandolo". 

La vita randagia

A 18 anni la decisione di andare via da una casa che non era più la sua, in cui accadevano troppe brutte cose, troppi scontri. Via, scavalcando il cancello d'ingresso. Destinazione, gli Stati Uniti: "Sono stati con degli amici di strada che mi hanno accolta e mi hanno insegnata tante cose. La strada è una grande scuola". Poi il ritorno, ma i conflitti interiori sono continuati per anni. Come aveva già raccontato in un'altra trasmissione, Belve: "Mi sono fatta atti di autolesionismo, volevo morire. Ho avuto il tumore a 47 anni, quindi io e la morte danzavamo. Quando mi è stato diagnosticato io sono scoppiata a ridere: una liberazione". Anni difficili, figli anche della frase severa che le disse sua madre Claudia, preferendo una stanza vuota a una figlia così.

Una nuova esistenza

C'è anche molta compassione e perdono, oggi, nelle parole di Rosalinda Celentano verso Adriano e Claudia: "Mio padre era un artista, dunque un padre assente. Mia madre era molto giovane. Se cadevo da bambina chi asciugava le mie lacrime? La donna delle pulizie". Non si tratta di perdonare: "Non c'è niente da perdonare, loro potrebbero dire lo stesso a me. So che mi stimano molto". E' il momento della riconciliazione: "La cicatrice del taglio che mi sono fatta tempo fa in viso? Dovevo fare uscire il dolore che avevo dentro, oggi penso che mi stia bene. Quando ero piccola cercavo mamma, nelle donne. Oggi l'importante è prendersi e baciarsi il cuore fino in fondo". 

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