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Il MeToo dei defunti: "Kirk Douglas abusò di Natalie Wood". E torna sospettato di omicidio l'ex marito

Nel libro di memorie "Little Sister" Lana Wood, sorella della diva scomparsa nel 1981, rivela un episodio finora sconosciuto. Douglas è morto l'anno scorso

Cristiano Sanna Martinidi Cristiano Sanna Martini   
Da sinistra: Natalie Wood, Kirk Douglas e Robert Wagner all'apice del loro splendore
Da sinistra: Natalie Wood, Kirk Douglas e Robert Wagner all'apice del loro splendore

Che sia sacrosanto diritto delle donne denunciare ricatti a sfondo sessuale, abusi di potere, quando non apertamente sessuali fino a sconfinare nello stupro, è un fatto. Di più: una necessità dei nostri tempi in cui si sta formando una nuova coscienza su fatti del genere. Che insospettiscano diversi casi in cui si parla di presunti abusi e stupri risalenti a decine di anni prima, con il presunto carnefice sottoposto a tribunale mediatico e distrutto per direttissima, è una delle parti più critiche del movimentismo rinato attorno al MeToo. Qui però siamo oltre. Si parla di un morto che avrebbe abusato di un'altra morta. E tornano in auge i nomi di Kirk Douglas e Natalie Wood.

La "roccia" di Hollywood e la diva più particolare di sempre

L'episodio in cui si denunciano gli abusi sessuali che Kirk Douglas, roccioso attore e produttore Hollywodiano morto l'anno scorso a 104 anni, avrebbe compiuto su un allora giovanissima Natalie Wood, scomparsa in circostanze misteriose nel 1981, è contenuto nel libro Little Sister appena pubblicato da Lana Wood. Sorella della stella fra le più particolari che la Mecca del Cinema abbia avuto. Scrive Lana Wood: "Qualcosa di brutto era apparentemente accaduto a mia sorella ma visto che ero troppo piccola non ne avevano parlato con me. Era molto sconvolta e con mia madre ha iniziato a sussurrare delle cose. Non potevo sentirle". Ma poi la confidenza della sorella maggiore (Natalie) alla minore (Lana) sarebbe arrivata anni dopo. L'episodio sarebbe accaduto nel 1955 al tristemente famoso Chateau Marmont Hotel, teatro di eccessi e decessi di varie stelle dello spettacolo. All'epoca Natalie Wood aveva 16 anni e Douglas 39. Il libro vendera magari benissimo, sull'episodio di cui scrive Lana Wood si attendono come minimo testimoni che possano confermare o smentire un gesto così orribile. Nel caso non si facesse vivo nessuno (questo termine appare più appropriato che mai), Little Sister potrà essere derubricato a libro di inside gossip sui peggiori aspetti delle stelle dello spettacolo, come ce ne sono tanti. E il cui caposaldo è forse Hollywood Babilonia di Kenneth Anger, antesignano del gossip trucido.

Robert Wagner la uccise o no? Indagini riaperte

Natalie Wood, vero nome Natal'ja Nikolaevna Zacharenko, di famiglia ucraina, con la sua incantevole bellezza e la sua presenza in scena molto particolare, divenne una stella di Hollywood in breve tempo. Cominciò ad appena 5 anni apparendo in successi come Il miracolo della 34ma strada, poi decise di svoltare, di non farsi ingabbiare in una carriera da eterna ragazzina. Ed ebbe ragione: film come Gioventù bruciata, West Side Story, Sentieri Selvaggi, la serie tv Da qui all'eternità, la resero una stella di prima grandezza. Non manipolabile, seppure fragile. Non si piegava a ruoli facilmente sexy ma accettò il ruolo in Bob & Carol & Ted & Alice, primo film sugli scambi di coppia, non si volle mai spogliare facilmente e seppe farsi notare anche a teatro nel musical, perchè aveva ottime doti di attrice e ballerina. L'episodio che resta come una macchia nella sua vita è stato il doppio matrimonio con l'attore Robert Wagner, sposato nel 1957, lasciato ne '62, risposato nel 1972 fino alla morte di lei nel 1981.

Non colpevole, nuovamente sospettato

La Wood fu ritenuta ufficialmente annegata dopo essere caduta in acqua, nel corpo aveva tracce di alcol e di farmaci. Si disse a lungo che a provocarne la caduta in acqua, o ad avercela gettata dentro, fosse stato Wagner al culmine di una crisi di gelosia per l'elettricità che c'era fra Natalie Wood e l'attore Christophe Walken, con loro sul panfilo nei giorni della tragedia. Sia Wagner che Walken hanno sempre negato, offrendo testimonianze identiche. Ma Lana Wood sostiene da sempre che sia stato l'allora marito a provocare la morte di sua sorella maggiore. Nel 2018 è stata riaperta un'indagine su quei fatti, e Wagner (sempre difeso dalle due figlie) è ritenuto "persona interessata dai fatti". 

Cristiano Sanna Martinidi Cristiano Sanna Martini   
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In passato ha scritto per L’Unione Sarda, Il Sole 24 Ore, Cineforum, Rockstar...