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"Kung fu sport inutile", "Emanuela Orlandi fa la pilota". Caro Fedez al Muschio aggiungi cervello

Il rapper e imprenditore colleziona gaffe nel suo podcast, costellate di risate scomposte e scuse a seguire. Siamo a un bivio e non basta buttarla in caciara

Cristiano Sanna Martinidi Cristiano Sanna Martini   

Che ridere guarda. L'importante è spararla grossa, far passare quel momentino di silenzio ad effetto e poi ridere tanto. Sì certo, arrivano le scuse a seguire. Ma solo dopo che i buoi sono scappati e resta l'imbarazzo. Cosa sta accadendo a Federico Lucia in arte Fedez? Sta succedendo che il rapper di successo e creatore del podcast audiovideo Muschio Selvaggio sbatte frequentemente contro i fastidiosi dettagli del muoversi nel mondo dell'informazione e opinione. Lasciando come risultato qualche livido di troppo sulla sua pelle tatuata e segni non proprio gradevoli su quella degli altri. Come è accaduto col fratello di Emanuela Orlandi, scomparsa in Vaticano 40 anni fa.

Spararla grossa

Sulla sparizione della Orlandi, Fedez ha commesso una doppia gaffe ormai nota a tutti. Prima si è messo a dire ai suoi comprimari impegnati nel podcast "non l'hanno mai trovata" sbottando a ridere subito dopo. E scusandosi. Poi ospitando il giornalista di inchiesta Gianluigi Nuzzi su uno dei più inquietanti e famosi cold case italiani, in risposta a Nuzzi che citava le frasi del fratello della Orlandi secondo cui "Emanuela è in cielo", il rapper goliardo ha ribattuto "fa la pilota". E vai con le risate. L'importante è spararla grossa e accendere i toni, se no non vai abbastanza sui reel e gli shorts, altrimenti il buon senso ti rende meno virale e divisivo. Vuoi mettere? La mossa finale, quella di karate, sport che pratica e di cui è cintura blu, Fedez l'ha fatta a se stesso. Un'arte marziale da lui definita "inutile, ho perso anni a imparare mossette goliardiche". Come si sa, gli ha risposto Luigi Busà, campione di karate che gli ha ricordato una cosa fondamentale: "Il karate insegna il rispetto. Per noi stessi e per gli altri". Ed eccoci al punto.

Quando sei un'azienda su due gambe

Prima Fedez spara le cose che spara a tutto microfono, poi prova a rimediare e si scusa. E c'è chi accetta le scuse, come chi scrive riconosce che un format come Muschio Selvaggio qua e là sa unire temi di puro intrattenimento ad altri più impegnativi (con ospiti come Saviano). C'è un però: cosa vuole fare di sé uno con tanta visibilità una volta diventato un'azienda, il marchio di se stesso. C'è un momento in cui la spontaneità disimpegnata e sarcastica basta, uno oltre il quale o cambi o stai deragliando.

Siamo a un bivio

La differenza la fa il senso di opportunità delle tue battute, e capire che non sono solo i numeri a contare. Un programma che fa 1 milioni di click a puntata è un successo da gestire con attenzione, e tono e modo contano quanto gli argomenti trattati e anzi ne diventano parte. La Rete vive di istanti ma ha memoria lunga, e ricorda Fedez a fare un discorso sul palco del Primo Maggio indossando il cappellino di Amazon con cui collabora. Festa dei lavoratori e impero del commercio elettronico che taglia migliaia di posti di lavoro da un giorno all'altro e rende difficile ai corrieri perfino fermarsi per una pisciata, non ballano esattamente sulla stessa pista. Caro Fedez, è il momento della consapevolezza, non rideresti a sentirti definito uno più decorato di prima sul corpo, ora che hai le cicatrici dell'intervento per il tumore. Lo troveresti offensivo, e avresti ragione. Più cervello ad abbellire il Muschio Selvaggio, ci sarà comunque modo di divertire e far ridere. Ma con un'idea, non per inerzia

Cristiano Sanna Martinidi Cristiano Sanna Martini   
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Cristiano Sanna Martini

In passato ha scritto per L’Unione Sarda, Il Sole 24 Ore, Cineforum, Rockstar...