[Il caso] "Ho dormito con un 11enne, in un certo senso sono innamorata di lui"

Fa scalpore il racconto, a Mattino 5, dell'attrice Emanuela Tittocchia, che racconta la sua relazione "speciale". E si riapre il dibattito su cosa sia morale e moralismo, e quanto in là si voglia andare con la messa in mostra televisiva

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di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

"Per me è difficile parlarne". Però è avvenuto.  Durante Mattino 5, su Mediaset, conduzione di Federica Panicucci. Si parlava di amori, anche carnali, tra insegnanti e loro alunni. Al centro del dibattito, il caso della professoressa di Prato rimasta incinta del suo studente 14enne, che sta tenendo banco sulle cronache recenti. E durante la discussione, l'attrice Emanuela Tittocchia (Voyager, Centovetrine, Un posto al sole, ex compagna di Fabio Testi) ha raccontato della sua passione per un ragazzino di undici anni, che oggi ne ha 14. Figlio di amici. Con cui dorme assieme e che considera l'uomo che le piacerebbe avere al suo fianco. Per gli argomenti che ha, per come è. Per la maturità sorprendente con cui parla e ragiona anche sulle questioni riguardanti il sesso.

Fin dove vogliamo arrivare

Il video dell'intervento della Tittocchia, poi fatto rimuovere da Mediaset ma ancora disponibile in Rete, documenta le sue parole. L'attrice difende la relazione con il 14enne e dice di essersi confrontata con la famiglia di lui, e che i genitori "sono tranquilli" rispetto a questo. Ancora più chiaramente: "Io mi sono in un certo senso innamorata di questo bambino, che adesso è cresciuto ha 14 anni. Ho sempre dormito con lui. Quello che mi piace di questo rapporto è che io stia benissimo con lui e mi diverto con lui. Abbiamo fatto le vacanze insieme spesso. Però sempre nel gioco e nel divertimento e non c’è nessun tipo di complicazione. Mi piacerebbe che il mio uomo fosse così". Perfino se quell'uomo per ora è poco più di un bambino che, per quanto maturo e aperto, è ancora in pieno divenire come individuo. "Quando affronta l'argomento del sesso, sa tutto" dice in trasmissione la 48enne Emanuela Tittocchia, che parla anche delle fidanzatine dell'adolescente con cui ha un rapporto evidentemente strettissimo. Ma ribadisce la bellezza di una relazione che ha lasciato spiazzati gli ospiti in studio, la conduttrice Panicucci e provocato l'inevitabile boato di commenti indignati e scandalizzati su varia stampa e sui social. L'attrice non nega nulla, difende questa relazione e la trova speciale e bella, anche se "è difficile parlarne". E arriva a dire del 14enne che l'ha conquistata: "Mi dà consigli, è più maturo di me".

Tre passi avanti e uno indietro

Con la stessa chiarezza con cui si è esposta raccontando di questa relazione, Emanuela Tittocchia ha poi aggiunto: "E' da tanto che non ci vediamo perché lui sta crescendo e ho fatto dodicimila passi indietro". Basterà ad evitare l'onta eterna che distrugge vite e carriere in un attimo di tv e di social? Lo dirà il tempo, ma vicende come questa fanno sorgere altre domande. Tipo: in una società apparentemente più aperta e in cui il concetto di morale e moralismo si rimescolano continuamente, quanti passi avanti e quanti indietro si fanno portando questo genere di vicende in tv? Chi fa mestieri pubblici, ad alto impatto sull'opinione pubblica, davvero può andare a raccontare sui media qualsiasi cosa della sua vita più intima e privata? Perché poi? In nome della sincerità che fa impennare l'audience? Quand'è che è diventato necessario e importante che Selvaggia Lucarelli aiutasse noi tutti a convincerci che Wanda Nara "è una delle figure più rivoluzionarie nel mondo femminile dell'ultimo secolo", paragonandola senza problemi a Sibilla Aleramo e Simone De Beauvoir? Com'è che viene ritenuto accettabile che Fabrizio Corona vada a fare la morale matrimoniale a Riccardo Fogli in diretta televisiva, rivelando ad un uomo già prostrato i tradimenti ripetuti della moglie? Ci rendiamo conto, persone note e meno note, che il nostro atteggiamento, le parole, le foto, le pose Web costituiscono il modo in cui ci facciamo percepire e rispetto a cui è difficilissimo tornare indietro? Tutto fa spettacolo e solletica il grande pubblico, viene spesso risposto. Ma fare la differenziata, cioè creare uno storytelling positivo, non significa che non si stia comunque rovistando nella spazzatura. Che è quel che fingiamo di dimenticarci.