"Pugni, calci e notti sotto i ponti. La mia vita fuori dall'inferno, tra radio e tv"

Oggi Ema Stokholma è una beniamina del pubblico radio e si è fatta apprezzare in tv. Ma il passato è stato terribile, e lei se ne libera raccontandolo

Ema Stokholma, 36 anni
Ema Stokholma, 36 anni
TiscaliNews

Oggi è quella della rh che più rotante e moscia non si può, quella altissima, magra, formosa e piena di tatuaggi, quella stralunata che passa musica urban e street in radio e si fa notare in tv. Il grande pubblico l'ha conosciuta come voce di Radio Due (inclusi i collegamenti da Sanremo con Gino Castaldo) e in tv in coppia con Valentina Pegorer come concorrenti e poi vincitrici di Pechino Express. L'amicizia con Andrea Delogu (attrice e conduttrice, pure lei con una storia personale difficile alle spalle)Oggi Ema Stokholma è quasi un personaggio da fumetto, per come si pone e per quanto riesce, essendo sopra le righe, a "bucare" le onde radio e il piccolo schermo. Ma il passato è stato un autentico inferno. Fatto di crudeltà, maltrattamenti, fughe, cadute nella droga. Lo racconta lei stessa.

"Calci e pugni da mia madre"

Vero nome Morwenn Moguerou, nata in Francia ma oggi con cittadinanza italiana, Ema Stokholma ha raccontato il suo viaggio personale, duro e difficile, per arrivare a riprendersi la sia vita. A cominciare dall'infanzia e adolescenza: "Mia madre che ora non c'è più ha sempre picchiato. Pugni e calci tutti i giorni - ha raccontato al Messaggero la conduttrice e dj - fino a quando non si stancava. Mi trascinava a fare bagni freddi di notte, a quattro anni mi accusava di avere rapporti sessuali. Un giorni mi chiese di buttarmi nel fiume. Pensavo fosse pazza, sono scappata più volte ma la polizia mi riportava a casa". Alla fine una fuga le riuscì: arrivò a Roma alla ricerca dell'aiuto del padre. Ma il genitore fu una delusione. Il fisico di Ema sembrò in un primo momento aiutarla: "Ero alta e magra, tutti mi dicevano che avrei dovuto fare la modella, e così feci. Avevo le misure da mannequin e Laura Biagiotti e Fendi mi cucivano addosso le collezioni". Ma quando hai il male di vivere dentro, ti perdi facilmente. 

Sotto i ponti a nutrirsi di spazzatura

"Ho voluto farmi del male da sola, era il modo per esistere. Scelsi la vita più difficile, quella della strada. Così partii. Da sola e senza un soldo" racconta ancora Ema Stokholma. Da lì i capelli tagliati corti e male, il corpo coperto da tatuaggi ("più di 30, ora li toglierei tutti") i piercing estremi. La caduta nella droga ("non mi faccio più") e il fidanzamento problematico col rapper Gemitaiz (a sua volta arrestato per droga nel 2014). La nuova fuga, stavolta fra gli squat e sotto i ponti di Londra: "Mi è capitato di rubare cibo e vestiti nei supermercati, per me e i miei amici. Mi è capitato anche di mangiare dalla spazzatura, fuori dai McDonald' s. Non me ne vergogno". Poi il ritorno in Italia, il mestiere di cubista, l'incontro con Andrea Delogu, diventata la sua amica del cuore, capace di capirla perché anche lei proveniente da un'infanzia tribolata. La presentazione a Paola Marchesini, direttrice di Radio Due Rai in cerca di talenti femminili da valorizzare. La partenza del format Back2Back in cui Ema, tutta hip hop, trap e urban music, duella scherzosamente con Gino Castaldo, uno dei più importanti critici musicali italiani. Ha funzionato, è stato l'inizio della rinascita.