Esce la biografia e tra orge, droga e crolli psichici Kate Moss diventa The Tank

Esce la biografia e tra orge, droga e crolli psichici Kate Moss diventa The Tank
di Cristiano Sanna

Basta il titolo a dire tutto. Tradotto in Italiano: Champagne Supernovas: Kate Moss, Marc Jacobs, Alexander McQueen e i rinnegati degli anni Novanta che hanno rifatto l'alta moda. Ecco di cosa parla il libro della giornalista americana Maureen Callahan, già in corsa nelle classifiche di vendita con grande e prevedibile eco mediatica. Sono tre storie principali e molte altre attorno, in una costellazione di aneddoti, fatti, racconti che ripercorre lo scenario della moda nel momento in cui Kate Moss diventava una nuova icona di bellezza, aliena a tutti i modelli precedenti. E quegli stilisti, disadattati, pieni di rabbia compressa (spesso a causa dei rapporti familiari) e di estro creativo ridefinivano l'immaginario delle passerelle e di tutto ciò che ruota loro attorno. Ma è la superstar Moss a tenere banco nella narrazione della Callahan.

La chiamavano The Tank - Con quella parola inglese non si intendono solo i carriarmati ma anche i bidoni contenitori di immondizia. Quelli dove puoi stipare di tutto.  Kate Moss si era guadagnata quel soprannome quando, all'apice della fama, trascorreva le giornate a farsi fino a tre grammi di cocaina, scolare vodka e innaffiare il tutto con robuste dosi di sesso. Non soltanto con uomini. Il sonno? Un optional, a quanto si legge in Champagne Supernovas, dove la top model britannica commenta: "Dormire? Perché dormire? Ci sono così tante cose da fare". Per esempio, farsi scoprire ancora adolescente da un talent scout mentre passeggiava per l'aeroporto JFK di New York, fino ad essere promossa come nuova donna immagine di Galliano e Kalvin Klein. Donna dell'anno nel 1990. Strabica, magrissima, forme ridotte al minimo, boccuccia da bambina capace di tutto. Arrivarono le accuse di istigazione all'immaginario pedofilo. Fu enorme successo che, anche ora che ha 40 anni e celebra una edizione limitata delle borse Gucci con un cortometraggio di cui è star, non abbandona Kate. Sempre ad un passo dall'autodistruzione.

Il primo boato tossico con Depp - Negli anni in cui si affermava come top model, Kate Moss intrecciava la sua relazione con l'attore Johnny Depp. Lei gelosissima e insicura, lui nel pieno dell'onda crescente degli eccessi tossici. Su quel terreno Kate lo seguì a lungo, e su quel terreno scivolò nei primi anni Novanta, quando lui la lasciò. Ridotta in macerie psicologiche ed emotive, la Moss si rifugiò a Ibiza per annegare nelle giornate senza regole. Perfino chi la conosceva bene, sta scritto in Champagne Supernovas, rimase allibito dalla feroce determinazione a stare a ruota per giorni interi fra alcol, droghe e sesso. Compresa la relazione con Sadie Frost, allora moglie di Jude Law. Che non se la prese e anzi, chiese di essere incluso, in un rapporto a tre che però gli fu negato. Con un pedigree del genere, la modella è stata quella ad uscire meglio dalla tragicomica storia d'amore a tutta eroina con Pete Doherty, mediocre musicista inglese con il talento per gli scandaletti autodistruttivi. Keith Richards degli Stones lo aveva detto: "Quel ragazzo gioca col fuoco. Ne ho visti altri provare a stare appresso a Kate. Badabom, badabeng, badabam: lei vive, loro muoiono". Oggi Kate Moss è una sopravvissuta di successo e un'icona che non accenna a tramontare. Le altre supernove allo champagne? John Galliano ha i soldi ma si è isolato da amici e soprattutto familiari. McQueen ha pagato il divismo e lo stress con la vita: se n'è andato nel 2010.