Depp-Heard "tirano" più della guerra e neanche Trump resiste: perché andiamo pazzi per questa coppia scalcagnata

Meglio dell’ultimo film che non vedremo mai con Jack Sparrow. Meglio di Alice in the WonderLand o della Fabbrica di Cioccolato. E di certo meglio del prossimo capitolo di Aquaman, dove con tutta probabilità Amber Heard non ci sarà più, come chiesto a gran voce da 3 milioni e mezzo di persone. Il processo Depp contro Heard sta appassionando i patiti del family-horror come niente mai è riuscito a fare prima e su Twitter c’è già chi si dispera: come sopravvivere alla fine del dibattimento? Come mandare avanti la propria monotonia senza qualche sogghigno di Johnny e qualche lacrimone di Amber a regalare botte di adrenalina? Come spezzare la routine quotidiana senza l’ennesimo dettaglio di una delle sanguinolente e micidiali liti della ex coppia? Come convincersi che tutto sommato le nostre relazioni non sono così fallimentari senza rovistare nella differenziata di questi due attori, tra dita mozzate, feci umane sul letto, lividi in faccia, bottiglie spaccate e violenze di ogni genere? Come rinunciare a sentirsi migliori o almeno in buona compagnia davanti a tanto scempio umano? Comunque vada a finire, il processo Johnny Depp versus Amber Heard è un format. Altro che Kramer contro Kramer, che ci faceva sciogliere in lacrime davanti all’infelicità di Meryl Streep e alla frittata spiaccicata di Dustin Hoffman. Altro che “La guerra dei Roses”, dove pure Michael Douglas e Kathleen Turner se le davano di santa ragione. Niente, nemmeno i processi di Perry Mason o pellicole straordinarie come “Codice d’onore” o “Philadelphia” o “La giuria”, dove vorresti sederti nel banco del giudice a urlare come secondo te dovrebbe essere amministrata la giustizia, è più appassionante  delle vicende di questa coppia scalcagnata, capace aogni piè sospinto di regalare un colpo di scena, un nuovo dettaglio horro, una smentita, una battuta glaciale. Imperdibili le caustiche risposte di Depp. Quanti meme girano in rete con le sue facce e quelle della sempre più detestata Amber.

Un processo che fin da subito è uscito dalle aule di giustizia per approdare nelle strade e sui social. Nuovo ed ennesimo capitolo dell’eterna lotta tra due fazioni contrapposte, il bene e il male, il vero e il falso, interpretate a seconda delle tifoserie dall’uno o dall’altra.

E ora ci sono pure i dati a confermarlo. L’hashtag dei sostenitori di Johnny Depp, di chi non vede l’ora di rituffarsi nel mare dei Pirati dei Caraibi con questo guitto geniale, è stato visualizzato 10 miliardi di volte. Avete letto bene: chi chiede giustizia per Johnny Depp. Ovvero la stragrande maggioranza delle persone, con #justiceforjohnnydepp ha avuto più di 10 miliardi di visualizzazioni. Niente a che vedere con l’hashtag di chi sostiene Amber, visto “appena” 39 milioni di volte. Nessuno sa resistere a darci una sbirciatina, a dire la propria, a commentare. Nemmeno Donald Trump che dal suo social Truth se ne uscito con una grande battuta: “Che coppia amabile”. E in effetti negli Stati Uniti non si parla d’altro. La guerra in Ucraina, le vicissitudini presidenziali, le proteste sull’aborto hanno decisamente meno appel su qualsiasi siti web. Secondo le stime di NewsWhip per il sito di notizie "Axios", la media di interazioni social per articolo pubblicato vede Amber e Johnny in testa a quota 508, seguiti da Elon Musk (417), Joe Biden (178), l'aborto (141), l'Ucraina (91), l'inflazione (70) e il Covid (44).

Comunque vada a finire hanno già vinto tutti e due. O perso, a seconda dei punti di vista.