Berté, Mimi e l'origine dei guai: "Madre assente, le violenze di un padre che odio"

Berté, Mimi e l'origine dei guai: 'Madre assente, le violenze di un padre che odio'
di Cr.S.

Ogni volta è così. Il dolore torna a galla e la sincerità disarmante lo sbatte in faccia a chi ascolta e guarda. Gli fa gustare il sapore delle botte prese da piccolissima, della fuga da casa insieme alla sorella, del primo arrivo a Roma in una vita randagia che rispondeva solo ai dettami della creatività ribelle. Fino all'incontro, tenero e disperato, con Renato Fiacchini, anche lui transfuga da una vita che non sentiva sua, e che non molto tempo dopo sarebbe diventato il mito dei sorcini, lo Zero che conta di più in Italia. Ospite del ritrovato Maurizio Costanzo Show dove, tra le confessioni di coppia di Belen Rodriguez e Stefano De Martino e le lamentele di Fiorello su chi lo critica per il suo uso di Periscope, Loredana Berté ha tenuto nel superclassico dei salotti tv italiani.

Un padre che "deve crepare" - La cantante ha ripercorso gli anni della sua gioventù, trascorsi a nascondersi da un padre violento e da una madre che non faceva niente per arginarne gli eccessi. Ha raccontato la Berté, con un occhio sempre affettuoso e struggente rivolto alla sorella Mimi-Mia Martini: "Lei diceva che aveva un buco nero al posto dell’infanzia, io invece a sei anni mi ricordavo già tutto. Sono stata fortunata a imparare subito a non prendere botte, perché era il classico padre padrone. Spero che crepi. Non l’ho mai chiamato né padre né in nessuna maniera. Mi sono arrabbiata dopo che per un quattro in inglese mia sorella Mimì ha rischiato la vita, perché è scappata di casa per il terrore di prendere le botte ed è rimasta per quattro giorni in mezzo a dei rovi, tutta ferita. L’hanno ritrovata in stato di shock".

Il maschio che non arrivava - Un fiume in piena, Loredana Berté: "Non gli è capitato il figlio maschio. L’unico maschio doveva essere fra me e Mimì, ma purtroppo lui aveva l’abitudine di prendere a calci la madre durante l’ultimo mese di gestazione. Con noi non c’è riuscito, provava di tutto, veleni vari,  io sono sopravvissuta, come Mimì e le altre due. Uno non ce l’ha fatta, era l’unico maschio. Da quel giorno se ne andò di casa".

Fuga a Milano - Il malessere esistenziale della Berté ha dunque radici familiari. Nelle sue stesse parole: "Mia madre era un’altra bambina, perché si è sposata a quindici anni e a sedici aveva già una figlia. Quando è morta mia madre sono andata al suo funerale per vederla sotterrare. Mi dispiace di essere impopolare ma è così. Ho avuto una madre che non è stata una madre. Ci ha lasciate in mezzo a una strada, me e Mimì, dopo vent’anni di lavoro duro per comprarci una casa che avevamo intestato a lei. Invece dopo un anno io ero in America, Mimì era in tournée, io sono tornata in taxi e lei aveva venduto la casa lasciandoci in mezzo a una strada. Sono partita a Milano per ritrovare Mimì, la mia unica famiglia". L'inizio di una storia problematica che passa per il sofferto matrimonio con divorzio dal campione di tennis Bjorn Borg e per la tragica morte di Mia Martini, pure lei passata attraverso l'amore tormentatissimo per Ivano Fossati.