Ritratto della giovane in fiamme, Sciamma: mostro l'innamoramento

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di Askanews

Roma 14 dic. (askanews) - Al festival di Cannes ha vinto il premio per la miglior sceneggiatura e la Queer Palm e ora è candidato ai Golden Globe "Ritratto della giovane in fiamme", il fim, in sala dal 19 dicembre, che Céline Sciamma ha presentato a Roma. Ambientato nel 1770, racconta l'innamoramento e la passione fra due donne, una pittrice di talento, l'altra costretta dalla madre e dalle convenzioni ad un futuro come moglie di uno sconosciuto. Un racconto potente, intenso, ma essenziale allo stesso tempo, magnificamente interpretato da Noémie Merlant, Adéle Haenel e Valeria Golino.La regista francese spiega:"L'innamoramento è quasi una sfida gigantesca, è come nella vita: il dubbio, il pericolo, comprendere il proprio desiderio, verificare il desiderio dell'altro, avvicinarsi all'assenso dell'altro. Quindi questa idea di film e desiderio, a cui viene consacrata ben un'ora e 10 del film, era importantissima per me: necessitava di una scrittura molto precisa e di credere profondamente nel cinema, ovvero che si può commuovere con una bocca che si apre, con il suono di un respiro...".Le due protagoniste si concedono e si prendono la libertà di innamorarsi, pur nel segreto di un luogo chiuso e isolato, in un'epoca in cui le donne avevano ben pochi diritti. Anche la loro pittura rimaneva spesso celata. "Ho capito che c'erano così tante pittrici in Europa, centinaia, ho visto il loro lavoro, e questo mi ha dato una ragione in più per raccontare quel momento. E' piuttosto sconvolgente vedere questi quadri perché sono delle immagini che ci sono mancate e che mancano alla storia dell'arte, ma che mancano anche a noi, alle nostre vite".Dopo aver raccolto consensi in Europa ora il film inizia il suo percorso nella stagione dei premi negli Stati Uniti, che secondo la regista sono ancora più pronti ad accogliere un film del genere: "Il film può essere troppo forte per la Francia, per l'Italia, non per gli Stati Uniti, perché lì il pensiero critico è politicizzato e le letture femministe di un film non sono considerate riduttive".Lì mi sento molto ben accolta, con le mie idee e questo credo che sia un buon segno".