"Profeti", Trinca nel mondo di una foreign fighter: "Per capire"

di Askanews

Roma, 25 gen. (askanews) - A cinque anni dal film sul caso Cucchi, "Sulla mia pelle", Alessio Cremonini porta al cinema dal 26 gennaio "Profeti", un viaggio nell'universo delle donne dell'Isis, interpretato da Jasmine Trinca e Isabella Nefar. Trinca interpreta una giornalista italiana che viene rapita in Medio Oriente, rinchiusa dall'Isis in un campo d'addestramento con una foreign fighter radicalizzata a Londra, che ha sposato un miliziano e ora vive nel Califfato. L'attenzione del regista si concentra proprio sul confronto tra queste due donne. "Mi incuriosisce molto chi, pur venendo da un posto libero, l'Europa, e le foreign fighters proprio questo meccanismo di involuzione hanno fatto, mi incuriosiva come mai avessero deciso, spesso donne anche molto moderne, anche molto upper class, fossero andate lì a sottomettersi, nella maniera più brutale".La giornalista interpretata da Trinca osserva da vicino il mondo e il pensiero di quelle donne. "Mi interessava infinitamente anche provare a ribaltare il mio punto di vista, la mia consapevolezza su una condizione femminile che mi fracassa la testa tutti i giorni della mia vita, una cosa a cui tengo tanto, che trasmetto anche nel mio piccolo, a mia figlia.. L'idea invece di poter essere messa in discussione in questa convinzione, nell'incontro con un altro mondo, che poi è un altro mondo fino a un certo punto, perché poi la condizione lì è un po' simile dappertutto, mi sembrava infinitamente interessante".Il film si apre con l'incontro tra la giornalista italiana e una guerrigliera curda, che dice che solo le donne possono cambiare i Paesi in cui ci sono regimi che si basano sull'oppressione delle donne. In questo senso le iraniane oggi sono un esempio, e Isabella Nefar, attrice italo-iraniana, dice: "Quello che sta succedendo in Iran è proprio un esempio di quella frase. Quello che si sta ripetendo ora, dopo diverse proteste che ci sono state negli ultimi 10 anni, ci fa facendo capire di come ci sono sempre le donne in prima linea a dover chiedere che ci sia quell'ascolto".Servizio di Flavia CapitaniMontaggio Alessandra Franco