L'opera di Bonalumi in mostra a Milano con dedica a Luca Lovati

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di Askanews

Milano (askanews) - Il Palazzo Reale di Milano ospita la prima antologica di Agostino Bonalumi nella sua città: "Bonalumi 1958-2013" illustra l'attività complessiva dell'artista con circa 120 opere. La mostra è dedicata a Luca Lovati, collaboratore e grande amico dell'artista, scomparso il 9 luglio 2018 durante l'allestimento. Le opere in mostra testimoniano il percorso creativo di Bonalumi dall'esordio a Milano con Enrico Castellani e Piero Manzoni attorno al 1959, attraverso gli anni Sessanta in contatto con i maggiori gruppi europei sino alla riscoperta e rivalutazione internazionale. Il curatore Marco Meneguzzo. "Agostino era memore del senso dello spazio che non quel momento era una cosa straordinariamente presente, era lo spazio della città che sale, Boccioni 50 anni prima faceva la stessa cosa. Il senso etico però era completamente diverso, si usciva da una guerra perduta, si voleva dimenticare qualche cosa, si voleva fare presto nel ricostruire soprattutto le coscienze. Milano aveva la forza per farlo, e Agostino Bonalumi era eticamente consonante con lo spirito della città e tanto intelligente ed intuitivo da realizzare questa sua idea di spazio".Un momento unico nella storia della città a cui Milano dovrebbe dedicare spazio come suggerisce Fabrizio Bonalumi, figlio dell'artista: "E' un fenomeno unico, non ce n'è uno equivalente al mondo e non ci sono stati neanche tentativi di copiare, che Milano torni a riappropriarsi, rivendicarlo e usarlo per trampolino di lancio per una nuova stagione direi che è molto importante".Bonalumi appartiene alla generazione che ha preso molto da Lucio Fontana ma ha dato un senso allo spazio in modo moderno, utilizzando forme in evoluzione, dal cerchio chiuso degli anni Sessanta alle lamelle in moduli degli anni Settanta-Ottanta. Il percorso espositivo, in ordine cronologico, è caratterizzato da tre grandi installazioni: la prima è "Blu abitabile" opera di pittura-ambiente del 1967. Bonalumi non è un artista narrativo, spiega il curatore, non racconta una storia. "Non l'ho capito? Intanto ne parlo con gli amici e qualcosa rimane, anche se uno non capisce di primo acchito forse c'è un piccolo tarlo che comincia a rodere e si dice, forse lo stupido non è lui ma sono io, quello è l'inizio di una gran bella malattia".Dal 16 luglio al 30 settembre il Museo del Novecento di Milano dedica all'artista il focus "Agostino Bonalumi. Spazio, ambiente, progetto" sulle sue opere ambientali di dimensioni notevoli, tra 1967 e fine anni Settanta.