Francesco Di Leva: nel film "Un mondo in più" si respira il Covid

di Askanews

Roma, 22 ott. (askanews) - E' un film intenso sul rapporto tra un padre e un figlio e un film molto attuale, "Un mondo in più", di Luigi Pane, proiezione speciale per Panorama Italia ad Alice nella Città, sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma. Un film ambientato nella primavera 2020, in piena pandemia di Covid-19. É la storia di Diego, un ragazzo napoletano che ha appena compiuto 18 anni e si è trasferito con il padre Franco in un quartiere della periferia romana.Nei panni del padre c'è Francesco Di Leva, attore nato a Napoli: "Ho scoperto una Roma che davvero non conoscevo, ho girato ad Acilia e io ero sempre stato al centro di Roma ma non ho mai trovato il romano e mi ha fatto piacere, avevo una considerazione diversa ma ho trovato quello che più appartiene a me, io vengo dalla periferia, quindi andare ad Acilia e trovare l'accoglienza in quei posti è stato bello, mi sembrava di essere a Napoli, sono cose che ti raccontano dei napoletani, mi ha fatto un grande piacere essere lì".Un contesto non facile, soprattutto per un ragazzo solitario e introverso, fino a quando in casa entrerà una ragazza ribelle e la convivenza forzata, in un periodo particolare per tutti, avrà una svolta: "E stato un viaggio personale, un film che ha visto il Covid all'interno; lo respiri anche solo con le mascherine o per le mascherine, c'è questa forma che ha interrotto in qualche modo qualcosa sia nella vita di tutti noi che al cinema, e il simbolo è la mascherina, se la vedi al cinema nel film c'è quel segnale e senti il sapore di un momento storico particolare per ognuno di noi"."Un mondo in più" affronta anche i problemi dell'adolescenza ed è un film sociale: "Ha al centro la famiglia, un padre e un figlio, ma il tema si allarga anche all'immigrazione, all accoglienza, si fa questo tipo di viaggio".