Naufragio, Mannoia: "Salvini affondi i barconi". Ironia sui morti dei Nobraino

Naufragio, Mannoia: 'Salvini affondi i barconi'. Ironia sui morti dei Nobraino
TiscaliNews

Il dramma del naufragio avvenuto domenica al largo della Libia e costato la vita a circa 800 immigrati continua ad alimentare discussioni e polemiche anche fra gli artisti attraverso Facebook. E se da una parte la cantante Fiorella Mannoia si scaglia contro la destra di Salvini e Santanché in difesa del diritto alla vita di chi fugge dalla fame cercando salvezza sulle sponde dell’Europa, dall’altra c’è chi fa ironia sui morti scatenando un putiferio di reazioni. È accaduto al chitarrista dei Nobraino che ha postato questa frase sul profilo del gruppo musicale: ''Avviso ai pescatori: stanno abbondantemente pasturando il Canale di Sicilia, si prevede che quelle acque saranno molto pescose questa estate''. Il fuoco alle polveri è stato immediato e la band è stata esclusa dal concerto del primo maggio di Taranto nonostante le scuse quasi immediate.

Mannoia: colpa di chi lucra in Africa - Lungo e articolato il post di Fiorella Mannoia in cui la cantante romana spiega la sua visione del fenomeno immigrazione ma alla fine se la prende col leader della Lega e con la parlamentare di Forza Italia: “A Salvini non resterà che andare personalmente e sparare sui barconi, insieme alla Santanchè, ma non mandando l'esercito, troppo comodo, ci devono andare loro, fisicamente, in diretta televisiva”. Per la Mannoia “dovrebbero rispondere gli stati dove risiedono le multinazionali che lucrano su qui paesi, dovrebbero rispondere tutti gli Stati che hanno bombardato stati sovrani, uccidendo migliaia di civili e portando caos in ogni posto dove sono andati. (Libia compresa )”. L’artista ritiene che la formula dell’aiutarli a casa loro sia solo una frase vuota visto che “tutti lucrano in Africa” riducendo i popoli alla fame “distruggendo interi ecosistemi come stanno facendo multinazionali del petrolio, comprese le nostre, sul Delta del Niger, o come davanti alle coste del Senegal, dove le multinazionali hanno monopolizzato il mare mettendo sul lastrico i pescatori locali”.

L’ira dei fan per un post su Fb dei Nobraino - Più complessa la situazione dei Nobraino dopo la battuta infelice del chitarrista Néstor Fabbri che, in un post sul popolare social network, accompagnava un articolo del blog Diritti e Frontiere. L’ironia sui cadaveri che nutriranno i pesci del Mediterraneo non è stata gradita dai fan della band nonostante la frase incriminata accompagnasse un link il cui titolo era "Centinaia di morti e dispersi 120 miglia a sud di Lampedusa. L'Europa degli indifferenti rimane a guardare, occorre una missione di salvataggio gestita dalle Nazioni Unite. Basta con la criminalizzazione dei migranti e di chi li assiste".

Nobraino esclusi dal concerto di Taranto - Il commento è stato subito censurato dagli utenti del social network e ha scatenato anche la reazione dei promotori del concerto in programma l'1 maggio a Taranto che ha escluso la band folk-rock. Il primo ad esprimersi era stato Roy Paci, che ha definito ''parole vergognose'' quelle dei Nobraino. Successivamente il Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, che organizza la manifestazione tarantina su diritti e legalità, ha confermato, sempre su Facebook, l'esclusione della band. ''Non c'è spazio sul palco dell'#unomaggiotaranto - hanno annunciato - per chi non riesce a trattenere un battuta idiota e infelice''. Un altro componente dei Nobraino, Lorenzo Kruger, ha spiegato sul social network che il post contestato è stato pubblicato da un altro membro della band. ''Mi pare di capire - scrive - che ci sia stato un fraintendimento ma non sono qui a giustificare l'autore, ci penserà lui stesso. Io devo invece chiedere scusa perché un post sulla pagina dei Nobraino ha ferito la sensibilità delle persone; il momento è delicato, il silenzio è impossibile. Ogni parola è di troppo. Scusate davvero''.

Le scuse del chitarrista: mia retorica incapace - Conscio del putiferio scatenato, alla fine Néstor Fabbri ha espresso le sue scuse: "Mi occupo attivamente di protezione internazionale dei diritti umani dal 2009. Il mio imperdonabile errore - spiega - è di non essere stato retoricamente capace di indirizzare la sfrontatezza contro i reali responsabili del massacro: gli autori delle politiche migratorie europee. Finendo così per offendere associazioni, militanti e liberi cittadini pensanti che mettono la loro vita a disposizione dei più deboli. Per questo motivo porgo a tutte le persone turbate ed addolorate dall'infelice esternazione di ieri le mie più umili scuse". Insomma, intendeva proprio difenderle quelle vittime: "Prima di dedicarmi a tempo pieno al chitarrismo - ha ricordato - ho lavorato presso alcune ONG in Spagna e Francia". E poi "nel 2011 coi Nobraino abbiamo preso parte, al progetto Boats 4 People: una flottiglia per fermare l'ecatombe nel Mediterraneo". Chissà se queste medaglie basteranno a fare dimenticare la sua maldestra battuta sul mangime umano per pesci.