"La mia vita come una maratona: le violenze contro le atlete e la fatica di essere donna, di colore e multiculturale"

Atleta di fama mondiale, oggi madre di un talento del salto in lungo, impegnata nella difesa dei diritti femminili. E attrice a teatro con "Maratona di New York"

Maratona di New York: è il testo teatrale scritto da Edoardo Arba in cui due amiche affrontano insieme la prova di resistenza sportiva. Cadono, si rialzano, si scontrano, si ritrovano. Fiona May ne è protagonista insieme a Luisa Cattaneo, in un riadattamento tutto al femminile. La vita come una lunga corsa, anche interiore, una prova di resistenza emotiva, psicologica, fisica. Fiona May sa cosa vuol dire. Eccellenza dello sport, due ori, un argento, un bronzo ai Mondiali di atletica, record di podi per un'atleta italiana, triplista d'eccezione. Oggi madre di un'atleta del salto in lungo, Larissa Iapichino.

Impegnata per la difesa dei diritti delle atlete, i cui maltrattamenti sono ancora uno dei luoghi oscuri della lotta per la dignità femminile. E pronta a dire la sua sulla nuova ondata di violenze e proteste scaturite dalla morte di George Floyd e da Black Lives Matter. Di tutto questo Fiona May ha parlato nella videointervista.