Urgente intensità: Regina Galindo e Iva Lulashi da Ida Pisani

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di Askanews

Milano, 5 feb. (askanews) - Una mostra bipersonale di due artiste donne che usano media diversi, ma che sono accomunate, come la gallerista che le ospita, da una urgente intensità, che nel lavoro poi si manifesta in forme che riescono a raggiungere livelli di chiarezza imprevedibili. Prometeo Gallery di Ida Pisani presenta nei suoi spazi milanesi "Vicino Altrove", dedicata all'artista guatemalteca e Leone d'Oro alla Biennale di Venezia, Regina José Galindo, e alla più giovane pittrice di Tirana che ora vive a Milano, Iva Lulashi.Galindo, celebre per il suo ragionamento in prima persona sul corpo e la relazione con il potere, ha partecipato all'inaugurazione della mostra con una performance, mentre in mostra ha portato foto e video di alcuni dei suoi più famosi lavori.Iva Lulashi, invece, esplora il presente con una pittura che parte dalle immagini della realtà, mediata attraverso i video recuperati su internet, ma poi questa realtà diventa qualcosa d'altro, qualcosa di più largo, verrebbe da dire."I siti sono attuali - ci ha spiegato restando, come i suoi quadri, sfumata - però le immagini che vado poi a catturare, i frame che scelgo, appartengono al passato, sono situazioni sociali, politiche o cinematografiche dagli anni 60 agli anni 90, e questo perché in quella tipologia di video ci sono meno dettagli, le immagini sono più sgranate e lasciano più spazio all'intervento della pittura".Ciò che si compone, per frammenti e in modo tanto discontinuo quanto forte, sono le sembianze di un unico strano corpo, che è politico e drammatico nel lavoro della Galindo e intimo, erotico o mistico in Lulashi. Con l'effetto di creare una imprevista armonia tra le due artiste. "La cosa che ci avvicina - ha concluso la pittrice albanese - non è tanto il messaggio diretto del lavoro, quanto forse la sensibilità nel riproporlo".Per la galleria "Vicino Altrove" rappresenta "un luogo antropologico che agisce da principio di senso per chi lo abita e principio di intelligibilità per chi lo osserva". Una definizione che, attraversando la mostra, si riesce a capire anche al di là delle parole.