Tutta la storia di Tamburo. Lo trovarono giorni dopo la sua scomparsa, ma "morto un genio non se ne fa un altro"

Era il 1986 quando, dopo giorni di ricerche disperate, fu rinvenuto senza vita il corpo di Stefano Tamburini, genio del fumetto e della comunicazione

Stefano 'Tamburo' Tamburini (1955-1986)
Stefano "Tamburo" Tamburini (1955-1986)
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

Erano trascorsi giorni senza che nessuno sapesse più niente di lui. Non l'amico stretto Andrea Pazienza, non i colleghi della redazione di Frigidaire, da Vincenzo Sparagna a Filippo Scozzari. Il padre li chiamò in lacrime, disperato per la scomparsa del figlio. Era l'aprile 1986 avvelenato dal disastro di Chernobyl quando trovarono quel che restava di Stefano Tamburini. La scena, infernale, come la descrive Scozzari nel suo perfetto Prima pagare poi ricordare non levò nulla al genio del grafico-sceneggiatore-provocatore culturale romano che aveva rivoluzionato il fumetto italiano con Cannibale, Frigidaire, e le sue incursioni nella pubblicità e nella comunicazione a tutto campo. Stefano "Tamburo" Tamburini è per certi versi tuttora un unicum in Italia, e a tenerne viva la memoria con cura certosina è Michele Mordente, in parcolare con Muscles Edizioni Underground. Per cui stanno uscendo, uno alla volta, i volumi antologici di Tutto Tamburo. Una piena celebrazione delle gesta del papà di Ranxerox e di Snake Agent.

Quando "alternativo" e "controcultura" non erano solo slogan vuoti

Parte proprio dai primordi, Tutto Tamburo. Da ancora prima di quella stagione incendiaria, ingenua, carica di sesso, violenza, ribellione studentesca, terrorismo e meraviglie creative che hanno lasciato segni profondi sul volto del Paese e faticato a trovare degni eredi di Pazienza, Scozzari, Liberatore, del recentemente scomparso Massimo Mattioli. Ma è proprio da lì che vengono, fra gli altri, quelli che forse sono i due autentici pesi massimi del fumetto e dell'illustrazione oggi in Italia: Igort e Gipi. Tutto Tamburo comincia a dalle prime incursioni di Stefano Tamburini nei fumetti underground ospitati su Combinazioni e Zut! Poi l'avventura di Cannibale che fece incontrare i cinque ragazzi geniali: personaggi come Fuzzy Rat (una caricatura dell'adorato Frank Zappa) e la Boccia Ernesta, lasciarono spazio alle avventure allucinate dell'Uomo in ammollo e poi al coatto sintetico più famoso di sempre, quello a cui devono parecchio le visioni cyberpunk di certo cinema americano, Terminator su tutti. La nascita di Ranxerox, ammirato in tutto il mondo, qua e là censurato perché troppo violento, troppo esplicito nel sesso e nel mostrare i corpi nudi, troppo "oltre". Tamburini, anche grafico e pubblicitario di genio, aveva la controcultura e la ribellione dentro, giocava con codici e loghi stavolgendoli a suo modo, fingendo di stare dentro le regole del marketing ma ribaltandole a suo vantaggio. In questo consiste essere un ragazzone romano che conosce la peggio periferia come il meglio della cultura alternativa disponibile in quel momento. 

Un volume della serie antologica "Tutto Tamburo". A destra: "Nuvole sotterranee"

Dieci anni son troppo pochi 

Appena un decennio è durata la carriera di Stefano Tamburini. L'eroina se lo è portato via a 31 anni in un modo che ancora oggi è pieno di misteri, e di rabbia. Perché come si scrisse del suo amico del cuore Andrea Pazienza, anche lui "oltre", anche lui preso nel gioco a nascondino con la droga, "morto un genio NON se ne fa un altro". E a proposito della meritoria opera di archivista e custode della memoria di Muscles Edizioni, un'altro volume in cui si trova pure una incursione di Tamburini, quel Nuvole sotterranee che raccoglie rarissimi esempi di fumetto underground italiano degli anni Settanta, dimostra come l'Italia fosse avanti e oggi è piuttosto indietro. Un esempio? La storia Fa male di Scozzari, vista tutta dal punto di vista di una ragazza stuprata stesa sul prato, con la gente a guardarla dall'altro. I poliziotti, i medici, i religiosi. Una sinfonia di voci: "Sei sicura di non averlo eccitato?", "Quanti orgasmi hai avuto mentre ti possedeva?", "Secondo me se proprio una non vuole...", "Se uscivi con un uomo non ti succedeva", "E' pur sempre una vita che è sbocciata in te e non sei tu quella che deve spegnerla". Era quarant'anni fa. Siamo fermi lì, ma gente come Tamburini, Scozzari e altri geni bambini è ancora là davanti, a far da monella con la cultura retriva di questo nostro Belpaese.