Nobel per la letteratura alla poetessa Usa Louise Gluck: "Voce poetica che rende universale l’esistenza individuale”

La Gluck è nata nel 1943 a New York e vive a Cambridge, nel Massachusetts dove insegna inglese alla Yale University, New Haven, Connecticut. Ha debuttato nel 1968 con Firstborn ed è stata presto riconosciuta come uno dei poeti più importanti della letteratura contemporanea americana. E' già stata premiata con prestigiosi Premi tra cui il Pulitzer nel 1993 e il National Book Award nel 2014

Louise Gluck (Ansa)
Louise Gluck (Ansa)
TiscaliNews

Questo è l’anno delle donne, almeno per quanto riguarda i premi Nobel. Ieri infatti il Nobel per la Chimica 2020 è stato assegnato a Emmanuelle Charpentier e Jennifer A. Doudna. Due ricercatrici cui va riconosciuto di aver messo a punto la tecnica Crisprr, che permette di tagliare-incollare il Dna, riscrivendo così il codice della vita.  Ed oggi il Nobel per la Letteratura 2020 è stato assegnato alla poetessa statunitense Louise Gluck per "la sua inconfondibile voce poetica che con austera bellezza rende universale l'esistenza individuale".

Chi è la poetessa che ha vinto il Nobel

La Gluck è nata nel 1943 a New York e vive a Cambridge, nel Massachusetts dove insegna inglese alla Yale University, New Haven, Connecticut. Ha debuttato nel 1968 con Firstborn ed è stata presto riconosciuta come uno dei poeti più importanti della letteratura contemporanea americana. E' già stata premiata con prestigiosi Premi tra cui il Pulitzer nel 1993 e il National Book Award nel 2014. Nel 2003 è stata insignita del titolo di poeta laureata. E' autrice di dodici raccolte di poesia e di alcuni volumi di saggi sulla poesia, tutti caratterizzati dalla ricerca della chiarezza. Al centro delle sue opere, l'infanzia e la vita familiare, lo stretto rapporto con genitori e fratelli.

Stoccolma, l'annuncio del Nobel per la Letteratura (Ansa)

Nelle sue poesie affronta le illusioni del sé. Gluck cerca l'universale, e in questo si ispira ai miti e ai motivi classici, presenti nella maggior parte delle sue opere. Le voci di Didone, Persefone ed Euridice - gli abbandonati, i puniti, i traditi - sono maschere di un sé in trasformazione, tanto personale quanto universalmente valido. Tra le sue raccolte, che l'hanno fatta paragonare a Emily Dickinson, Il trionfo di Achille (1985) e Ararat (1990), The wild Iris (1992, uscito in Italia per Giani Editore con il titolo L'iris selvatico), Averno (2006, edito in Italia da Dante & Descartes).

La sorpresa

Si tratta di una notizia che lascia, come accade spesso con il Nobel, tutti sorpresi. Dopo la doppia nomina dell'anno scorso con Olga Tokarczuk e Peter Handke (quest'ultimo nell'occhio del ciclone per il suo passato politically scorrect), - ricorda il Sole 24 Ore - quest'anno c'è ancora una sorpresa: classe '43, newyorkese, docente a Yale, la Glück è nota per la sua rivisitazione del mito, in una sorta di progressiva discesa agli inferi, segnalata in particolare nella sua decima raccolta Averno, pubblicata in America  ed edita in Italia l'anno scorso. La catabasi e il ritorno alla luce, nelle vesti di Persefone, è anche un auspicio per questi tempi durissimi: "Non sei sola - diceva la poesia - nel buio del tunnel".

"A volte il mondo fa la cosa giusta"

"A volte il mondo fa la cosa giusta", ha detto l'ex poeta laureato degli Stati Uniti e traduttore di Dante Robert Pinsky, alla notizia del Nobel per la letteratura a Louise Gluck: "E spero di non essere indiscreto, ma un suo nuovo superbo libro di poesie sta per arrivare presto".

Conferenza celebrativa negli Usa

La poetessa americana terrà la conferenza celebrativa del premio Nobel negli Stati Uniti per via delle restrizioni ai viaggi imposte dal Coronavirus. Lo ha fatto sapere Mats Malm, la segretaria permanente della Accademia Svedese che attribuisce il premio.