[L'intervista ] "Sacrificio e fatica, così la danza diventa gioia. Il #Metoo? E' importante ma ha un problema"

L'esordio da giovanissima, la promozione a prima danzatrice a 23 anni, il ruolo di direttrice. E la carriera costruita alla larga da illusioni e scorciatoie

Eleonora Abbagnato
Eleonora Abbagnato
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

Dici Puccini e metti istantaneamente d'accordo tutti. Quelli che amano le vicende delle sue eroine tormentate, chi lo considera il più moderno e raffinato degli interpreti del melodramma operistico italiano e il pubblico più consapevole delle scelte stilistiche e dei procedimenti compositivi del maestro lucchese. Dici Abbagnato e l'orgoglio italiano risplende ad ogni passo della etoile dell'Opera di Parigi (a soli 23 anni) e oggi direttrice del corpo di ballo dell'Opera di Roma (la più giovane di sempre). Una carriera internazionale prestigiosissima, a ritmo bruciante, costruita con ambizione e con dedizione totale, furiosa, alla danza. Eleonora Abbagnato e Giacomo Puccini si incontrano, appunto, in Puccini (l'8 dicembre alle 21 al Teatro Verdi di Sassari in prima regionale, il 9 dicembre ad aprire il cartellone Cedac danza, con due repliche alle 16:30 e alle 20:30 all'Auditorium del Conservatorio di Cagliari) spettacolo creato dal coreografo Julien Lestel e ispirato alle eroine del melodramma pucciniano. Una coproduzione italo-francese firmata Daniele Cipriani Entertainment e Compagnie Julien Lestel con venti danzatori sulla scena insieme alla stella siciliana. Con cui abbiamo parlato. Non solo di danza.

Puccini è una produzione che racconta le eroine del melodramma a partire dalle protagoniste delle opere del grande autore. Come mai, fra i tanti maestri del genere, Giacomo Puccini è tanto amato e ritenuto particolarmente moderno?
"Perché la musica di Puccini arriva senza alcuna mediazione al cuore dell’ascoltatore accompagnando vicende che, nel loro alternarsi fra gioia e sofferenza, sono e saranno eternamente attuali".
 
Cosa c'è della tredicenne Eleonora che andava in tour ballando ne La bella addormentata di Roland Petit, in questa Eleonora quarantenne che dirige il corpo di ballo del Teatro dell'Opera di Roma?
"Lo stesso entusiasmo e la stessa intramontabile passione per la danza".
 
Una vita dedicata all'arte, alla danza. Cosa le ha dato e cosa ha richiesto, sul piano delle rinunce personali, un percorso del genere? Facciamolo capire soprattutto ai giovani che potrebbero essere ingannati dalla facilità di esposizione via talent e social.
"Grandi sacrifici, sempre. Ma se potessi rifarei le stesse scelte. Chi vuole intraprendere questo percorso deve sapere che la danza non fa sconti a nessuno: studio e lavoro continui, momenti di solitudine e sconforto. Solo chi è realmente motivato è in grado di superare queste prove". 
 
Anche cinema, con Ficarra e Picone, e tv (Sanremo, Amici, Ballando con le Stelle, il videoclip di Vasco) nel suo percorso. Come ha vissuto queste esperienze e che percezione ha avuto della danza e del talento per come è gestito nelle varie "gare" televisive in cui è stata giudice? 
"Il cinema è stato come una parentesi, divertente e gratificante, anche per l’amicizia che mi lega a Ficarra e Picone. Per quanto riguarda le altre esperienze sono state utilissime anche per capire come la danza venga percepita in un mondo diverso da quello al quale sono abituata e per avvicinare i giovani a questa forma d'arte".
 
Che pensa del #MeToo? E' una giusta occasione di riscatto per i diritti femminili o rischia di risolversi in un flusso di racconti difficili da verificare, senza distinguo tra reali vittime e calunnie?
"La sua domanda contiene anche la risposta. Effettivamente accanto alla legittima protesta per la violazione di diritti basilari ai danni delle donne, ci sono casi in cui è difficile tracciare un confine tra chi ha davvero subito molestie e violenze, e possibili mitomanie". 
 
Com'è la Eleonora lontana dalle prove, dai teatri e dai palchi? Cosa ama fare nel tempo libero, oltre alla madre, mestiere già ricco e impegnativo? Cosa l'appassiona e la nutre? 
"Lontano dal palcoscenico non sono poi molto diversa. Inoltre essere madre è un mestiere talmente impegnativo che, se sommiamo il tutto alla mia professione, di tempo libero non ne rimane molto. Nonostante il mio lavoro mi porti a spostarmi continuamente, viaggiare con la mia famiglia mi piace. Quando ho tempo mi piace cucinare per la mia familiari e per i miei amici più cari i piatti della tradizione palermitana".
 
Cosa c'è nei suoi progetti futuri, dopo il tour di Puccini? 
"Sarò all’Opéra de Paris con la Dame aux Camélias e poi a Roma per i miei impegni con il Teatro dell’Opera, tra cui Il Lago dei Cigni in scena dal 28 dicembre 2018 al 6 gennaio 2019, che inaugura la nuova stagione del balletto e che segna il debutto assoluto di Benjamin Pech, già étoile de l’Opéra de Paris, Maitre de Ballet e Assistente alla Direzione Artistica del Teatro dell’Opera di Roma, nella veste di coreografo".