"Mio padre disse che ero molto brutta": il nuovo libro di Elena Ferrante e l'inchiesta sulla sua identità

Esce "La vita bugiarda degli adulti", prime pagine in anteprima. E tornano le raccolte di dati per infrangere il mistero della scrittrice fenomeno internazionale

La copertina del nuovo libro di Elena Ferrante, mentre si moltiplicano voci e ipotesi su chi sia veramente
La copertina del nuovo libro di Elena Ferrante, mentre si moltiplicano voci e ipotesi su chi sia veramente
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

A cinque anni dall'ultimo volume della tetralogia de L'amica geniale (oltre dieci milioni di copie vendute, diventata nel frattempo anche un fiction Rai con mercato internazionale) torna Elena Ferrante. La misteriosa autrice italiana la cui identità sempre celata ha contribuito a farne un autentico caso letterario. Fioccano le recensioni di La vita bugiarda degli adulti (nelle librerie dal 7 novembre) suo nuovo romanzo la cui anteprima è stata mandata ad una lista di giornalisti e critici scelti, mediante link privato e password. Siamo ancora a Napoli, ma una Napoli borghese diversa dalla periferia in cui si muovevano Lila ed Elena nella saga de L'amica geniale. La storia parte da una ragazzina, Giovanna, cresciuta in una casa della buona borghesia istruita e di sinistra, in cui lo studio e la riuscita nel dare esami e conseguir diplomi è l'unica cura per elevarsi socialmente. Ma nessun titolo ti può dare la stima dei tuoi genitori, specie se uno dei due sta per abbandonarti non prima di averti fatto capire che non sei la figlia che voleva. Questo l'incipit: "Due anni prima di andarsene di casa mio padre disse a mia madre che ero molto brutta. La frase fu pronunciata sottovoce, nell'appartamento che, appena sposati, i miei genitori avevano acquistato al Rione Alto, in cima a San Giacomo dei Capri".

Quattro anni per scoprire chi sei

La storia di La vita bugiarda degli adulti è, come da titolo, una storia di narrazioni scambiate per verità e di vite che simulano altre vite. Tutte in fuga dalla realtà. Giovanna comincia a raccontarci di sé e del mondo che scopre attorno (col sesso, i rioni popolari, il rapporto col suo corpo e con l'identità di figlia e di adolescente) quando ha dodici anni e chiude la storia (fin qui) a sedici. Un viaggio alla ricerca di sé, e di quel che ti rimane quando scopri che nessuno ti voleva e ti accettava davvero. E mentre in Italia ci si divide fra chi ama e chi ridimensiona pesantemente Elena Ferrante (all'estero la lodano e alcuni hanno definito la sua tetralogia "da premio Nobel") il più potente vettore di marketing della sua impresa letteraria (via edizioni E/O e costola internazionale Europa Editions) resta l'identità sempre celata. Fra molte voci.

Le inchieste per sapere chi è Elena Ferrante

Nel corso degli anni, dal primo successo di L'amore molesto (diventato un bel film diretto da Mario Martone) all'affermazione planetaria con i quattro libri di L'amica geniale, le ipotesi su chi sia davvero Elena Ferrante si sono sprecate. C'è chi ha tirato in ballo il critico e scrittore Goffredo Fofi e chi ha addirittura indicato lo scrittore e poerta Erri De Luca, chi come il filologo Marco Santagata si è detto certo che la Ferrante fosse in realtà Marcella Marmo, storica e saggista prima del boom nella narrativa. E chi si è concentrato sullo scrittore Domenico Starnone per poi indirizzare tutte le sue attenzioni su sua moglie, Anita Raja. Questa ultima ipotesi viene ritenuta la più credibile, e ha suscitato la reazione indignata di Sandro Ferri, fondatore con sua moglie Sandra Ossola delle edizioni E/O che stampano e commercializzano i libri della scrittrice misteriosa. Chi è Anita Raja? A scavare sulla sua vita (fatto per cui Ferri ha scritto la sua nota risentita) è stata un'inchiesta a cui ha  "lavorato Fabrizio Gatti per Il Sole 24 Ore, pubblicata da Frankfurter Allgemeine Zeitung, dal sito di giornalismo investigativo francese Mediapart e dalla rivista americana The New York Review of Books.  Secondo l'inchiesta, Anita Raja, già coordintrice di una collana per E/O e traduttrice dal tedesco, figlia di una deportata polacca nei lager a cui è sopravvissuta, ha ricevuto compensi sempre più alti di pari passo con l'aumento delle copie vendute dei libri firmati Elena Ferrante. Nessun altro dipendente o collaboratore della casa editrice ha (come da visure documentali) ricevuto tali aumenti. Prima del 50%, poi del 150% rispetto ai livelli retributivi fino al 2010. Proprio lo stesso periodo in cui Elena Ferrante diventava un caso editoriale di successo mondiale. Ancora negli stessi anni, secondo Il Sole 24 Ore, la Raja e suo marito Starnone hanno prima acquistato una casa in una zona "bene" di Roma, poi una villetta in Toscana, quindi una lussuosa dimora in una delle più belle vie della Capitale, del valore di oltre un milione di euro. Basta questo a individuare la Ferrante in Anita Raja?

Anita Raja: secondo l'inchiesta Elena Ferrante sarebbe lei