"L'Avvoltoio", torna in scena lo spettacolo che indaga sui veleni di Quirra

Diretta da César Brie andrà in scena per sette date dal 11 al 23 dicembre. Il testo forte e toccante è di Anna Rita Signore, premio speciale Claudia Poggiani alla Drammaturgia nell’ambito del premio Calcante

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di Redazione Tiscali

Torna a Cagliari sul palco del Teatro Massimo “L’Avvoltoio“, la pièce che accende i riflettori sul Poligono di Quirra e sulle sospette morti legate all’uranio impoverito. Diretta da César Brie andrà in scena per sette date dal 11 al 23 dicembre. Un amaro poema visionario costruito su una triste e vera tragedia collettiva. Il testo forte e toccante è di Anna Rita Signore, premio speciale Claudia Poggiani alla Drammaturgia nell’ambito del premio Calcante. La sindrome di Quirra, al centro dell’inchiesta dell’allora procuratore Domenico Fiordalisi – il magistrato non viene citato nella pièce ma ringraziato a fine spettacolo – partita dalle ricostruzioni giornalistiche, emerge dalle cronache, dai racconti, dagli interrogatori e dalle testimonianze. Prodotto da 'Sardegna Teatro' vede in scena un affiatato cast: Emilia Agnesa, Agnese Fois, Daniel Dwerryhouse, Valentino Mannias, Marta Proietti Orzella, Luca Spanu, Luigi Tontoranelli.

"Uno scontro tra l'arcaica civiltà agropastorale e le esigenze strategiche"

"L'Avvoltoio" di César Brie inizia dai corpi distesi sulla nuda terra, in uno spazio metaforico che diventa di volta in volta casa, capannone o Poligono militare, cimitero, spiaggia. Lo scenario evocato, è appunto quello di Quirra, anche se mai nominato, in cui le moderne armi tecnologiche da tutto il mondo vengono testate tra orti, pascoli, spiagge da sogno un tempo incontaminate. Uno scontro tra l'arcaica civiltà agropastorale e le esigenze strategiche dei militari. E la verità passa attraverso le vicende delle vittime di questa 'misteriosa' patologia che come in un'arcaica maledizione trascina verso la morte persone, animali, ambiente, frutto avvelenato dell'omertà. Un muro impenetrabile di silenzio avvolge questo pezzo di terra dove "si imbiancavano tutti i tetti e sembrava la neve ma senza il freddo e sembrava il deserto ma senza la sabbia". Con le persone chiamate a una scelta: "se vado via è la morte, se resto qui è la malattia".

La storia coinvolge tutta l'Italia con i suoi Poligoni

La pièce si serve degli attori e dei personaggi per dare fiato al dolore di padri e madri, figli e figlie, fratelli e sorelle, soldati: testimoni e vittime tutti della stessa tragedia. La loro storia tocca da vicino Quirra e l’intera Sardegna, con il suo
territorio occupato per il 60% da servitù militari; ma coinvolge tutta l’Italia, con i suoi Poligoni nel Triveneto, in Puglia, nel Lazio, in Toscana, su cui gravano forti sospetti di contaminazione. Per questo attori e personaggi non fanno mai nomi, né di luoghi, né di persone. 'L’Avvoltoio' racconta la loro storia così com’è, cruda e ruvida. Vuole scuotere lo spettatore; farlo riflettere, arrabbiare; spingerlo a fare domande, e chiedere le risposte a chi quelle risposte deve darle. C’è una strage in corso. Silenziosa.