Rocco Casalino oltre agli scatoloni porta a casa anche il Tapiro. Ma poi c'è il colpo di coda

Il premio di "Striscia" se l'è guadagnato sul campo a colpi di gaffe istituzionali e audio-rivelatori. E ora che sta per uscire la sua autobiografia, l'ex portavoce di Conte rilancia: "Sarò fuori da Palazzo Chigi, ma non dalla politica”

Il Tapiro se l’è guadagnato sul campo. A colpi di gaffe istituzionali, come quella di aver sfilato sul red carpet di Bruxelles, unico portavoce tra tutti quelli al seguito dei vari premier dell’Unione Europea. Una figuraccia che lui ammette così: “Ma quel giorno lì, siccome c’era la pandemia e non c’erano i giornalisti, molti portavoce non accompagnavano il premier. Io però non sono stato avvertito e quindi in quel momento ero a fianco al presidente”. “E un po’ si è sentito presidente anche lei”, affonda Staffelli. Ma in realtà al premio di “Striscia la notizia”, oltre che allo sfottò social, Rocco Casalino sembrava quasi un predestinato. Pugliese, anche se nato in Germania da una famiglia emigrata, 48 anni di cui gli ultimi tre vissuti a “Chigi”, come lui si ostina chiamare il palazzo di piazza Colonna che ospita il premier italiano, in qualità di portavoce ingombrante di Giuseppe Conte, un po’ spin doctor, un po’ gaffeur, un po’ prezzemolino dedito al foto-bombing di Stato. Basta sfogliare il suo account Instagram, per vederlo spuntare accanto ai capelli arancioni di Trump, al sorriso di Macron, alla gelida stretta di mano di Putin.

Uomo-immagine di “Giuseppi” che troppo spesso scivola sulla megalomania. E se non è vera, come lui ineffabile garantisce, la sua pretesa di avere un gigantesco ufficio a palazzo Chigi, di sicuro Rocco non potrà smentire che la copertina del suo libro “Il portavoce”, in uscita a metà  febbraio , riveli molto dell’immagine di grandezza che custodisce di sé: eccolo in penombra, giacca scura e camicia immacolata, sfidare l’obiettivo seduto su una poltrona nera di pelle, le mani in primo piano quasi a suggerire che lui, Rocco, con quelle possa arrivare ovunque. In pratica una fotocopia del poster di “House of Cards”, serie tv a base di intrighi politici e spregiudicatezza, dove Kevin Spacey con quella foto avvisava gli spettatori che pur di raggiungere e custodire il potere era disposto a tutto. E d’altra parte, Rocco, nel claim del libro dice: “Tante vite vissute, tante lezioni imparate, tanta fame di farcela a tutti i costi”.

Da Twitter, la copertina del libro di Casalino messa a confronto con il poster di "House of Cards"

Dagospia perfidamente lo chiama Ta-Rocco, forse ricordando di quando ha aggiunto al suo curriculum su Linkedin (è laureato in ingegneria elettronica a Bologna) un master fantasma in business administration presso la Shenandoah University in Virginia; titolo poi smentito dalla stessa università.

Di lui girano tante leggende, magari non tutte vere, ma anche un audio condiviso su twitter dalla firma del Giornale Augusto Minzolini: “Amore, ci sarà un Conte Ter, stai tranquillo”. Previsione smentita dai fatti che però racconta meglio di tanti retroscena quel suo modo di fare con i cronisti appellati appunto come “amore” in un gustoso mix di saccenza, confidenza e sufficienza.

La sua ascesa dalle stalle alle stelle la racconta lui stesso come un’epopea nell’autobiografia: “Non mi ha regalato niente nessuno, questo è sicuro. E se sono orgoglioso di dove sono arrivato non è tanto per il ruolo che ricopro ma perché non dimentico mai da dove sono partito, cioè dalle condizioni più svantaggiate dell'universo”. E ora che sta per lasciare “Chigi” sono in tanti a sentirsi in dovere di parlare di lui. O meglio del primo Rocco, quello della prima edizione del Grande Fratello edizione, la più seguita, quella con Pietro Taricone e Cristina la Bagnina, approdo alla popolarità pret à porter dei signori nessuno, che da allora diventeranno un genere e poi, perché no, pure un tendenza politica. Ecco allora Marina La Rosa, coinquilina in quella Casa, che lo difende così: “Sto leggendo tante cose assurde su di lui, ho letto i giornali e ne esce il profilo di una persona quasi imbecille. La verità è una: la gente è invidiosa". Di diverso avviso Lele Mora, il suo primo agente che lo seppellisce così: "Il consiglio che darei a Rocco? Quello di fare un bagno di umiltà. È andato oltre al suo ruolo di portavoce e forse, visto che era abituato alle telecamere, ha pensato che fosse un “Grande Fratello politico”. Ma se fai politica devi rispettare i ruoli che ti hanno assegnato. Ha peccato di esuberanza, di protagonismo e non ha capito che se sei l'ufficio stampa del presidente del Consiglio non hai bisogno di mettere otto telecamere sul discorso di Conte perché non è una 'primadonna' ma un Primo ministro'.

E ora? Tutto finito? Manco per sogno. Mentre sta preparando gli scatoloni, Rocco rivela: “Sarò fuori da Palazzo Chigi, ma non dalla politica”. E su un suo eventuale ritorno in tv, memore dei tanti errori, annuncia: “Non credo che farò mai il Grande Fratello Vip, anche se ho capito che non bisogna mai dire mai”.