Intrighi, amore e dinamite nella Sardegna del Sud: Piombo fuso è il nuovo romanzo del sindaco scrittore Marco Corrias

La placida e misera vita degli ex minatori a confronto con le inquietudini di un adolescente che cerca di scrollarsi di dosso la povertà della crisi economica che attanaglia il Sulcis dopo la sbornia dell’industrializzazione selvaggia. Misteriosi attentati dinamitardi e le indagini per scoprire quali poteri ci siano dietro. Tutto condito dalla prosa avvincente dell’autore-giornalista

Marco Corrias e la copertina del suo romanzo 'Piombo fuso' edito dal Maestrale
Marco Corrias e la copertina del suo romanzo "Piombo fuso" edito dal Maestrale
di Claudia Mura

Nonno minatore comunista e nipote neofascista aspirante bodyguard, la bellezza del mare spettinato dal maestrale e la desolazione di un territorio violentato dall’industria chimica e abbandonato all’incuria. E poi un amore quasi impossibile fra un rivoluzionario di ieri e una di oggi da centro sociale. Sono gli ingredienti principali con i quali Marco Corrias, il sindaco scrittore e giornalista, ha cucinato Piombo Fuso, edito dal Maestrale (330 pagine).

Un territorio avvelenato

Il romanzo è ambientato nel deserto post-industriale del Sulcis, la storica regione carbonifera della Sardegna che, una volta chiuse le miniere e depredate le montagne, rimane uno scheletro in cui la povertà provocata dalla crisi economica la fa da padrona. Questi sono i luoghi in cui si muovono i personaggi principali della storia: uomini e donne accomunati dalla personale lotta per uscire da una miseria che non è solo economica. Ma sono soprattutto i giovani a cercare di lasciarsi alle spalle la mediocrità per eccellere in qualcosa che pare irraggiungibile: chi studia, chi occupa una vecchia laveria per creare una media factory - rifugio di artisti e anime orfane - chi invece spaccia e chi spacca le teste altrui per diletto, per razzismo e omofobia.

Lotta fra generazioni

Un racconto fatto di opposti che si scontrano, si baciano o si ammazzano in una terra che pur misera e spogliata di tutto, resta sfacciatamente bella. Un “territorio scarnificato di ogni attività, deserto industriale depresso e depredato di quasi tutte le felicità”, scrive l’autore. “Non crescerà mai nient’altro che erba già malata, in questo posto. Ha le radici nel veleno”, dice nonno Pietrino al nipote Denis, aspirante bodyguard e spacciatore per rivalsa nei confronti di una famiglia comunista e ostinatamente povera. L’incontro con un mentore animato da una violenta filosofia fascista lo porterà a scontrarsi con chi gli vuole bene e pure con chi gli vuole male.

Marco Corrias, il sindaco scrittore

Ex minatori troppo esperti di esplosivi

Denis è uno dei protagonisti principali di una vicenda corale nel quale tutti sono colpevoli del veleno che soffoca la terra e tutti sono le vittime sacrificate al miope profitto di chi poi avrà poco di che giovarsi perché alla fine pagherà il conto di tanto sfacelo perpetrato contro la terra e contro l’umanità. Tra attentati dinamitardi, ex minatori troppo esperti di esplosivi, oscuri gruppi di potere e pestaggi di giovani inermi, si agitano personaggi di grande spessore umano come nonno Pietrino, Eugenio, un suo amico custode della memoria storica delle miniere, e la giovane Alessandra che guida l’occupazione di un ex stabilimento minerario per farne un centro sociale. Tutti impegnati in un intreccio drammatico e dagli esiti imprevedibili.

Il cuore del Sulcis, il Sulcis nel cuore

Su tutto domina la bellezza di luoghi che, seppur maltrattati, evocano lo spirito di una natura indomita. Perché per quanto inquinate siano “quelle lande del sud-ovest che erano state per decenni percorse dalla febbre dell’industria”, su tutto corre il maestrale con una violenza tale che gli alberi “si fanno cespugli per non morire di vento”. Marco Corrias mette il cuore nel descrivere la sua terra, lo strizza fino a farne uscire le parole più amare e quelle più dolci. Ma l’autore, che è un giornalista in pensione nato a Fluminimaggiore, comune del Sud della Sardegna proprio nella provincia di Carbonia Iglesias teatro della vicenda raccontata, oggi è il sindaco del suo comune. E quell’amore travagliato per la sua terra che traspare da ogni pagina, potrebbe farlo diventare concreto.

L’autore

Dopo una carriera iniziata come corrispondente dalla Sardegna per il quotidiano La Repubblica, Corrias ha lavorato alla Nuova Sardegna ed è stato inviato speciale per il settimanale Epoca e per Terra! Programma settimanale di attualità e approfondimento del Tg5. Oggi collabora al settore inchieste di Repubblica.it e al periodico Sardinia Post Magazine. È autore di reportage e inchieste in Italia e all’estero, ha pubblicato tre libri: Mio figlio Farouk, anatomia di un rapimento (Rizzoli); Mino Pecorelli, un uomo che sapeva troppo (Sperling & Kupfer);  Il Pozzo Zimmerman, storia di un minatore dalla luce al buio andata e ritorno (Demos Editore). Piombo fuso è la sua ultima fatica.