Il vero Capitano Ultimo e la straordinaria lezione di umanità

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Quando si dice il carisma. Trascorrere una sera con il Capitano Ultimo vuol dire stare a contatto con un uomo che non smette mai di combattere e incoraggiare gli altri, perfino quando è lui che dovrebbe essere incoraggiato. Un uomo che non cessa di ragionare e di esortare, di chiedere e di far sapere, in una condivisione di idee e sogni che ti trasporta in una specie di isola che non c’è e che invece esiste fortissimamente alla periferia estrema di Roma, nella sua tenuta della Mistica. Siano i ragazzi di un’accademia militare, siano gli immigrati in cerca di futuro, siano i suoi stessi uomini, gente che per lui darebbe la vita in ogni istante, persone che al solo salutarlo hanno gli occhi lucidi e si toccano il petto con la mano.

La notizia della revoca della scorta che lo accompagna come un’ombra dal 1993, da quando cioè la mafia gliel’ha giurata per aver arrestato il capo dei capi Totò Riina, da queste parti ha ottenuto il risultato di aprire un nuovo fronte, l’ennesimo, per un carabiniere sui generis, o come ama definirsi lui “straccione” che da molti anni ha a che fare con il “mobbing di Stato”. L’occasione per incontrarlo è davvero speciale perché si tratta di ricordare il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Sergio De Caprio, questo il vero nome di Ultimo, racconta di quando lo incontrò, degli insegnamenti più importanti, della lezione di vita che lui “ripassa” ogni mattina su youtube e poi, indomito, cerca di realizzare nel suo quotidiano. In questo video ne parla per un minuto. Il tempo sufficiente per constatarne l’amore.