Grimaldi e la tragicommedia umana sezionata dentro il "Supermarket 24"

Grimaldi e la tragicommedia umana sezionata dentro il 'Supermarket 24'
di Cristiano Sanna

Una giornata scandita dai neon, dai colori e dagli odori dei reparti di un supermercato di provincia. Un ragazzo disilluso che ha già nel cognome un paradosso, Luca Sognatore, molla un lavoro deprimente e con la scarica di effimera adrenalina che dà l'effetto novità entra a lavorare come commesso a SpesaPiù. Dove l'unico "più" della sua esistenza è l'osservazione, da punti di vista inediti e privilegiati, della tragicommedia umana che si agita fra offerte speciali, tentativi di "acchiappo" al banco della porchetta, assurde pretese, incontri e traiettorie impreviste del vivere, proprio come quelle improvvise deviazioni che tutti facciamo tra i banchi dove sono esposti merci e prezzi. Un "romanzo sull'avventura dello stare fermi", come è giustamente scritto nella prefazione. Si intitola Supermarket 24, edito dalla piccola e dinamica Camelopardus. Lo ha scritto Matteo Grimaldi. Ne parliamo con l'autore.

Matteo, come nasce l'idea di raccontare l'umanità dal microcosmo del supermercato?
"Dalla mia diretta esperienza di lavoro. Mai avrei pensato di ricavarne tanta materia perfetta per un racconto. Gli incontri che si fanno, l'insieme di pretese, desideri, frustrazioni, nevrosi dice più di tanti saggi di sociologia. Una delle cose che più mi hanno colpito è stato scoprire che diversi miei colleghi, nonostante il lavoro di commesso sia lungo e stancante, preferissero stare nel ventre rassicurante del supermercato piuttosto che incontrare quel che restava delle loro vite fuori da lì".

Quali, tra i diversi personaggi di Supermarket 24, sono centrali nel suo racconto?
"Ah beh, bisogna citare la classica vecchia signora dalle pretese assurde. Quella che fa aprire angurie su angurie a Luca nell'ossessione di trovare quella perfetta, che insiste nel chiedere perché certa frutta esotica non sia prodotta in Italia, e così via. Un concentrato di classismo che il protagonista configura con una sola parola: presente la versione più volgare possibile, da caserma, di "rompiscatole"? Ecco. Ma non voglio dimenticare gli incontri che Luca ha con un bambino autistico, fatto di gesti, piccoli versi, di una complicità intima quasi unica in un posto affollato come un supermarket".

E che dire della fregola erotica di Manola, sempre nei pressi del banco della porchetta?
" (Ride) In questo caso ho estremizzato un'altra situazione vissuta per esperienza diretta. Non ero io l'oggetto di tanto desiderio, ma potevo osservare questo insistito rituale di corteggiamento. Bisogna anche dire che Luca, il protagonista di Supermarket 24, ha patito talmente tante delusioni da diventare cinico. Dunque il suo sguardo è spietato, ha pochissima pazienza e compassione nei conftronti dei deliri altrui".

Insomma, lo sguardo di Luca Sognatore è quelli dei ragazzi italiani di oggi. Sbattuti nei call center dopo anni di laurea e master.
"Sì. Il suo sguardo è in parte anche il mio, che dopo il terremoto che ha devastato L'Aquila mi sono trovato a Firenze alla ricerca di qualsiasi impiego. La realtà che ti si presenta di fronte è tale da giustificare tutti quei ragazzi che scappano dall'Italia per trovare migliori opportunità di far avverare i loro sogni".

Comprare, avere, riempirsi il carrello: le merci, gli oggetti e il loro possesso conservano ancora l'illusione di soddisfazione in mezzo a tanto stress e cinismo?
"Non certo per chi passa le giornate tra market e fast food a servire i clienti. Per il consumatore credo che ormai la grande illusione sia finita. Restano momenti di confort, come la veloce pausa pranzo davanti ad un panino, prima di riprendere a correre. O l'acquisto del dolce preferito. Ma quando nel fast food in cui lavoro viene annunciato il lancio di un nuovo hamburger i clienti si precipitano al banco con uno sguardo che di soddisfatto e consolatorio ha ben poco".