Giulia Blasi e le inquietudini degli adolescenti cresciuti in un mondo "perfetto"

Giulia Blasi e le inquietudini degli adolescenti cresciuti in un mondo 'perfetto'
di Cristiano Sanna

Un romanzo di formazione, come lo sono tutti quelli che parlano dell'adolescenza. Dove il divenire emotivo e fisico non risparmia, con le sue trasformazioni e inquietudini, i giovani abitanti di Vallefiora, cioè quello che per tante ragioni potrebbe essere considerato il luogo ideale per viverci. E' il bio-villaggio per eccellenza, quello creato dalla penna di Giulia Blasi in Il mondo prima che arrivassi tu (Mondadori), dove i materiali con cui sono costruite le case, la politica energetica e urbanistica, perfino l'estetica, sono stati accuratamente progettati e scelti nel rispetto dell'ambiente, ma senza trascurare le comodità della tecnologia. Campi a maggese e banda larga, insomma, social network e brani (magari ascoltati in formato digitale su iPod o simili) di musica indie italiana che punteggiano, capitolo dopo capitolo, il divenire di Irene, Mira e Davide, fino a quando "il mondo prima" comincia a non bastare più. Ne abbiamo parlato con l'autrice.

Giulia, la routine paradisiaca dei suoi personaggi è regolata da consuetudini immutabili. Come quella di sedersi sempre nel solito posto all'interno della corriera che trasporta dalla piccola località di Vallefiora alla città dove stanno le scuole. Un "incidente" all'interno della corriera rimescola storie e destini.
"In narrativa funziona molto meglio il grosso trauma, l'evento a tinte forti. Io mi sono concentrata sui fatti della vita, spesso apparentemente piccoli e poco spettacolari, che quando siamo giovanissimi determinano che uomini e donne saremo. Come le dinamiche di potere tra femmine e il tentativo, fra paure e incertezze, di comprendere il valore e il peso dei sentimenti".

Vallefiora è davvero il mondo che vorremmo oppure l'ambientazione nasconde una satira dell'ambientalismo a tutti i costi?
"Nella mia storia Vallefiora è la concretizzazione di un'utopia, quella di un gruppo di coloni che hanno costruito il primo nucleo di questa comunità biodinamica che come minimo è auspicabile anche nella nostra realtà. Casomai l'unica zona d'ombra è la progettualità spinta della vita degli abitanti di Vallefiora che finisce per soffocare l'imprevisto. E l'imprevisto, si sa, è il sale dell'adolescenza".

Nel suo precedente libro Nudo d'uomo con calzino l'ironia feroce era la cifra narrativa preponderante. Com'è che è diventata così incline alla tenerezza?
"In realtà io sono molto più compassionevole verso i miei personaggi di quanto possa sembrare. La verità è che mi pare giusto essere più dura ed esigente con gli adulti che con ragazzini in piena formazione, che rispondono a dinamiche che spesso non appartengono loro".

I libri per ragazzi e di cui i ragazzi sono protagonisti hanno spesso grande successo. Ma descrivono una gioventù o "maledetta" oppure po' decerebrata e stereotipata. Davvero non è possibile scriverne in modo più realistico?
"Non so fino a che punto si possa pretendere realismo dalla narrativa. Francamente non capisco perché ci si ostini a incasellare i giovani in base alle mode o ai look che preferiscono. E' una dinamica propria di tutte le generazioni il cercare la propria identità nell'identificazione con un gruppo. I ciuffi cambiano foggia e colore, la necessità è sempre la stessa. Ma quando ci si libera dei pregiudizi ecco che gli adolescenti tornano ad essere persone complesse. Come la Irene protagonista del mio libro, estremamente intelligente, parrebbe troppo per una teenager in base a certi stereotpi sociologici e letterari, ma nella realtà di ragazzine così ne esistono, e non poche. E non è che il giovane Holden fosse poi molto diverso, era un personaggio che elaborava le esperienze dimostrando una maturità superiore a quella dei suoi coetanei".

Vallefiora posto paradisiaco, comunità ecologica ideale, però nel libro c'è chi scappa, o vorrebbe scappare da lì. Perché?
"Perché crede in altri valori, giusti o sbagliati che siano, e vuole fare altre esperienze, come è il caso della sorella di uno dei protagonisti. Poi c'è Davide, non particolarmente brillante a scuola ma molto bravo nello sport. Le sirene del calcio lo tentano, e uno degli snodi narrativi importanti è il suo oscillare tra la voglia di seguire la propria ambizione e il legame con la comunità a cui appartiene,con le sue tradizioni virtuose che hanno visto rinascere un paese che era già morto una volta, dunque che non si abbandona a cuor leggero".

Il mondo prima che arrivassi tu si può definire come un libro per ragazzi?
"Non so se sia soltanto questo. Certo gli adolescenti lo leggono con maggiore indentificazione, ma ho anche delle discussioni con adulti che mi dicono di leggerlo con lo stesso piacere, e una punta di nostalgia. Il che non  mi dispiace affatto".